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Monster Hunter – I Mostri di Capcom prendono vita al cinema – Recensione

Monster Hunter: Dopo il successo di pubblico della serie cinematografica di Resident Evil, Capcom ha scelto nuovamente di affidarsi alla regia di Paul W. S. Anderson per la trasposizione al cinema del suo recente successo videoludico.

Un mondo parallelo popolato da mostri, che dominano il loro territorio con grande ferocia, si fonde improvvisamente con il nostro attraverso un’improvvisa tempesta di sabbia.

Il Capitano Artemis (Milla Jovovich) e la sua unità (TI Harris, Meagan Good, Diego Boneta) vengono così trascinati all’interno di questo nuovo mondo, in cui dovranno combattere per la loro sopravvivenza.

L’incontro con un misterioso Hunter (Tony Jaa), porterà Artemis sulla strada del possibile ritorno a casa, ma una minaccia più grande potrebbe distruggere il mondo in cui cerca disperatamente di tornare.

Cosa funziona in Monster Hunter

Dopo “Mortal Kombat” e “Resident Evil“, Paul W. S. Anderson, porta al cinema l’adattamento cinematografico della serie videoludica di Monster Hunter e conferma la sua capacità di rispettare il brand di riferimento (anche se i videogiocatori più coriacei non saranno d’accordo), senza cercare di realizzare una copia carbone del prodotto di partenza.

Il risultato è un action movie da cassetta dal sapore retrò che non deve e non vuole rivoluzionare il genere di appartenenza. Come accaduto con il survival-horror di Capcom, il regista prende i punti cardine del prodotto originale (memorabile l’ingresso in scena di Felyne) e li inserisce in una narrazione cinematografica sufficiente per dargli vita sullo schermo.

La coppia Milla Jovovich e Tony Jaa funziona e finalmente il funambolico e piccolo thailandese trova spazio da co-protagonista in un blockbuster occidentale.

Un buddy movie tra i mostri chiassoso, caciarone e banale ma comunque sufficientemente piacevole.

Perché non guardare Monster Hunter

Come gran parte della filmografia di Paul W. S. Anderson, siamo al cospetto di un film tamarro e con poche pretese sul piano narrativo o artistico.

“Mi sono innamorato dell’immaginario, dei paesaggi e della magia del gioco. Giocando ho iniziato a immaginare il videogame sul grande schermo”

Paul W. S. Anderson

Il risultato finale è molto fedele alle motivazioni che lo hanno spinto alla sua realizzazione.

L’immaginario dei mostri e le sue ambientazioni sono state realizzate in maniera impeccabile, tuttavia come già successo con la saga di “Resident Evil“, Anderson, preferisce narrare una sua storia piuttosto che affidarsi ai racconti pronti all’interno del gioco. Questo non farà felici i fan soprattutto perché la scrittura del film è molto semplice, poco profonda e banale.

I limiti narrativi e caratteriali sono evidenti, probabilmente scelti anche per esigenza di budget, tuttavia se guardato a cervello spento il film regala del sufficiente intrattenimento che si esaurisce con i titoli di coda.

Regia: Paul W.S. Anderson. Con: Milla Jovovich, Tony Jaa, T.I., Meagan Good, Diego Boneta, Josh Helman, Jin Auyeung, Ron Perlman, Jannik Schümann, Hirona Yamazaki Anno: 2020 Durata: 103 min. Paese: USA, Germania Distribuzione: Warner Bros Italia 

About Davide Belardo

Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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