Home / RECENSIONI / Animazione / Raya e l’Ultimo Drago – Avvincente avventura sud-est asiatica nell’ultimo Classico Disney – Recensione

Raya e l’Ultimo Drago – Avvincente avventura sud-est asiatica nell’ultimo Classico Disney – Recensione

Disponibile dal 5 marzo con Accesso Vip a pagamento su Disney+ (22.99 euro), Raya e l’ultimo drago è il 59º Classico Disney, diretto da Don Hall, regista premio Oscar per Big Hero 6.

Una giovane guerriera viaggia in un mondo desertico ed ansiolitico, decisamente post-apocalittico, con tante statue di umani lungo il cammino. Ma questo posto, conosciuto come Kumandra, è sempre stato così?

Una cosa simile era successa oltre 500 anni prima, quando la comparsa degli spiriti malvagi Druun ha quasi portato all’estinzione ogni essere vivente, perché queste creature informi non solo erano in grado di pietrificare coloro che toccavano, ma anche di moltiplicarsi con l’aumentare delle vittime.

Neanche i draghi, fedeli alleati dell’umanità, sembravano in grado di fermarli. Quando ogni cosa sembrava perduta, l’ultimo drago, Sisumaru, riuscì con le sue ultime forze a sconfiggerli, generando una gemma di energia, in grado di contenerli. Questo luminescente gioiello è stato motivo di discordia tra i popoli di Kumandra, che infatti si divisero in cinque regni, cercando ognuno di ottenere la gemma per sé. Ma come ci anticipa la prima scena, il peggio doveva ancora venire…

Cosa funziona in Raya e l’Ultimo Drago

Progetto annunciato nel 2018, la lavorazione di Raya e l’Ultimo Drago è stata tutt’altro che semplice.

In tre anni ha subito un cambio del titolo (inizialmente era Dragon Empire), avvicendamenti e sostituzioni in regia, sceneggiatura e perfino al leggio, e infine il problema che da oltre un anno ha sconvolto il mondo intero: la pandemia di Covid-19.

Così, invece di vederlo al cinema lo scorso 25 novembre 2020, eccolo finalmente arrivare nel giorno del 5 marzo 2021, con accesso vip su Disney+ e nelle sale cinematografiche nei Paesi dove sono ancora aperte.
Una produzione travagliata che faceva presagire al peggio, anche perché la sua presentazione non è stata da meno.

Una sinossi e una caratterizzazione della protagonista troppo simile a quelle di Mulan ed Oceania, e il drago femmina protagonista non convinceva affatto dal punto di vista estetico. Un Falkor con il sorriso di Elsa di Frozen, in poche parole, così come la sua versione umana non sembrava disegnata benissimo.

Immagini che fortunatamente non hanno avuto questo effetto una volta viste in azione: l’effetto Elsa su Sisu sembra quasi del tutto sparito, non è un drago cinese perfetto ma comunque apprezzabile, e i personaggi umani sembrano perfino molto meno plasticosi rispetto ai film d’animazione 3D a cui la Disney ci aveva abituato finora.

Questi draghi, poi, possono far ricordare all’appassionato Disney Italiano una storia all’interno del fumetto W.I.T.C.H., ossia quella dei cinque draghi, mentre i Druun, per come si muovono, ricordano i mostri di Nausicaä della Valle del vento, e la gemma del drago è fin troppo una nuova luce di Eärendil. Riguardo alle tematiche formative, Raya e l’ultimo drago punta molto sul messaggio della continua ricerca di pace e cooperazione tra i popoli, e per farlo punta non solo sul dialogo e il “dissotterramento dell’ascia di guerra”, ma anche sul cibo perché, come ci aveva già ricordato tanti anni fa Pulcinella in Totò Sapore…. la pancia è pancia!

Decisamente al top è l’ambientazione, basata per la prima volta, in un film d’animazione Disney, sul sud-est asiatico, anche perché, come ci aveva già mostrato con il live-action di Aladdin, quando è esotica la Disney non ha bisogno di forzature politicamente corrette.

Da lodare anche le scene di combattimento, anche perché le arti marziali asiatiche sono oggi più che mai in voga grazie al successo di serie tv come Cobra Kai, mentre come siamo messi dal punto di vista delle emozioni?

Nonostante le evidenti somiglianze con alcuni prodotti Disney del passato, come avevamo già accennato prima, Raya e l’Ultimo Drago riesce ad essere ugualmente avvincente e abbastanza commovente, e grazie al variegato gruppo di protagonisti in tanti potranno identificarsi e divertirsi con loro.

Il cast vocale originale è di livello eccezionale, tra Awkwafina, Benedict Wrong e Sandra Oh, mentre quello italiano? Vediamolo nel dettaglio.

Il doppiaggio di Raya e l’Ultimo Drago

Protagonista indiscussa della nostra versione, diretta da Massimiliano Manfredi, coi dialoghi di Roberto Morville, la direzione musicale di Ernesto e Virginia Brancucci, e i testi di Lorena Brancucci, è Veronica Puccio, doppiatrice di Raya sia nella sua versione bambina che in quella da adulta. Una scelta decisamente riuscita, non solo per il fatto che aveva già splendidamente doppiato Kelly Marie Tran in Star Wars, ma anche perché riesce a regalarci un’interpretazione completa, convincente sia nei momenti ironici, drammatici ed eroici. La sua compagna di viaggio è invece Alessia Amendola, anche lei doppiatrice in passato della sua controparte originale, nel meraviglioso The Farewell – Una bugia buona.

Una recitazione decisamente in linea con Sisu, il personaggio più imprevedibile di tutti.

Namaari, principale antagonista della storia, ha due voci. Nella sua parte da giovanissima è doppiata da Sara Labidi (per quel che riguarda la Disney, è stata anche la giovane Dory) mentre “sei anni dopo” ha quella di Jun Ichikawa, attrice italo-giapponese già famosa nel nostro doppiaggio grazie a Cho Chang in Harry Potter. Un nuovo ruolo asiatico, anche se rispetto ai film con Vairano non sempre si riesce a sentire in questi nuovi dialoghi la stessa perfetta e lineare dizione.

Un’interpretazione non del tutto convincente, che stona anche per via di “sua madre”, ossia Luisa Ranieri, doppiatrice della leader di Zanna Virana. Nonostante si tratti della sua prima esperienza al leggio, la famosa attrice e conduttrice italiana si rivela essere un talent degno di questo mestiere, e lo stesso si può dire di Paolo Calabresi, anche lui voce d’eccezione esordiente, capace di sembrare un vero professionista nel suo doppiaggio del gigantesco guerriero Tong.

Per quel che riguarda i giovani, grande prova di Valeriano Corini, che nel recente passato abbiamo conosciuto e apprezzato grazie al protagonista di Jojo Rabbit, sul ragazzo pescatore/ristoratore Boun e per concludere il discorso dei protagonisti, oltre a Simone D’Andrea, perfetto nell’interpretare l’eroico padre di Raya, abbiamo anche Simone Mori su Dang Hai, Massimo Bitossi su Wahn, Doriana Chierici su Dang Hu e Charlotte Infussi sulla piccola Noi.

Tornando ai talent, oltre ai già promossi Ranieri e Calabresi, abbiamo anche nomi come Emanuele Ferrari e Marina Valdemoro Maino, che si limitano a una o due frasi, ma per sapere chi sono devi aspettare i titoli di coda. E nel loro caso è paradossalmente un bene, perché di solito quando il talent si sente… è perché doppia male, molto male.

Ed è ciò che abbiamo sentito con Vittoria Schisano e Camille Cabaltera, nei panni di due ufficiali di Zanna. Pochi secondi di dialoghi ma che saranno in grado di provocare fastidio ogni volta che vedremo e rivedremo quelle scene, ricordando con nostalgia i tempi quando mostri sacri come Renato Turi ed Emilio Cigoli venivano scelti anche per parti minuscole per rendere la versione italiana più meravigliosa possibile.
Era dunque meglio scegliere altri nomi, e che la Cabaltera si fosse limitata a cantare l’ottima canzone dei titoli di coda “Scegli”.

 

Perché non guardare Raya e l’Ultimo Drago

Ultima considerazione su questo film, che si è rivelato tutto sommato godibile ed avvincente, è la mancanza di coraggio sul finale, che poteva essere più Amletico. Un elemento che sostanzialmente manca alla Casa di Topolino, almeno per quel che riguarda i Classici Disney, dai tempi di “Big Hero 6“.

Insieme a Raya e l’Ultimo Drago sarà presentato, almeno nei Paesi dove le sale cinematografiche sono aperte, anche il nuovo cortometraggio animato, Us Again.

Us Again – Il nuovo corto Disney diretto da Zach Parrish

Con più di un riferimento, voluto o meno, a “Cantando sotto la pioggia“, questo lavoro diretto da Zach Parrish e con le musiche di Pinar Toprak, è al contrario del capolavoro di Stanley Donen completamente privo di dialoghi, perché basta la melodia per trasmettere il bellissimo messaggio del film, continuare a vivere e ad amarsi nonostante il tempo che passa.

Raya e l’Ultimo Drago è disponibile dal 5 marzo con Accesso Vip a pagamento su Disney+.

Regia: Don Hall (II), Carlos López Estrada Con: Awkwafina, Cassie Steele Anno: 2021 Durata: 114 min. Paese: USA Distribuzione: Walt Disney.

About Valerio Brandi

Avatar

Guarda anche

yellowstone-recensione-serie-tv-cover

Yellowstone – Il western moderno più bello che si sia – Recensione della terza stagione

Recensione della terza stagione di Yellowstone, serie tv western moderna con protagonista un inossidabile Kevin …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.