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Everything Everywhere All at Once – Le infinite possibilità del Multiverso – Recensione

Everything Everywhere All at Once: Finalmente al cinema il film indipendente campione d’incassi al botteghino con oltre 100 milioni di Dollari. Una versione del multiverso ricca di colori, follia e azione ma anche di amore, speranza e rimpianto.

Evelyn Wang (Michelle Yeoh) gestisce, insieme a suo marito Waymond (Ke Huy Quan), una piccola lavanderia a gettoni. La sua vita si divide tra il lavoro, una figlia adolescente con la quale non riesce più ad avere un dialogo, un padre anziano che non ha mai accettato le sue scelte di vita e un matrimonio ormai infelice.

La sua scialba quotidianità viene scossa durante un controllo fiscale di routine dove, Evelyn, scopre di essere solo una delle tante versioni di sé stessa e viene trascinata in un’avventura per salvare il destino degli universi.

Cosa Funziona in Everything Everywhere All at Once

I Deniels lo hanno fatto di nuovo, dopo il divertente, malinconico e folle “Swiss Army Man“, premio alla miglior regia al Sundance 2016, il duo registico torna con una pellicola visivamente e strutturalmente ancora più folle e singolare, ma allo stesso tempo ricca di temi universali per alimentare riflessioni.

Alla base troviamo il concetto del multiverso, ormai completamente sdoganato dai cinecomics Marvel, che in Everything Everywhere All at Once, viene evidenziato come la rappresentazione di uno dei molteplici percorsi intrapresi da una diversa versione di noi stessi in base alle scelte, rinunce e fallimenti del passato.

Un concetto intrigante che impone alla protagonista, ma anche allo spettatore, di interrogarsi sul mutamento di sé stesso rispetto alle proprie scelte di vita e rimpianti.

È il primo punto a favore della struttura narrativa, divisa in 3 atti, che attraverso un bizzarro film di arti marziali, in cui i protagonisti viaggiano attraverso stravaganti e insoliti versioni di loro stessi in universi, omaggia la cultura Pop in ogni maniera possibile.

Non solo attraverso citazioni o battute ma anche cambiando a più riprese la fotografia tra proporzioni dell’immagine, tavolozza dei colori e illuminazione. Impossibile non citare tra le fonti di ispirazione: Matrix, In the Mood for Love, La Tigre e il Dragone, Magnolia, Miyazaki, Legend of the Drunken Master, Stephen Chow e tanti altri.

Tutto questo sarebbe superfluo e inutile senza una struttura narrativa avvincente, probabilmente non digeribile dal pubblico che richiede linearità narrativa e di genere, ma che farà la felicità dello spettatore che ama viaggiare con la mente e che non ha paura della fatica mentale richiesta per analizzare una pellicola esistenziale e matura, ben oltre l’apparente follia della sua messa in scena.

Menzione speciale per il cast ricco di stelle internazionali Michelle Yeoh (La Tigre e il Dragone, Shang-Chi) e Jamie Lee Curtis (Halloween, Una poltrona per due), il ritorno alle scene dopo 40 anni di Ke Huy Quan (il Data de I Goonies, leggi la nostra intervista), James Hong (Lo Pan di Grosso Guaio a Chinatown) e la giovanissima Stephanie Hsu.

Un film occidentale di matrice e anima orientale.

Perché non guardare Everything Everywhere All at Once

Visivamente il film è luminoso come un blockbuster d’azione ma essenzialmente è un indie con l’anima autoriale e, nonostante lustrini e paillette, richiede la massima attenzione ma anche apertura mentale e disponibilità alla riflessione.

Chi vuole vivere Everything Everywhere All at Once come un semplice film di intrattenimento lo amerà o lo odierà in base alla propria sensibilità cinematografica. Chi invece sceglierà di immergersi nell’universo dei Daniels, leggi la nostra intervista, resterà ammaliato da questa pellicola.

Il film è al cinema dal 6 Ottobre con I Wonder Pictures.

Regia: Dan Kwan, Daniel Scheinert Con: Michelle Yeoh, Stephanie Hsu, Ke Huy Quan, James Hong, Jamie Lee Curtis, Tallie Medel, Jenny Slate, Harry Shum Jr., Biff Wiff, Sunita Mani, Aaron Lazar, Craig Henningsen, Anthony Molinari, Panuvat Anthony Nanakornpanom, Efka Kvaraciejus, Audrey Wasilewski, Timothy Eulich, Daniel Scheinert Anno: 2022 Durata: 139 min. – USA Distribuzione: I Wonder Pictures 

About Davide Belardo

Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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