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I Molti Santi del New Jersey – David Chase regala ai fan la genesi dei Soprano – Recensione

I Molti Santi del New Jersey: Quattordici anni dopo la fine de “I Soprano”, il creatore della serie David Chase ci riporta nella vita criminale del New Jersey con un omaggio cinematografico che racconta l’origine del male.

New Jersey anni ’60. Durante l’esplosiva rivolta degli afroamericani nel Newark, la famiglia italo-americana dei MoltiSanti controlla il più importante spaccio di droga della città, servendosi spesso anche di membri della stessa comunità in rivoltà.

In particolare Dickie Moltisanti (Alessandro Nivola) è a capo di un piccolo gruppo capitanato dal leader Harold McBrayer (Leslie Odom Jr.) che spinto dallo spirito di rivalsa decide di non sottomettersi più al suo Boss.

Inizia così una faida tra i rispettivi gruppi che diventerà particolarmente letale. Sullo sfondo muove i primi passi nella criminalità organizzata un giovanissimo Tony Soprano (Michael Gandolfini).

Cosa funziona in I Molti Santi del New Jersey

Riprendere una storia interrotta quattordici anni prima, con uno dei finali più geniali della storia della TV, non era facile soprattutto dopo che il protagonista della serie ci ha prematuramente lasciati a causa di un infarto durante una vacanza romana.

Nonostante ciò lo showrunner David Chase ha finalmente deciso di regalarci una nuova avventura dei nostri amatissimi criminali italo-americani, attraverso la ricostruzione dei fatti che hanno portato al potere il personaggio interpretato del gigantesco da James Gandolfini che in questo film tributo è portato sulla scena da suo figlio Michael.

Se avete amato “I Soprano” non potete perdervi assolutamente questo prequel-omaggio della serie ricco di rimandi e citazioni che mostrano come si è formato il personaggio di Tony Soprano.

La disputa tra Dickie Moltisanti e Harold McBrayer è solo un pretesto per raccontarci come e perché i Soprano sono arrivati al comando, ma soprattutto come Tony ha preso contatto con la criminalità, l’attitudine da Leader e il suo legame con i farmaci e le sedute psicologiche.

Diretto senza sbavature da Alan Taylor (Terminator: Genisys), già regista della serie principale, e con momenti visivi maestosi (come la scena della spiaggia), I Molti Santi del New Jersey è quello che i fan stavano aspettando e che alla fine della visione gli farà desiderare di averne di più.

La storia e un protagonista per una nuova serie appendice di HBO ci sono già.

Perché non guardare I Molti Santi del New Jersey

Tutto il film è una grossa operazione di fan service molto riuscita per tutti coloro che ne sentivano il bisogno, ma chi non ha mai seguito la serie o non ha mai creato un legame con la famiglia Soprano, molto probabilmente non sarà interessato al ritrovamento di giovani vecchi amici.

Per loro questo film suonerà probabilmente come un appena sufficiente lungometraggio sulla malavita figlio di capolavori come “Quei bravi ragazzi” di Martin Scorsese.

Critica lecita che tuttavia non centra l’origine del prodotto realizzato con altri obiettivi e nato per fare quello che gli riesce meglio: emozionare chi non ha mai lasciato il suo posto virtuale da Satriale’s Pork Store.

Il film è al cinema dal 4 novembre con Warner Bros. Pictures.

Regia: Alan Taylor Con: Alessandro Nivola, Leslie Odom Jr., Jon Bernthal, Corey Stoll, Michael Gandolfini, Billy Magnussen, John Magaro, Michela De Rossi, Ray Liotta, Vera Farmiga, Michael Imperioli, Joey Diaz, Germar Terrell Gardner, Aaron Joshua, Lesli Margherita, Talia Balsam, Nick Vallelonga, Ed Marinaro, Matteo Russo, De’Jon Watts, Chris LaPanta, Patricia Squire, Amelia Fowler, Daryl Edwards, Audrey Bennett, Spenser Granese, Ian Unterman, Alex Morf, Andrew Polk, Ohene Cornelius, Craig Geraghty, Oberon K.A. Adjepong, Julian Lerner, Louis Vanaria Anno: 2021 Durata: 120 min. Paese: USA Distribuzione: Warner Bros Italia 

About Davide Belardo

Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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