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Diabolik: i Manetti Bros riportano al cinema uno dei più grandi fumetti italiani – Recensione

Diabolik: Dopo quasi un anno di attesa rispetto alla distribuzione inizialmente prevista per via della pandemia di Covid-19 arriva finalmente al cinema l’adattamento cinematografo del “Re del terrore” dei Manetti Bros, secondo lungometraggio dedicato a uno dei maggiori successi del fumetto italiano e con Luca Marinelli nella parte del protagonista.

Anni sessanta, città di Clerville. Un’altra notte infruttuosa per l’ispettore Ginko (Valerio Mastandrea) e i suoi uomini: il misterioso ladro Diabolik (Luca Marinelli) è di nuovo sfuggito all’arresto. Non gli resta che aspettare la sua prossima mossa… forse il diamante rosa della bellissima Eva Kant (Miriam Leone), appena giunta in città? Un compito che appare fin da subito molto semplice nella mente di colui che è ormai il criminale più ricercato al mondo, ma non ha fatto i conti con lei… un incontro che cambierà tante cose.  

Cosa funziona in Diabolik  

Più di mezzo secolo fa non solo nasceva Diabolik grazie alle sorelle Giussani, ma qualche anno dopo questo personaggio diventò un film con attori in carne e ossa grazie al leggendario Mario Bava.

Passano i tempi, cambia la sensibilità, e Diabolik è cambiato? Non per i Manetti Bros, decisamente rispettosi nei suoi confronti. Non solo la sceneggiatura rispecchia perfettamente per gran parte del girato l’albo originale da cui è tratto, ma anche il protagonista è rimasto invariato.

Uguale non solo per via del suo costume, la sua automobile e i suoi rifugi super-accessoriati, ma anche nella mentalità. Diabolik non è certo un ladro gentiluomo come Arsenio Lupin, ma un criminale che non si fa scrupoli ad uccidere non solo coloro che provano ad ostacolarlo, ma anche inconsapevoli innocenti utili ai suoi scopi.

Un personaggio controverso allora così come oggi, ma al tempo stesso di fantasia: non è un esempio da seguire, solo il protagonista di una serie di storie interessanti ed inquietanti da leggere e in questo caso guardare sullo schermo.  

La regia dei Manetti e l’interpretazione di Marinelli ci riportano dunque davvero agli anni ‘60, regalandoci un vero noir ricco non solo di violenza ma anche di tensioni, compresa quella erotica, e in questo è stata ideale la scelta di Miriam Leone, una donna meravigliosa che ricorda troppo bene l’aspetto dell’originale Eva Kant.

Il tutto accompagnato da una colonna sonora eccezionale curata da Pivio e Aldo De Scalzi e Manuel Agnelli, che terranno in ansia lo spettatore soprattutto nelle scene notturne.  

Una scelta di cast, tecnico e artistico, davvero adeguata, e per quel che riguarda gli attori è giusto citare anche tanti altri nomi importanti.  
Come Alessandro Roja, nel ruolo di Caron, il cattivo ancor più cattivo di Diabolik, perché ci mostra il lato peggiore della politica, fatta di corruzione, avidità e ricatti. Serena Rossi come Elisabeth, l’ingenua compagna del protagonista, la cui drammatica situazione non solo provoca empatia nello spettatore, ma è anche un importante messaggio sociale contro le relazioni tossiche.

E a tal proposito, il film dei Manetti Bros. ci ricorda che Diabolik era già allora un fumetto all’avanguardia, non solo per aver mostrato il mondo dei fumetti a molti lettori adulti, ma anche per il personaggio di Eva Kant. Donna non solo bella ma anche intelligente, forte e risoluta, capace di rivoluzionare la vita del protagonista, e diventare importante tanto quanto lui nelle missioni. E Mirian Leone (e la sceneggiatura dedicata al suo personaggio) è stata perfetta nel raccontarci tutto questo, senza cadere nella demagogia e nell’ipocrisia molto in voga al momento, soprattutto ad Hollywood.  

Completano il cast attori del calibro di Roberto Citran, Claudia Gerini, Vanessa Scalera, Lorenzo Pedrotti, Stefano Pesce, Antonino Iuorio, senza dimenticare il grande attore e doppiatore Massimo Triggiani, nel ruolo di un avvocato d’ufficio, ma anche Mario Gomboli, storico editore del fumetto, qui nel ruolo di un disegnatore al processo contro Diabolik.  

Perché non guardare Diabolik  

Coloro che hanno letto gli albi a cui la sceneggiatura è stata ispirata, ossia “L’arresto di Diabolik” e i suoi relativi remake naturalmente non avranno le stesse emozioni di coloro che si approcceranno a quella storia per la prima volta con questo film, soprattutto nella prima parte, non solo molto fedele al fumetto originale, ma anche la più ricca di tensione e mistero.

La seconda invece è già una storia diversa da quella scritta e disegnata nel 1963, ma al tempo stesso non è convincente come la prima, sia perché cambia abbastanza il genere (da noir a Heist movie) ma anche perché molte scene risultano abbastanza prevedibili anche per i neofiti del personaggio, in particolare quelle ambientate nella prigione di Clerville e nella banca di Ghenf.  

Abbiamo tanto elogiato la scrittura dei personaggi rispettosa del fumetto originale, ma sul Ginko di Mastandrea ci tocca fare un piccolo appunto. In poche parole, ci voleva un pizzico di cattiveria ed implacabilità in più, un temperamento mostrato invece molto bene da Michel Piccoli nel film del 1968.  

Regia: Marco Manetti, Antonio Manetti Con: Luca Marinelli, Miriam Leone, Valerio Mastandrea, Claudia Gerini, Vanessa Scalera, Serena Rossi, Alessandro Roja, Stefano Pesce, Lorenzo Pedrotti, Luca Di Giovanni, Antonino Iuorio Anno: 2021 Durata: 133 min. Paese: Italia Distribuzione: 01 Distribution 

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