Cherry: I fratelli Russo, forse per scrollarsi di dosso l’etichetta di essere i “registi degli Avengers”, tentano la carta del dramma giovanile a tinte forti. Il risultato però è tremendamente desolante.
Cherry (Tom Holland), giovane ragazzo di belle speranze, si innamora di Emily (Ciara Bravo). La relazione però non andrà incontro a un esito felice e lui, per disperazione, si arruola nell’esercito. Tornato negli Stati Uniti, Cherry si ricongiunge con Emily ma viene presto affetto da un grave stress post-traumatico che porterà lui e la ragazza a una irreversibile tossicodipendenza.

Cosa funziona in Cherry
Funziona solo Tom Holland. Il film a dire il vero si offre come involontario banco di prova per testare le sue capacità attoriali. Dal dramma adolescenziale, al war-movie e per finire al droga-movie, l’attore ha modo di esibire mille sfumature di versatilità. Funzionano in secondo luogo le scene di guerra, l’azione spuria insomma, vero e proprio punto di forza (seppure scontato) del duo registico.

Perché non guardare Cherry
Un accumulo di cliché senza rilettura, senza personalità e senza cinema. Cherry è post-moderno ammuffito (l’approccio pop alla narrazione è tremendamente vecchio, le onomatopee a caratteri cubitali durante l’addestramento militare sono cose già viste e straviste) formato extralarge. Inizia come un teen-drama, tanto caricaturale da destare il sospetto di essere una consapevole rilettura e rivisitazione degli stereotipi di un genere, pronto per essere rivoltato da un momento all’altro. Invece, col trascorrere dei minuti, questo non succede mai e il film ripropone polverosi cliché di ogni territorio cinematografico battuto (il cinema di guerra nella parte centrale e il “drug movie” in quella finale).
I fratelli Russo, forse impazienti di scollarsi di dosso l’etichetta di “registi della Marvel”, realizzano un’opera del tutto antitetica al genere che li ha resi famosi in tutto il mondo. Un’opera che si vorrebbe più intimista e più “piccola”, come a voler dimostrare capacità anche al di fuori del blockbuster spettacolare.
Non sarebbe potuto andare peggio questo tentativo, soprattutto dal momento che i fratelli spingono sul pedale dello squallore e della degradazione quando affrontano il tema della droga, con il solo e deprecabile obbiettivo di colpire la pancia dello spettatore. Bocciato – giustamente – pressoché dovunque, Cherry è l’estenuante (142 minuti!) ritratto di un nulla cosmico. Se non è il peggior film dell’anno poco ci manca.
Cherry è disponibile in esclusiva dal 12 marzo su Apple TV+.
Daruma View