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Ghost in the Shell – Recensione del 4K Bluray in edizione 4Kult di Eagle Pictures

Ghost in the Shell: Per la prima volta in Italia il capolavoro diretto da Mamoru Oshii in versione 4K Ultra HD, grazie alla collana 4Kult di Eagle Pictures. Scopriamo insieme le meraviglie di questa nuova edizione con annesso confronto con il vecchio cofanetto da 3 Bluray di Dynit.

Tokyo, 2029. Le reti telematiche controllano comunicazioni, economia e produzione. In questo mondo, che ha portato alla quasi totale ibridazione tra essere umano e macchine, i cyborg hanno superato i limiti degli esseri umani in ogni settore, grazie ai loro impianti bionici e al mantenimento dell’essenza (il ghost) della razza umana.

La criminalità informatica è la nuova frontiera della malavita organizzata e viene contrastata tramite la Sezione 9, gruppo di agenti capitanato dall’ibrido donna androide Maggiore Motoko Kusunagi. Un’entità misteriosa e onnipresente, il “Burattinaio”, sta hackerando il sistema nella sua totalità, mettendo in crisi la distinzione tra uomini e macchine.

Autentico capolavoro della cinematografia cyberpunk, Ghost in the Shell, è un’opera incredibile che ha rivoluzionato il mercato degli anime oltre i confini del Giappone, ripristinando l’interesse mondiale nei confronti dell’animazione nipponica.

Primo Anime ad essere presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il film diretto da Mamoru Oshii ha cambiato per sempre il genere della fantascienza e influenzato molte delle pellicole cinematografiche più famose tra gli appassionati come Matrix, Nirvana e A.I. Intelligenza Artificiale.

Prodotta e distribuita da Eagle Pictures dal 14 di Aprile, l’edizione 4Kult di Ghost in the Shell, viene presentata in un elegante slipcase di cartone con all’interno un cofanetto in formato Digistack, contente i tre dischi con la versione originale del film del 1995 in formato 4K e Blu-Ray, il Bluray della versione 2.0 (l’anime rielaborato nel 2008 con largo uso della computer grafica) e l’imperdibile card da collezione limitata e numerata a 1000 Copie.

Guarda il nostro video Unboxing di Ghost in the Shell – 4Kul di Eagle Pictures

Attenzione: Anche il box ha una tiratura limitata di 1000 Copie. Sarà successivamente ristampato in una classica edizione Amaray, non abbiamo però informazioni sul mantenimento di tutti i dischi e sulla certezza di pubblicazione (manca ufficialità).

La nuova versione nel disco 4K, utilizza il master della Lionsgate, presente anche nella release americana, restaurato e rimasterizzato in Ultra Definizione nella terra del Sol Levante.

Immagini ultra definite, dettagliate e pulite sono alla base di questa nuova vita del film in Ultra HD. Il quadro mostra un trasferimento domestico notevole per le nostre TV moderne con i colori che sono ora esaltati dall’utilizzo di Dolby Vision e HDR, ma comunque con una tavolozza fedele alle scelte originali.

La luminosità dei bianchi e i neri profondi non lasciano dubbi sul tipo di lavoro svolto sul master in sede di restauro. Tutto è veramente un bel vedere e il video in generale risulta più nitido, splendente e convincente della sua controparte distribuita da Dynit in passato in Full HD.

Le uniche perplessità derivano dai soliti secondi iniziali del film, da sempre problematici non solo in questa edizione, e nell’utilizzo dei filtri per rendere più pulito e moderno il film sui pannelli moderni.

Scelta che ha fatto storcere alcune bocche all’estero, tra i puristi più intransigenti della salvaguardia dell’opera originale, ma che onestamente non ci sentiamo di bocciare perentoriamente o di considerare il tutto come un difetto disastroso.

Questi filtri hanno visivamente aiutato la nitidezza e la pulizia dell’immagine rispetto al passato, le linee di disegno sono più marcate, distinte e senza seghettature nei contorni e non si notano presenze di aberrazioni e sporcizia. Possiamo anche segnalare un buon rispetto del mantenimento di parte della grana principale senza rendere il tutto un lungo museo delle cere.

Oggettivamente non esiste una controprova sul fatto che si sarebbe ottenuto lo stesso risultato senza l’utilizzo dei filtri, tuttavia ai nostri amici giapponesi piace così e soprattutto è meglio ricordare che da sempre, vedi la versione del 2008, hanno cercato di migliorare e rendere il lavoro originale al passo con i tempi. Lo stesso criterio scelto da Peter Jackson con la trilogia dell’anello ma meno disastroso nei confronti del rispetto dell’opera originale.

Anche la versione in Bluray presenta lo stesso Master restaurato della versione in 4K e si differenzia per le stesse medesime caratteristiche, al netto ovviamente delle differenze tra i formati, rispetto al vecchio disco Dynit.

La versione in Bluray di Dynit, offre ancora oggi un video non alterato da filtri ma perde miseramente il confronto per nitidezza, pulizia e definizione dell’immagine. Soprattutto nelle scene più scure, in cui l’assenza del nuovo restauro mostra evidente presenza di rumore video e altri artefatti.

Sul versante audio troviamo la presenza del doppiaggio storico, questa volta proposto in 5.1 DTS HD Master Audio (contro il 2.0 DTS HD della versione Dynit), il nuovo doppiaggio in 2.0 DTS HD MA e la lingua originale giapponese in 5.1 DTS HD MA, sia per il formato 4K che per quello Bluray.

Tutte le tracce risultano di qualità e prive di imperfezioni sonore. In questa nuova edizione si è scelto di dare maggior risalto al doppiaggio d’epoca con una traccia che non lascerà scontenti gli appassionati degli adattamenti nostrani. Nulla di negativo da segnalare.

Chiudono il cerchio una traccia in 2.0 DTS HD per l’italiano (contro il 6.1 DTS HD Matrix del passato) e un 6.1 DTS HD per l’idioma giapponese per la versione del film 2.0 del 2008 presente nel terzo disco.

Per quanto riguarda il reparto dei contenuti speciali rispetto al passato non sono stati ripristinati i due making of (circa 69 minuti totali), presenti sul terzo disco del box Dynit (denominato Privilage Disc), ma trovano spazio tre extra inediti anche in questo caso di assoluto interesse. (contenuti sul disco Bluray).

Vi ricordiamo che all’interno del box è presente una card limitata e numerata (1000) oltre al Bluray di Ghost in The Shell 2.0.

  • Commento audio in compagnia di Charles Solomon (critico e storico dell’animazione), Eric Calderon (produttore anche per gli studi giapponesi), Mary Claypool (curatrice adattamento dei dialoghi della versione inglese) e Richard Epcar (attore e regista del doppiaggio inglese) – Un approfondimento sul film e sulla sua natura di ottima fattura e interesse. (anche sul 4K)
  • Accedere alla sezione 9: 25 anni nel futuro (18:43) Documentario sul successo e importanza dell’opera.
  • Paesaggi e sogni: l’arte e l’architettura di Ghost in the Shell (10:49) Speciale sull’arte visiva all’interno del film.

About Davide Belardo

Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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