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Adam – La storia di due madri nel Marocco contemporaneo – Recensione

Adam: Maryam Touzani racconta una storia che parla di maternità e dell’essere donne nonostante le difficoltà.

Nella Medina di Casablanca, Abla (Lubna Azabal), madre di una bambina di otto anni, manda avanti una pasticceria marocchina. Quando Samia (Nisrin Erradi), una giovane donna incinta, di un figlio che chiamerà Adam, bussa alla sua porta, Abla non immagina che la sua vita cambierà per sempre.

In questo film a maggioranza femminile, a partire dalle tre protagoniste ma anche dietro la macchina da presa con la regista Maryam Touzani e buona parte del cast tecnico, l’incontro è essenziale per affrontare le difficoltà imposte dal destino.

Cosa funziona in Adam

Il punto di vista del film è strettamente legato alla storia delle due donne protagoniste, Samia e Abla che sono tenute unite tra di loro dalla figlia di quest’ultima, Warda. Entrambe sono madri, entrambe stanno affrontando un trauma che rifiutano di accettare e fino al momento del loro incontro, preferiscono lasciare che sia il destino a decidere al loro posto.

In questo senso è fondamentale la scena in cui entrambe si mettono alla prova e accettano di guardare in faccia ciò che stanno evitando; per tutte e due quello sarà il modo di trovare una soluzione.

Perché non guardare Adam

Nella sua semplicità, Adam racconta di popoli, di usanze e di società, a volte molto distanti da noi. Le difficoltà affrontate dalle due donne protagoniste possono non essere comprese, ma altrimenti è una storia con spunti molto interessanti.

Adam è al cinema dal 3 giugno distribuito da Movies Inspired.

Regia: Maryam Touzani Con: Lubna Azabal, Nisrin Erradi, Douae Belkhaouda Paese: Marocco Durata: 98 minuti Distribuzione: Movies Inspired

About A V

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