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Dante – Pupi Avati ci racconta il Sommo poeta attraverso la passione di Boccaccio – Recensione

Dante: Prodotto da Duea Film, Rai Cinema e MG Production, e distribuito da 01 Distribution, Pupi Avanti ci racconta alcuni dei momenti più significativi della vita di Dante Alighieri, uniti alla ricerca delle sue memorie da parte del suo più grande appassionato dell’epoca, Giovanni Boccaccio.

Nell’anno del Signore 1350, Giovanni Boccaccio (Sergio Castellitto) viene incaricato di consegnare a Suor Beatrice (Valeria D’Obici), figlia di Dante Alighieri, dieci fiorini d’oro.

Questa somma è un disperato tentativo per la città di Firenze di riappacificarsi con la figura di uno dei suoi più illustri concittadini, costretto a vivere gli ultimi due decenni della sua vita in esilio, con una doppia spada di Damocle sopra di lui, dato che aveva anche subito sia una condanna al rogo che alla decapitazione.

Prima di arrivare al monastero, Boccaccio incontrerà tante persone sulla sua strada, uomini e donne che hanno conosciuto e a volte ospitato il più grande poeta italiano nel suo periodo più drammatico. E proprio grazie a questo viaggio che lo spettatore viene catapultato con dei flashback nella giovinezza di Dante, uno sguardo sul passato non sempre lineare che ci mostra il padre della lingua italiana prima bambino, poi giovane uomo (Alessandro Sperduti), fino ad arrivare al mezzo e naturalmente alla fine della propria vita.

Cosa funziona in Dante

Un libro unito a un film. Nel novembre 2021, proprio nell’anno del settecentesimo anniversario dalla morte di Dante, Pupi Avati ha pubblicato il romanzo “L’alta Fantasia, il viaggio di Boccaccio alla scoperta di Dante” che è dunque il soggetto di questo lungometraggio, di cui Avati è appunto regista e sceneggiatore.

La storia di cui abbiamo dato un buon accenno nella sinossi oltre ai flashback si basa su una narrazione decisamente memorabile, poiché è stata in grado di mescolare in maniera egregia la poesia con la prosa, con tanti versetti danteschi come voce fuori campo.

Una storia che ispira nello spettatore per la maggior parte del tempo tanta tristezza, non solo per la difficile e ingrata vita che ha vissuto il più grande poeta italiano, ma anche per il fatto che la rappresentazione del Medioevo nostrano è decisamente notevole, non solo per le location, ma anche per l’atmosfera, che trasuda molto malessere.

Un periodo storico molto segnato da povertà e da scarse condizioni igieniche, oltre a una bassa aspettativa di vita che colpiva anche le famiglie più agiate.

Non ci sono solo ombre, ma anche luci, o almeno, qualche iniziale barlume di speranza e felicità per Dante, e tutto questo ha un nome: Beatrice.

Pupi Avati ci mostra in maniera ancor più romantica questo amore platonico che ci ha regalato uno dei più grandi poemi della storia dell’umanità, con un incontro tra Dante e Beatrice bambini, per poi arrivare ai momenti della vita adulta che tanto abbiamo studiato ai tempi della scuola.

Alessandro Sperduti si è dimostrato assolutamente all’altezza di tale rappresentazione, e lo stesso si può dire di Sergio Castellitto, in grado di esprimere tutta l’ammirazione del poeta per il sommo, che considera pure lui un padre, al pari della lingua italiana.

Ma non ci sono solo loro con Beatrice (interpretata nella versione adulta da Carlotta Gamba), la storia, così come il film di Dante, è costellata di molti più personaggi, quindi quest’ultimo lavoro di Pupi Avati può vantare tra gli attori nomi come Enrico Lo Verso, Alessandro Haber, Erika Blanc, Ludovica Pedetta e Leopoldo Mastelloni, oltre a un cameo di Milena Vukotic, e soprattutto Gianni Cavina nella parte di Piero Giardina, dato che l’attore è scomparso lo scorso marzo.

Tanti volti noti, moltissime comparse (alcune di loro perfino doppiate da grandi professionisti, come Gianni Giuliano all’inizio del lungometraggio) e altri particolari letteralmente pittoreschi, come un affresco che prende vita nell’ultimo atto del film.

Perché non guardare Dante

Difficile trovare motivi per non apprezzare questo sentito racconto di Pupi Avati dedicato al nostro più illustre connazionale, non adatto forse solo a un pubblico giovanissimo (non solo per le scene di nudo, ma anche per alcune sequenze che hanno un vago retroscena orrorifico) o a chi non è in grado di apprezzare una regia magari datata come stile, ma decisamente in linea non solo con il regista, ma anche la storia vera e l’ambientazione medievale che ha dovuto raccontare.

Il film è al cinema dal 29 settembre con 01 Distribution.

Regia: Pupi Avati Con: Sergio Castellitto, Alessandro Sperduti, Enrico Lo Verso, Carlotta Gamba, Alessandro Haber, Gianni Cavina, Leopoldo Mastelloni, Ludovica Pedetta, Romano Reggiani, Paolo Graziosi, Mariano Rigillo, Valeria D’Obici, Patrizio Pelizzi, Giulio Pizzirani, Erika Blanc, Milena Vukotic, Nico Toffoli, Eliana Miglio, Cesare Cremonini (II), As Chianese, Morena Gentile, Augusto Zucchi, Enrico Beruschi, Leonardo Della Bianca, Andrea Santonastaso, Filippo Velardi Anno: 2022 Durata: 94 min. Paese: Italia Distribuzione: 01 Distribution

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