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La vita nascosta – Hidden Life – L’ultimo capolavoro di uno dei più grandi registi viventi (e non) – Recensione

La vita nascosta – Hidden Life: Doveva arrivare nei cinema italiani a partire dal 9 aprile 2020 ma a causa della pandemia è uscito il 27 agosto per un veloce passando in sala. Questa è la nostra recensione dell’ultimo film di Terrence Malick.

La storia dell’austriaco Franz Jägerstätter, obiettore di coscienza, che si rifiutò di combattere per i nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale e finì per essere giustiziato nel 1943.

Ebbene sì, Terrence Malick ce l’ha fatta: il ritorno alla narrazione tradizionale dopo le interruzioni ondivaghe più o meno felici dei suoi film più recenti coincide con un capolavoro degno de “La sottile linea rossa”.

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Un capolavoro del quale farei uso per ripristinare la memoria della storia del cinema qualora la Settima Arte venisse cancellata dalla faccia della Terra.

La vita nascosta – Hidden Life, infatti, vive di una forza evocativa e di una potenza emotiva che non hanno eguali e che si servono dell’immagine prima ancora che della parola (in Malick, è sempre la seconda a seguire il flusso della prima, mai viceversa) per venire alla luce. Semplicemente eccezionale, in questo senso, la scelta di non doppiare alcuni dialoghi “secondari”.

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Un cinema che mostra e non dimostra, perché Malick non è mai stato un esibizionista o un affabulatore di sensazioni ed emozioni facili e immediate. Lui mette il cinema al servizio del sentimento (non della Storia, alla quale molti ancora si aggrappano come se il cinema, per avere un senso morale, dovesse per forza prescindere da essa e dalle sue ragioni) e lo racconta, lasciando così che attraverso l’immagine esploda un vigore che non appartiene alla logica o alla razionalità, ma al cuore e allo spirito. Da quasi cinquant’anni fa il cinema che vuole e come vuole in piena libertà (quanti cineasti oggi possono vantare lo stesso?) e questo ben traspare dalle sue opere contribuendo, soprattutto nel caso del film in questione, a illuminarle di un’armonia inedita e irraggiungibile.

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Con La vita nascosta – Hidden Life, mette in scena un percorso fortemente cristologico popolato – in tal direzione – da figure allegoriche e archetipiche, la narrazione di un martirio scandito da luoghi e tappe, scevro da ogni possibile scivolone didascalico ma colmo di dirompente, lucida e autoriale sincerità. Un viaggio nel cuore della fede pregno di grazia e dolcezza, ma non per questo privo di dolore e tragicità (altra frequente accusa semplicistica al cinema del regista, a torto considerato eccessivamente mellifluo).

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È anzi forse il Malick più sofferente di sempre, straordinario nella sua capacità di rivelare la violenza lasciandola fuori campo appena in tempo, giusto il minimo indispensabile (voglio dire: la tensione sprigionata dal finale è fenomenale).

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La storia di una passione, profondamente commovente nella sua verità, ammantata per tutti i suoi indispensabili 173 minuti di laica trascendenza.
Quindi no, non è solo la magniloquente meraviglia del set, come non è e non è mai stata la tavolozza di colori perfetta a fare del quadro un’opera immortale. È sempre e solo la mano dell’artista, e Malick sta al cinema come Michelangelo all’arte pittorica.

Regia: Terrence Malick Con: August Diehl, Valerie Pachner, Matthias Schoenaerts, Michael Nyqvist, Bruno Ganz, Jürgen Prochnow, Alexander Fehling, Max Mauff, Martin Wuttke, Johannes Krisch, Franz Rogowski, Tobias Moretti, Karl Markovics, Joel Basman Anno: 2019 Durata: 173 min. Paese: USA, Germania Distribuzione: 20th Century Studio/Disney

About Raffaele Mussini

Raffaele Mussini
Appassionato di cinema a 360°, bulimico di visioni fin da piccolo. Si laurea in Marketing, per scoprire solo qualche anno più tardi che la sua vocazione è la scrittura. Pubblica così due romanzi e un saggio di cinema, "In ordine di sparizione - Più di duecento film che forse non avete mai visto o che avete dimenticato", edito da Corsiero Editore. Sta lavorando a un quarto libro, ma nel poco tempo libero il cinema combatte duramente per farsi strada e conquistarsi il primato tra le sue passioni. Ama Malick, Scorsese e Mario Bava, tra i tantissimi, con una predilezione per l'horror e per il noir d'altri tempi.

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