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Dopo The Last Duel e in attesa di House of Gucci, una panoramica sul grande Cinema di Ridley Scott

Ebbene, siamo ancora piacevolissimamente storditi e immensamente estasiati nel rimembrare, con forte ammirazione, l’ultima e recentissima opera di Ridley Scott, cioè l’epico e mastodontico The Last Duel, da noi opportunamente recensito e, giustamente, incensato di sacrosante lodi.

A breve, inoltre, lo stacanovista Ridley Scott non solo compirà la veneranda e, aggiungiamo noi, venerabile età di ottantaquattro primavere, bensì uscirà prestissimo nei cinema mondiali, per Natale, esattamente, con un altro film da lui firmato e parimenti molto atteso, vale a dire House of Gucci con Lady Gaga e mr. Jacques Le Gris/Adam Driver del succitato, straordinario The Last Duel. E un cast altisonante da far impallidire chiunque. In quanto, può annoverare, oltre alle presenze appena dettevi della Gaga e di Driver, nomi come quello del mitico Al Pacino, del grande Jeremy Irons e, fra gli altri, di Salma Hayek e Jared Leto.

Qual occasione migliore dunque per celebrare e brevemente illustrarvi, a grandi linee, la carriera pazzesca, per l’appunto dell’immarcescibile e sempre brillante Ridley Scott l’infermabile?

Nato a South Shields, contea rinomata della florida Inghilterra, nel giorno del 30 Novembre dell’anno 1937, fratello del compianto Tony Scott, regista di The Fan, ahinoi suicidatosi nel 2017, dopo il diploma, Ridley lavorerà come scenografo, approdando presto alla direzione di telefilm per la BBC. Dopo alcuni spot, ecco che nel 1977, dunque all’età di quarant’anni, riuscirà a dirigere il suo primo film ed è subito capolavoro, I duellanti.

Un esordio fantasmagorico e magnifico a cui seguiranno altri due lungometraggi, possibilmente, ancora più belli, importanti e leggendari, Alien (1979) e l’irraggiungibile Blade Runner (1982).

Una tripletta impressionante, interrotta purtroppo da quello che viene considerato un suo grosso passo falso, forse però a torto, Legend. Film, quest’ultimo, del 1985, interpretato da un giovanissimo, quasi irriconoscibile Tom Cruise, da Tim Curry e dalla bellissima Mia Sara (l’avvenente e sexy Melissa del sottovalutato Timecop – Indagine dal futuro).

A cui seguirà un altro flop abbastanza clamoroso, Chi protegge il testimone. Con protagonista, neanche a farlo apposta, la storica ex di nientepopodimeno che Tom Cruise, la milf Mimi Rogers.

Cosicché, a metà anni ottanta, la carriera di Ridley Scott, partita alla grandissima, subì un’improvvisa marcio d’arresto, perlomeno apparentemente.

Sono pochissimi i registi che, nella storia della settima arte, possono vantarsi degli esordi cineastici di tale livello e, quindi, soltanto dopo un paio di pellicole che lasciarono perplessi, la stella luminosa di Ridley parve inaspettatamente appannarsi.

Poco male, però, poiché Ridley avrebbe saputo riprendersi alla grande, sfoderando tutta la sua classe con lo splendido Black Rain con Michael Douglas & Andy Garcia. Seguito istantaneamente da un altro bel successo commerciale di Critica e pubblico, Thelma & Louise con Susan Sarandon, Geena Davis e un praticamente esordiente Brad Pitt.

Detto ciò, ecco che Ridley Scott, di nuovo, sbaglia i film successivi, almeno parzialmente. In quanto l’ambizioso 1492 – La conquista del paradiso, Soldato Jane e soprattutto L’Albatross – Oltre la tempesta saranno mal accolti ai tempi della loro release in sala.

Poco male, per l’ennesima volta. Difatti, alla faccia dei suoi ostinati detrattori ingrati, Ridley Scott, sul finire dei nineties, azzecca un film sbanca-botteghino iper-oscarizzato, Il gladiatore. Altresì resuscitando a sorpresa un genere passato di moda alquanto, cioè il peplum.

Sostanzialmente, da allora in poi, a eccezion fatta di qualche scivolone, definiamolo pure film incompreso oppure onestamente sbagliato, come per esempio Un’ottima annata, Ridley Scott non sbaglia quasi nulla.

 Regalandoci perle quali Black Hawk Down, lo stupefacente e geniale, è il caso di dirlo, Il genio della truffa, American Gangster e The Martian.

Perciò, gli perdoniamo tranquillamente suoi film indubbiamente poco efficaci come Nessuna verità. Se a questo, per di più, aggiungiamo che Ridley Scott è finanche un produttore instancabile dei più prolifici, ci paiono maggiormente irriguardose, anzi, veramente esecrande le critiche che alcuni, a tutt’oggi, ottusi e ignoranti più delle più stolte capre, continuano scriteriatamente a muovergli contro.

Per finire, Ridley Scott, immantinente girerà un altro colossal dal budget faraonico, Kitbag. Biopic su Napoleone con Joaquin Phoenix e la protagonista di The Last Duel, Jodie Comer.

Avete ancora dei dubbi in merito alla sua grandezza non solamente registica? Qualcosa da dire…? Ci pare giunta l’ora che i suoi stupidi haters, per l’appunto come si suol dire, prestamente s’ammutoliscano. Sì, per piacere, stiano subito zitti.

Altrimenti, chiameremo Il gladiatore 2… attualmente in fase di preparazione, eh eh.

About Stefano Falotico

Scrittore di numerosissimi romanzi di narrativa, poesia e saggistica, è un cinefilo che non si fa mancare nulla alla sua fame per il Cinema, scrutatore soprattutto a raggi x delle migliori news provenienti da Hollywood e dintorni.

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