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Avatar – La via dell’acqua – Ritorno a Pandora – Recensione

Avatar – La via dell’acqua: dopo tredici anni di attesa James Cameron torna al cinema con il pianeta Pandora. Un seguito dal forte messaggio ambientalistico e diversi riferimenti alla filmografia del regista da The Abyss a Titanic.

Il tempo scorre felice su Pandora, per i Na’vi, gli esseri umani di buona volontà e per l’ibrido Jake Sully (Sam Worthington).

Lui e sua moglie Neytiri (Zoe Saldaña) hanno avuto quattro figli, perfettamente integrati nella tribù degli alberi, al pari del piccolo “Spider” (Jack Champion), un “cucciolo d’uomo” orfano di guerra.

La pace è destinata a finire quando dal cielo arrivano nuovi terrestri, desiderosi non solo di vendicare la sconfitta di diversi lustri fa, ma anche di fare di Pandora la nuova Terra dato che il loro pianeta sta morendo. E dopo un anno di guerriglia Sully purtroppo è costretto a cedere il comando, e a prendere la via dell’acqua per proteggere la sua famiglia.

Cosa funziona in Avatar – La via dell’acqua

A meno che negli ultimi anni non abbiate vissuto su un pianeta senza social network, allora sapreste benissimo come è stato descritto in maniera pressapochista il primo Avatar: una versione fantascientifica di Pocahontas o Balla coi lupi, solo che ad interpretare i nativi americani sono stavolta degli alieni molto alti, e dello stesso colore dei Puffi. Sorvolando sull’ennesimo insulto al capolavoro di Peyo, è davvero sbagliato affermare tutto ciò?

Avatar è chiaramente un western fantascientifico, ma questo non lo rende un film che non merita una o più visioni, e un posto tra i capolavori del suo, o meglio, suoi generi.

Perché oltre al western, e quindi anche a quello di guerra e azione, e alla fantascienza, anche Avatar – La via dell’acqua ha come il precedente un forte legame con il genere puramente fantasy, con tutte le scene sui legami tra Na’vi e la flora e fauna di Pandora, e altre cose che preferiamo non riportare per non fare spoiler.

Se il primo Avatar ci aveva mostrato un grande bestiario di animali alieni legati alle foreste, Avatar – La via dell’acqua come da titolo ci regala una serie di meravigliose creature acquatiche, che con il 3D visto su un grande schermo saranno una vera gioia per gli occhi, anche perché in 13 anni questa tecnica è naturalmente migliorata, e non di poco. Gli animali sono meravigliosi, ma i nuovi Na’vi di più: come non innamorarsi dei volti, degli occhi e delle espressioni di personaggi come Kiri e Tsireya?

Merito della motion capture, soprattutto sulla prima, che in ambito puramente cinematografico ha fatto davvero un miracolo, e anche su questo non diciamo altro per non fare spoiler: guardate il film, e poi andate a leggere chi le presta il volto…

Oltre a ricordarci con un film moderno il genocidio dei nativi americani, e la cultura e le credenze di quest’ultimi, molto legati alla natura, Avatar – La via dell’acqua ha soprattutto un messaggio ambientalistico, rammentando l’importanza dell’acqua, e delle creature che vivono al suo interno, per la sopravvivenza di ogni essere vivente sul pianeta.

I Tulkun non sono poi così diversi, nell’aspetto ma anche per quel che riguarda l’anatomia (infatti viene dimostrata la loro enorme intelligenza, e le loro qualità comunicative) dalle vere balene proprio per evidenziare quanto quest’ultime siano una delle specie più a rischio estinzione per colpa della caccia ad opera dell’uomo.

Il rapporto tra il Tulkun reietto e il giovane Lo’ak (Britain Dalton) è uno dei tanti bellissimi momenti di Avatar – La via dell’acqua, e per gli appassionati di cinema anni ‘60, una similitudine, voluta o meno, con il film italo-francese Ti-Koyo e il suo pescecane. Rimandi molto più palesi sono invece quelli casalinghi, perché stiamo parlando di un nuovo film di James Cameron, regista di Titanic e The Abyss.

Oltre a tutte queste emozioni a cui si aggiunge anche molta commozione, e una trepidante attesa per scoprire cosa succederà nei prossimi film, Avatar – La via dell’acqua non è solo una gioia per gli occhi, ma anche per le nostre orecchie, grazie al doppiaggio italiano.

Il doppiaggio di Avatar – La via dell’acqua

In tredici anni sono successe tante cose, alcune molto tristi, come la scomparsa di Tonino Accolla, direttore del doppiaggio del primo film. Un vero genio nel suo lavoro, quindi così come per James Cameron e la realizzazione di un seguito così ambizioso ma anche rischioso, c’era tanta pressione anche per chi avrebbe dovuto sostituire Tonino per quel che riguarda la direzione e l’adattamento di questo nuovo doppiaggio italiano.

Tale arduo compito è stato affidato a uno dei migliori professionisti in attività di questo mestiere, ossia Marco Mete (e al suo staff composto dall’assistente Roberta Schiavon e il fonico di doppiaggio Christian Murgia), e dopo averlo visto ben due volte in anteprima non possiamo far altro che essere grati di tale scelta. A partire proprio dall’adattamento, con dei dialoghi in grado di farti vivere, soprattutto quando è Francesco Pezzulli a narrare la storia, tutta la magia visionaria del film. Si parla bene in italiano in questa versione ma si rispetta anche l’originale, infatti tutti quei “bro” non sono stati messi a caso: sono presenti anche in quella inglese.

E chi ha portato in scena tutto questo impeccabile lavoro?

Avatar – La via dell’acqua è un’avventura in cui i giovani sono maggiormente protagonisti rispetto a 13 anni fa, e quindi è giusto partire dai nuovi.

La ricerca della spiritualità e della propria identità di Kiri, il senso del dovere di Neteyam, l’ingenuità ma anche il coraggio e la ribellione di Lo’Ak, l’apertura mentale e l’amore verso il prossimo di Reya, la tenerezza di Tuk, il tormento interiore di Spider… personaggi complessi, affascinanti e ricchi di sfumature che grandi professionisti come Veronica Puccio, Manuel Meli, Tito Marteddu, Luna Iansante, Bianca Demofonti e Lorenzo D’Agata hanno saputo ben interpretare.

E per quel che riguarda i personaggi nuovi e più grandi per quel che riguarda l’età, grazie ad Avatar – La via dell’acqua possiamo goderci nuove grandi prestazioni al leggio di attori del calibro di Simone Mori (Tonowari), Chiara Colizzi (Ronal), Roberta Greganti (Frances Ardmore), Gianluca Machelli (Mick Scoresby) e Gabriele Sabatini (Ian Garvin).

Ed eccoci dunque ai grandi ritorni: che bello ritrovarvi tutti!
In Avatar – La via dell’acqua Francesco Pezzulli, Domitilla D’Amico, Cristiana Lionello, Luigi Ferraro, Lorenzo Accolla e Francesco Venditti sono tornati a deliziarci con le loro voci, non solo perché i loro personaggi sono sopravvissuti al primo film, ma anche e soprattutto perché l’hanno ampiamente meritato.

E chi invece è “morto” 13 anni fa?
Qualcuno c’è, e per quanto ci dispiaccia preferiamo non nominarli per evitare veri spoiler, tranne per quel che riguarda uno, doppiatore di un personaggio il cui ritorno era stato già annunciato, da trailer e interviste all’attore originale (ma se non avete mai visto e letto tutto questo, potete benissimo interrompere la lettura qui), e che in Avatar – La via dell’acqua meriterebbe un premio speciale per la sua interpretazione, senza togliere nulla agli altri naturalmente:

Stiamo parlando di Luca Biagini, che torna dunque a doppiare il Colonello Miles Quaritch interpretato da Stephen Lang in maniera appunto assolutamente egregia, tale da spingerti a voler rivedere due volte lo stesso giorno un film lungo più di tre ore.

Perché non guardare Avatar – La via dell’acqua

Oltre ad alcune questioni irrisolte che si spera vengano affrontate nei prossimi film, l’unico vero difetto di questo film riguarda la caratterizzazione, per buona parte del lungometraggio, di Jake Sully, che ci appare molto diversa rispetto a quella vista nel primo film: qui abbiamo un personaggio troppo patriarcale e spesso irrispettoso nei confronti della moglie, quando nel primo Avatar avevamo di fronte un eroe veramente positivo in cui era giusto identificarsi.

Il film è al cinema dal 14 Dicembre con Disney. Noi caldamente vi consigliamo la visione in 3D!

Regia: James Cameron Con: Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, Stephen Lang, Kate Winslet, Oona Chaplin, Giovanni Ribisi, Cliff Curtis, CCH Pounder, Joel David Moore, Michelle Yeoh, Jemaine Clement, Chloe Coleman, Edie Falco, Matt Gerald, Jamie Flatters, Keston John, Brendan Cowell, Britain Dalton Anno: 2022 Durata: 192 min. Paese: USA Distribuzione: Walt Disney

About Valerio Brandi

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