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Il Principe di Roma: il Canto di Natale di Edoardo Falcone – Recensione

Il Principe di Roma: Presentato fuori concorso in occasione della diciassettesima di Roma, Edoardo Falcone ci propone una nuova versione del Canto di Natale di Charles Dickens, ambientata nella Roma Pontificia della prima metà del XIX secolo.
 
Roma, 1829. Bartolomeo Proietti (Marco Giallini) è il più ricco mercante dello Stato Pontificio, ma è al tempo stesso un uomo di umili origini, e nella sua città se vuoi contare davvero devi essere della nobiltà, o del clero.

La possibilità di entrare tra i primi dopo anni di lavoro e gavetta sembra finalmente arrivata: grazie a un matrimonio con dote (la sua) potrà finalmente diventare il principe Accoramboni.  

Purtroppo per lui questa dote sembra essere sparita nel nulla, e l’investitura non può essere rimandata perché il Papa sta per morire…  
Pur di ritrovare la cassa con l’oro è disposto a tutto, anche a rivolgersi a una negromante, ma il rituale sembra solo aver risvegliato dei fantasmi desiderosi di tormentarlo, per fargli ricordare le cose veramente importanti nella vita. Ci riusciranno? 

Cosa funziona ne Il Principe di Roma  
 
<< Ho visto il più grandioso cartone di tutti i tempi, ero su uno spilorcio che riceveva in visita tre fantasmi a Natale, e sapete il finale? Ha imparato la lezione!>> 
<<Papà, hai visto Canto di Natale, fu scritto da Charles Dickens 160 anni fa>> 
<<Gli sceneggiatori tv mungono quella mucca da anni>> 

Se siete dei veri appassionati della famiglia Simpson, allora avrete subito riconosciuto questo scambio di battute, avvenuto in occasione della settima puntata della quindicesima stagione, “Tutti più buoni a Natale”.  

Homer, Bart e Lisa ci hanno ricordato che da quando esistono cinema e tv Il canto di Natale di Charles Dickens è stato adattato numerosissime volte. 

Uno dei più noti nel mondo della cultura pop è senza dubbio Canto di Natale di Topolino, ma c’è stato anche uno dei Flintstones, dei Jetsons, dei Muppet, con Bill Murray… e potremo andare avanti ancora per lungo. 

È una critica? Assolutamente no, questa mucca continua a produrre latte di qualità nonostante le tante mungiture, perché Canto di Natale è un capolavoro ricco di buoni valori e sentimenti che si adatta ad ogni epoca e situazione, anche a una storia immaginaria ambientata in un contesto reale come lo Stato della Chiesa nel 1829.   

L’importante è che ci sia insieme una buona regia, scrittura ed interpretazione per ogni adattamento, è fortunatamente anche Il Principe di Roma, dopo averlo visionato in anteprima alla diciassettesima Festa del Cinema di Roma, rientra nel gruppo di queste versioni di successo del grande racconto di Dickens. 

Merito innanzitutto di Edoardo Falcone, che in questi anni ci ha regalato due vere perle come Se Dio vuole e Io sono Babbo Natale, entrambe con Marco Giallini, che anche con questa sua recitazione si conferma essere uno dei migliori attori italiani in attività, e forse il miglior erede possibile di un mostro sacro ed indimenticato come Gigi Proietti.  

Ma il suo personaggio ha il cognome di quest’ultimo proprio per omaggiarlo? Il regista all’Auditorium è stato chiaro, per quanto tutti vogliamo sempre ricordare Gigi, Proietti è il cognome che veniva dato ai trovatelli, come lo è in questo caso Bartolomeo

Semmai ci piace pensare che se Mandrake non ci avesse detto addio così presto, sarebbe stato anche lui presente in questo piccolo, grande capolavoro di romanità, che non può non farci pensare anche a Il Marchese del Grillo di Mario Monicelli e Nell’anno del Signore di Luigi Magni. L’eredità di Proietti è comunque presente, perché sua figlia Carlotta ha un cameo all’interno del film.  
 
Ma non solo Giallini, Il Principe di Roma è un enorme quadro composto da tanti attori sublimi, in particolare Filippo Timi e Giuseppe Battiston, davvero esilaranti come fantasmi di personaggi storici, e lo stesso si può dire di Sergio Rubini nei panni del principe Accoramboni. Molto interessanti e profonde le interpretazioni di Giulia Bevilacqua (Teta) e Denise Tantucci (Beatrice Cenci), mentre Antonio Bannò nel ruolo di Gioacchino ricorda in tutto e per tutto Ricciotto del già citato Il marchese del Grillo.  

Si ride dunque tanto, ma ci si commuoverà in egual misura, come in ogni opera dedicata al Canto di Natale.  


 Perché non guardare Il Principe di Roma
 
Per questo nuovo, grande film di Edoardo Falcone ci viene in mente lo stesso, puntiglioso neo del suo precedente lavoro, il già citato Io sono Babbo Natale: perché non distribuirlo in occasione delle feste natalizie?  
 
Prodotto da Lucky Red, Sky Cinema e Rai Cinema, Il principe di Roma sarà presente nelle sale italiane a partire da giovedì 17 novembre 2022 grazie a Lucky Red.  

Regia: Edoardo Falcone Con: Marco Giallini, Giulia Bevilacqua, Filippo Timi, Sergio Rubini, Denise Tantucci, Antonio Bannò, Massimo De Lorenzo, Andrea Sartoretti, Liliana Bottone, Giuseppe Battiston, Francesco Primavera, Cristiano Piacenti, Salvatore Langella Anno: 2022 Durata: 92 min. Paese: Italia Distrubuzione: Lucky Red

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