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Fratelli Nemici – Close Enemies: Neopolar asciutto e teso, cinema maiuscolo

Fratelli Nemici – Close Enemies: Si inserisce dentro una tradizione cinematografica e la rinverdisce a suo modo negandola: “Fratelli nemici” fa questo e molto altro. Passato in sordina all’ultimo Festival di Venezia

Cresciuti in una periferia in cui domina la legge del narcotraffico, Driss (Reda Kateb) e Manuel (Matthias Schoenaerts) erano come fratelli. Manuel ha però scelto di abbracciare la vita da delinquente mentre Driss è diventato poliziotto. Quando il più grande affare di Manuel va storto, i due uomini si incontrano nuovamente e si rendono conto di avere bisogno l’uno dell’altro per sopravvivere nei rispettivi mondi.

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Cosa funziona in Fratelli Nemici – Close Enemies

L’approccio al genere, il glorioso polar dei tempi andati che qui viene tirato in ballo e sovvertito. Questo non tanto nel ribaltamento degli schemi (la storia è sempre la stessa) quanto nella messa in scena: iperrealistica e viscerale, scevra di ogni lirismo, spoglia di qualsiasi aurea mitica. Il romanticismo dolente di Melville e compari è defunto e Fratelli nemici ne è la meravigliosa messa funebre.

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Perché non guardare Fratelli Nemici – Close Enemies

Forse perché abituati a un cinema che (si) concede maggiormente allo spettatore, che si abbandona di più allo spettacolo e alle sue esigenze. Cionondimeno, Fratelli nemici può ad una prima visione apparire come qualcosa di già visto, se non addirittura di trito e ritrito. In realtà c’è un cinema di spessore dietro la superficie.

Bando ai legami di sangue e ai codici d’onore che furono: Fratelli Nemici è la lucida quanto terrificante fotografia di una frantumazione sociale ed etica, intrappolata nella claustrofobia adrenalinica di spazi plumbei, opprimenti, sempre uguali a se stessi, squallidi ed essenziali. Umore tesissimo e interpretazioni magistrali ne fanno – assieme a tutto il resto – un film imperdibile.

Fratelli Nemici – Close Enemies  è al cinema dal 28 marzo con Europictures

Regia: David Oelhoffen Con: Matthias Schoenaerts, Reda Kateb, Adel Bencherif, Sofiane Zermani, Nicolas Giraud, Sabrina Ouazani, Gwendolyn Gourvenec, Marc Barbé, Astrid Whettnall, Djamel Lazaar, Yann Goven, Fianso, Ahmed Benaïssa, Omar Salim, Adem Benosmane, Noah Benzaquen, Michèle Bréant, Guillaume Verdier, Mustapha Benstiti, Simon Ferrante, Tassadit Kouissi Guetchoum, Zuber Abdelli, Raphaël Thierry, Johnny Montreuil, Djemel Barek, Nadir Louatib, Aïmen Derriachi, Zaire Souchi, Kova Réa, Arthur Benzaquen, Yann Tremblay, Malki Attar, Maxime Demba, Pierre Gomes-Tavares, William Cisek, Jérôme Gaspard, Raphaël Magnabosco Anno: 2018 Durata: 111 min. Paese: Francia, Belgio Distribuzione: Europictures

About Raffaele Mussini

Appassionato di cinema a 360°, bulimico di visioni fin da piccolo. Si laurea in Marketing, per scoprire solo qualche anno più tardi che la sua vocazione è la scrittura. Pubblica così due romanzi e un saggio di cinema, "In ordine di sparizione - Più di duecento film che forse non avete mai visto o che avete dimenticato", edito da Corsiero Editore. Sta lavorando a un quarto libro, ma nel poco tempo libero il cinema combatte duramente per farsi strada e conquistarsi il primato tra le sue passioni. Ama Malick, Scorsese e Mario Bava, tra i tantissimi, con una predilezione per l'horror e per il noir d'altri tempi.

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