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Generazione Low Cost – La vita sospesa di un’assistente di volo – Recensione

Generazione Low Cost: il primo lungometraggio di Emmanuel Marre e Julie Lecoustre è il resoconto intimo della vita di un’assistente di volo di livello minore di una compagnia aerea low cost.

La protagonista, interpretata da Adèle Exarchopoulos, ci offre una realistica immersione profonda nel personaggio: Cassandre vola dalle Azzorre a varie tappe europee, nei momenti liberi tra un volo e l’altro va in discoteca, partecipa a feste, prova incontri su Tinder; ci mostra i suoi rapporti con i suoi superiori, che le intimano di depilarsi più regolarmente, la istruiscono su come vendere più articoli duty-free e alcolici in volo; in sottofondo, una vita familiare fratturata.

Cosa funziona in Generazione Low Cost

I registi immergono lo spettatore nel mondo degli assistenti di volo e ne fanno un ritratto molto realistico e “de-romanticizzato” (come è giusto che sia per toglierci quell’idea di vita idilliaca di chi per lavoro “vola”) nel mostrare la monotonia della professione, i ritmi tartassanti, il senso di frustrazione: Cassandra ha alcuni scambi con passeggeri bisognosi che mostrano la natura ingrata e faticosa del suo lavoro.

Ci sono alcune scene che forniscono informazioni dettagliate, come una sessione di formazione per il manager di cabina che richiede alle persone di sorridere per 30 secondi (ed in pochi ci riescono).

Cassandra si rivela lentamente nel corso del film: l’attrice è una calamita per la macchina da presa. Può essere affascinante vederla svolgere i suoi compiti con il minimo interesse. Ovviamente sta male dentro e quando non lavora, cerca di lenire il suo dolore con alcol e appuntamenti su Tinder.

Perché non guardare Generazione Low Cost

Purtroppo, proprio per l’aspetto slow e documentaristico della regia, gran parte del film è noioso. Anche quando la trama cambia marcia a circa metà film, quando Cassandra torna a casa da suo padre Jean e da sua sorella Michelle, la narrazione non diventa più interessante.

Verso la fine del film, la narrazione tende a dare a Cassandra una possibile spinta in avanti. Gli spettatori più tolleranti potrebbero anche sentirsi coinvolti nel suo personaggio ed è difficile non fare il tifo per lei. Tuttavia, il problema più grande di Generazione Low Cost è che non genera mai le emozioni che dovrebbe.

Lecoustre e Marre sono abili nel voler profilare un personaggio senza meta che è bloccato in una carreggiata. Significativamente, la salute mentale di Cassandra non viene mai discussa, ma si blocca come una nuvola scura sullo sfondo.

Generazione Low Cost parla di sistemi disumani costruiti da esseri umani per servire il profitto. Riguarda anche il dolore e la noia, ma colpisce soprattutto quando esplora, tramite una immaginaria compagnia aerea low-budget chiamata Wing (ovviamente Ryanair, proprio per i colori delle divise giallo e blu), il mondo dei lavori che le aziende sostituirebbero felicemente con i robot se costasse meno farlo.

I cattivi in questo film non hanno un volto. La performance impegnata di Exarchopoulos lo trasmette silenziosamente, il che è merito del film, ma sembra anche che ci sia un’opportunità persa per esplorare qualcosa di più profondo.

Il film è al cinema dal 12 maggio con I Wonder Pictures.

Regia: Julie Lecoustre, Emmanuel Marre Con: Adèle Exarchopoulos, Alexandre Perrier (II), Mara Taquin, Jonathon Sawdon, Jean-Benoît Ugeux, Julie Sokolowski Anno: 2022 Durata: 110 min. Paese: Belgio, Francia Distribuzione: I Wonder Pictures

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