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Il Principe Cerca Figlio – Non è John Landis ma è comunque Zamunda – Recensione

Il Principe Cerca Figlio: Disponibile dal 5 marzo 2021 su Amazon Prime Video, ci mostra come è cambiato il regno di Zamunda dopo oltre tre decenni di attesa.

Sono passati oltre 30 anni dal viaggio del principe Akeem (Eddie Murphy) e dal suo matrimonio con Lisa del Queens. Oggi è un uomo maturo con tre bellissime figlie, ma il regno di Zamunda è ancora legato ad una legge arcaica: a regnare deve essere un uomo.

Così quando scopre che in America si trova un figlio nato al di fuori del matrimonio, decide di tornare nella Grande Mela, per farne di lui un “Delfino“, soprattutto perché i nemici di Zamunda sono forti e bellicosi, e c’è bisogno di un’unione reale per garantire la pace. Ma non solo Africa ed America, ma anche monarchia e popolo, sono entità troppo differenti tra loro, quindi la riuscita del piano non sarà affatto facile…

Cosa funziona in Il Principe Cerca Figlio

Dopo 32 due anni e più di nove mesi dall’uscita del primo capitolo (esattamente il 29 giugno del 1988 per le sale statunitensi) ecco arrivare il sequel di uno dei più noti capolavori di quel genio di John Landis (che purtroppo non vediamo più lavorare da oltre 10 anni)
In questo stesso seguito diretto da Craig Brewer (che aveva già lavorato con Eddie Murphy in “Dolemite Is My Name“) vediamo una scena di metacinema in cui non si critica non solo il cinema americano fatto di supereroi e reboot, ma anche di seguiti di capolavori che non meritavano di essere rovinati.

Una frase che non sempre rispecchia la realtà: abbiamo avuti seguiti assolutamente non necessari (“Blade Runner 2049“) perché il finale del primo film non aveva bisogno di altre scene da mostrare, o proseguimenti girati coi piedi (la nuova trilogia di Star Wars made in Disney) ma abbiamo anche tanti esempi che hanno funzionato alla grande. Come “Il ritorno di Mary Poppins“,La strana coppia 2“,T2 Trainspotting“, e volendo possiamo inserirci anche i due “Creed“. Per quel che riguarda le serie televisive, queste lamentele vanno a farsi benedire dopo i primi minuti di “Cobra Kai“.

Ma al tempo stesso mostrare attori invecchiati di oltre 20/30 anni dopo averli visti in azione quando erano belli e giovani per alcuni è sinonimo di tristezza, per altri è invece un’emozione, perché appunto invecchiare è l’ambizione di tutti, ed essere ancora vivi e ancora in buona salute è la cosa più bella che si possa sperare ormai, quindi capita a fagiolo un… grazie di esistere!

Ne Il principe cerca figlio ci sono almeno 9 attori presenti nel primo film, e chi purtroppo ci ha detto addio prematuramente, come Madge Sinclair, la regina Aoleon, non è stato sostituito da un altro interprete o dalla magia digitale, ma ricordato a parole e con le immagini di repertorio.
La sceneggiatura funziona alla grande, rispettando il messaggio del primo film: il giusto progresso di un Paese legato a regole arcaiche, che con un sovrano alla guida è più facile da attuare. L’importante è volerlo davvero fare, e non continuare a ripetere gli errori dei tuoi padri.

Anche senza John Landis non mancano i suoi classici riferimenti ai suoi più storici lungometraggi, mentre per quel che riguarda l’umorismo?
Si poteva fare molto di più (e questo lo vedremo nelle note negative) ma ad essere onesti Il principe cerca figlio più di qualche risatina riesce a strapparla. I tempi cambiano, e non sempre in bene per l’arte, e il nostro doppiaggio ne è un chiaro esempio.

 Il doppiaggio de Il Principe Cerca Figlio

33 anni si sentono tutti per come è cambiato il doppiaggio. Il principe cerca moglie aveva la particolarità di avere il doppiaggio delle canzoni, cosa alquanto rara per un live-action senza la presenza di parti animate. Per qualcuno un abominio, per altri un elemento aggiunto, perché nessuno ti impedisce di sentire la versione originale finché continueranno ad esistere buone edizioni Home Video, e un adattamento delle canzoni non solo viene in aiuto ai non vedenti, ma spesso e volentieri può risultare anche più geniale e divertente del testo originale. Chi non ha riso con la voce di Edoardo Nevola sul piccolo Oha, o per la piccola canzoncina delle gemelle al pub del Queens?

Dopo questo discorso vien da sé che nel Principe cerca figlio tutte le canzoni sono rimaste in inglese, forse per volere della produzione Americana, o per mancanza di fondi tipica dei colossi streaming, quindi è il primo punto a sfavore rispetto al primo capitolo, per poi passare alle nuove voci.
Solo il veterano Carlo Reali (classe 1930) è ancora presente sul suo personaggio, il barbiere Sweets (Clint Smith). Potevano essere richiamati Teo Bellia su Arsenio Hall e i suoi altri personaggi, Loredana Nicosia sulla regina Lisa (Shari Headley), e Massimo Corvo sui dialoghi del piccolo Oha (Paul Bates), ma non è successo. Le motivazioni non le sappiamo e non ci interessa creare polemica, se non affermare che naturalmente chi è cresciuto con il primo film avrebbe avuto molto piacere nel risentirle, e che non è affatto una nota di demerito con i sostituti, che sono stati meravigliosi.

Oreste Baldini è un vero genio e maestro del doppiaggio, e le sue abilità si sono sentite perfettamente soprattutto sui personaggi mascherati di Arsenio Hall. Giuppy Izzo non ha fatto rimpiangere la Nicosia con la sua versione regale di Lisa, così come Stefano Mondini su Oha. Riguardo a chi non c’è più, decisamente azzeccate le scelte di Bruno Alessandro in sostituzione di Mario Bardella su Re Joffy Joffer, Roberto Stocchi su Gaetano Varcasia per l’impiegato di McDowell Maurice, mentre del signor McDowell, ormai re dei fast food in Zamunda, un grande Toni Garrani in sostituzione di Romano Ghini, la cui scomparsa è stata la più recente di tutte rispetto agli altri.

E per Eddie Murphy? Tonino Accolla era unico, è più che legittimo sentirsi spaesati, e rimpiangere sempre quell’iconica risata. A sostituirlo in questo film, sia sul principe Akeem che sugli altri personaggi truccati, è Fabrizio Vidale, che lo aveva già doppiato in Dolemite Is My Name. Un’ottima performance, anche se Sandro Acerbo in Tower Heist era sembrato molto più camaleontico nel sostituire un ancor vivo ma ormai non più in grande salute Accolla. Ma come accennato prima, i desideri dello spettatore non tengono conto delle dinamiche dei committenti e degli studi di doppiaggio.
Riguardo ai personaggi nuovi, grande lavoro da parte di giovani come Alessandro Campaiola su Lavelle, Rossa Caputo su Mirembe, Giulia Franceschetti (di nuovo principessa esotica dopo Jasmine), Alice Venditti e Sara Ciocca sulle principesse di Zamunda, e Flavio Aquilone sul cameo del giovane signor Duke, degno erede, dunque, del “nonno e zio” Sergio Fiorentini e Carlo Reali.

Per quel che riguarda i ruoli più grandi, Roberto Pedicini, Barbara Castracane e Stefano Thermes sono risultati perfetti per il generale Izzi, Mary Junson e lo zio Reem, tre personaggi eccentrici e sopra le righe, che rimandano bene ad alcuni visti nel primo film, così come Mattea Serpelloni ricorda benissimo sua “zia” Antonella Rinaldi, che aveva doppiato pure lei nel 1988 una pretendente al principe di Zamunda.

Perché non guardare Il Principe Cerca Figlio

Per provare ad avvicinarsi molto di più alla grande opera di Landis bisognava sicuramente osare di più nelle scene a New York, in particolare quelle nella bottega del barbiere. Sarebbe stato interessante un discorso sul Cassius Clay/Muhammad Ali dei giorni nostri, citando magari Ellen/Elliot Page, e magari qualcosa di più su Obama e Trump rispetto a quel lievissimo accenno. E per concludere, la scena del leone non convince del tutto.

Regia: Jonathan Levine, Craig Brewer Con: Eddie Murphy, James Earl Jones, Wesley Snipes, John Amos, Garcelle Beauvais, Leslie Jones, Arsenio Hall, Vanessa Bell Calloway, Louie Anderson, Tracy Morgan, Shari Headley, Teyana Taylor, Rotimi, KiKi Layne, Luenell, Michael Blackson, Jermaine Fowler, Alise Willis, Alzie Williams Anno: 2021 Durata: 110 Min. Paese: USA Distribuzione: Amazon Prime Video

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