Home / RECENSIONI / Azione / Jurassic World – Il dominio: Tanti ritorni e troppe idee – Recensione

Jurassic World – Il dominio: Tanti ritorni e troppe idee – Recensione

Jurassic World – Il dominio: Torna la saga giurassica più famosa del cinema e tornano tanti vecchi protagonisti. La formula funziona ancora?

Quattro anni dopo la distruzione di Isla Nublar, il mondo è davvero cambiato, come aveva predetto Ian Malcolm (Jeff Goldblum)
Uomini e dinosauri sono costretti a vivere insieme, e se la presenza degli esemplari erbivori è uno spettacolo a cui è difficile restare indifferenti, quella dei carnivori è naturalmente un brutto incubo

E nonostante il caos, c’è ancora chi cerca di guadagnarci da quest’ultimi.  
Gli esemplari più unici tra le due specie, la figlia del velociraptor Blue e l’ormai adolescente Masie Lockwood (Isabella Sermon), primo essere umano clonato della storia, vengono rapiti: toccherà di nuovo ad Owen Grady (Chris Pratt) ed a Claire Dearing (Bryce Dallas Howard) mettersi in viaggio per tentare di salvarli entrambi da una vecchia conoscenza nel campo dell’ingegneria genetica. 

Cosa funziona in Jurassic World – Il dominio 

Pochi, ma veramente buoni, i momenti di questo capitolo finale per cui conviene andare al cinema. 
I trailer degli ultimi anni spesso e volentieri rovinano decisamente la visione finale, con tanti e pesanti spoiler, ma per quel che riguarda Jurassic World – Il dominio almeno il primo trailer non ha anticipato davvero nulla di importante, anzi, ha addirittura saputo regalarci la speranza di una chiusura capolavoro.

Non solo la narrazione in sottofondo, che nella versione italiana ha recuperato perfino la voce dell’indimenticato Cesare Barbetti, doppiatore di John Hammond (Richard Attenborough), ma anche le immagini iniziali, con Owen che rincorre a cavallo un branco di Parasaurolophus.

Un vero momento di western moderno con i dinosauri, un qualcosa che abbiamo un po’ già visto ne Il viaggio di Arlo della Pixar, ma appunto, con attori in carne e ossa, e dinosauri in definizione super realistica.  
E l’occhio vigile non potrà non notare che accanto a Owen cavalca un attore davvero iconico, ossia Mo Brings Plenty, uno dei personaggi secondari più importanti della fortunata serie tv Yellowstone.  

Peccato appunto che il suo utilizzo sia limitato a quella scena. Vederlo al fianco dell’ex-marine per il resto dell’avventura sarebbe stato davvero interessante, così come l’apporto di Omar Sy per il solo atto di Malta è decisamente un’occasione sprecata, dato il talento di questo attore francese che da anni ci fa sognare, tra commedie e soprattutto storie investigative come il Lupin di Netflix.  
 
Fortunatamente è decisamente maggiore il minutaggio di Chris Pratt, a conti fatti il miglior nuovo elemento di questa trilogia sequel, che riesce a dare anche qualcosa di più rispetto a Il regno distrutto. E i dinosauri? 
 
Oltre a quelli già apparsi in precedenza, in Jurassic World – il dominio abbiamo una vera e propria invasione di specie, molte di esse mai viste al cinema prima d’ora. Tutte ben realizzate visivamente, ma che soffrono anche loro della grande confusione che ha colpito la saga fin da Il regno distrutto.   

Perché non guardare Jurassic World – Il dominio  
 
Quello che ha sempre funzionato nei primi quattro film di questo franchise (e anche in buona parte della serie animata “Jurassic World – Nuove avventure) è che i Jurassic sono sempre stati degli eccezionali, o buoni, film di sopravvivenza.

Questo fattore si è cominciato a perdere, come accennato, già con “Il regno distrutto”, quando a grandi scene di fuga o lotte contro i dinosauri si è cominciato ad alternare un discorso animalista… decisamente antispecista
 
La vita dei dinosauri è sempre stata importante per i protagonisti positivi della saga, la missione per fermare l’erede di John Hammond ne Il mondo perduto è un chiaro esempio, ma anche quella umana aveva pari, se non maggiore, valore.

Umani e dinosauri carnivori non possono convivere, e non serve un film fantascientifico per dimostrarlo: chi sarebbe tanto pazzo a vivere tra leoni non addomesticati, solo per fare un esempio?  

Il giardino dell’Eden dunque sarà sempre e solo una storia fantastica, e come era prevedibile fin dal finale de Il regno distrutto, questa nuova visione della storia si è dimostrata del tutto confusionaria e appunto, masochista ed inquietante nei confronti del genere umano.  
 
Grande attesa c’era per il ritorno non solo di Ian Malcolm dopo il cameo del precedente capitolo, ma soprattutto di Alan Grant (Sam Neilled Ellie Sattler (Laura Dern), che mancavano da Jurassic Park III. E se ne stiamo parlando in questa sezione, significa che non ha davvero rispettato le aspettative. 

Qualche emozione c’è, ma anche queste sono poche e mal gestite. Forse dopo una seconda visione con doppiaggio italiano sarà più bello (dato che sono tornati anche Stefano De Sando ed Isabella Pasanisi) ma analizzando la prima in lingua originale più che delusione c’è rammarico, come quando un calciatore storico chiude senza trofei, o con una sconfitta in occasione dell’ultima partita: meritavano un finale migliore.

Il film è al cinema dal 2 Giugno con Universal Pictures.

Regia: Colin Trevorrow Con: Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Sam Neill, Laura Dern, Jeff Goldblum, Isabella Sermon, Jake Johnson, Dichen Lachman, Daniella Pineda, Omar Sy, BD Wong Anno: 2022 Durata: 146 min. Paese: USA Distribuzione: Universal Pictures

 

About Valerio Brandi

Guarda anche

sposa-in-rosso-recensione-film-copertina

Sposa In Rosso – Recensione del Film di Gianni Costantino con Eduardo Noriega e Sarah Felberbaum

Sposa In Rosso: una piacevole commedia estiva che riunisce le tante anime del mediterraneo in …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.