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Anna Frank e il diario segreto – La vita e i sogni di Anna attraverso il ricordo di Kitty – Recensione

Anna Frank e il diario segreto: presentato per la prima volta fuori concorso al 74º Festival di Cannes, e in seguito alla Festa del Cinema di Roma 2021, è finalmente in sala grazie a Lucky Red questo nuovo film del regista istraeliano Ari Folman.

È un giorno come tanti, o meglio, “un anno da oggi”, alla casa museo dei Frank ad Amsterdam. La teca che racchiude il diario di Anna viene magicamente distrutta, e in quel momento avviene un’invisibile magia, che permette la “nascita” di Kitty, l’amica immaginaria a cui l’autrice aveva dedicato il libro.

Un incantesimo però legato al diario/museo: quando Kitty si trova al suo interno, è invisibile per tutti quanti, ma non appena si allontana da essa, ecco che diventa una ragazza apparentemente normale come tutte le altre. Non sapendo cosa è successo alla sua amica Anna, prende il diario e comincia a cercarla. Scoprirà che il mondo per tante cose è cambiato rispetto agli anni ‘40, mentre su altre cose è rimasto praticamente lo stesso….

Cosa funziona in Anna Frank e il diario segreto

Ennesimo lungometraggio su Anna Frank ma al tempo stesso decisamente particolare ed imperdibile, ed è stato importante che alla fine sia arrivato sul grande schermo, non solo per il desiderio della 102enne madre del regista, sopravvissuta all’Olocausto, ma anche perché la lunga attesa faceva presagire almeno in Italia a una distribuzione diretta sulle piattaforme, dato che era passato quasi un anno dalla prima presentazione Italiana, avvenuta nel corso della chiusura della sedicesima Festa del Cinema di Roma.

Guarda l’incontro stampa con Ari Folman

Ari Folman del resto è sempre stato un autore innovativo, in quanto ad animazione, e Anna Frank e il diario segreto non è da meno. I suoi deliziosi disegni in 2D (uniti a poche scene in stop-motion) cambiano a seconda della storia che si sta raccontando: più realistica quando si tratta di quella vera, e immaginifica quando esplora la fantasia di Anna Frank.

I Nazisti non sono rappresentati come esseri umani ma il loro aspetto ricorda sia alcuni personaggi di Hayao Miyazaki che quello tenebroso ed implacabile dei soldati imperiali della saga di Guerre Stellari.

Come può una bambina reagire a un nemico troppo più grande e cattivo di lei? Sempre con la fantasia, e per questo tra le pagine del suo diario, prima ancora degli Alleati, sogna che a salvare lei e la sua famiglia siano gli eroi del cinema che tanto ama, come Clark Gable.

Il resto della storia è appunto dedicato a Kitty, che allontanandosi sempre di più dalla casa di Anna non solo ha la possibilità di scoprire il destino di quest’ultima (meraviglioso l’omaggio ad Hanneli Goslar) ma anche di conoscere nuove persone, rendendosi conto di come l’Europa sovranista e populista di oggi possa di nuovo essere responsabili di nuovi genocidi e deportazioni, e ultimo, di essere legata ad Anna anche per quel che riguarda l’amore, dato che pure nel terzo millennio c’è un Peter per una ragazza che vive al 263 di Prinsengracht.

Perché non guardare Anna Frank

Davvero difficile trovare motivi non solo per non guardare, ma anche per non commuoversi di fronte a questo capolavoro animato di Ari Folman. Senza tirare in ballo gli orribili negazionisti, l’unico vero pregiudizio “sensato” è pensare che quest’opera sia adatta solo ai bambini essendo un film d’animazione, ma proprio in base alla nostra precedente analisi, Anna Frank e il diario segreto non rientra in questa categoria.

Il film è al cinema dal 29 settembre con Lucky Red.

Regia: Ari Folman Con: Emily Carey, Ruby Stokes, Sebastian Croft Anno: 2021 Durata: 99 min. Paese: Belgio, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Israele Distribuzione: Lucky Red

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