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You – Stagione 1- I racconti sentimentali di una mente pericolosa ai tempi dei social: Recensione

You: Sbarca su Netflix durante le feste natalizie una serie thriller a sfondo psicologico che indaga le sfaccettature di una personalità ossessiva in una New York polverosa alla Woody Allen che va scomparendo.

Penn Badgley sceglie di affrancarsi dal ruolo di fidanzato perfetto con cui ha imperversato per la bellezza di 6 stagioni e 10 anni in Gossip Girl grazie a You, serie che mantiene un target di riferimento simile ma con venature nettamente più noir nonostante la patinatura newyorchese d’obbligo. Joe (Penn Badgley) è il padrone di una libreria con una passione per il restauro dei libri antichi, una allure da romantico d’altri tempi e molti scheletri in libreria. In maniera del tutto casuale incontra Beck (Elizabeth Lail) che diventerà suo malgrado l’oggetto della sua ossessione sentimentale ed erotica.

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Cosa funziona in You – Stagione 1

La serie ha l’indubbio pregio di fornire un interessate background familiare dei personaggi che descrive, parzialmente ma efficacemente, e le cause del legame di dipendenza che esiste tra Joe e Beck. Da questo punto di vista la serialità è particolarmente utile perché fornisce spazio a sufficienza, rispetto alle canoniche 2 ore di un classico thriller, per descrivere i traumi familiari che vertono dietro l’atteggiamento ossessivo e l’autosabotaggio dei diversi personaggi. Significativi da questo punto di vista anche i personaggi secondari che costruiscono un corollario adeguato di sottotrame a questa coppia chiaramente disfunzionale. Interessante anche la descrizione del ruolo dei social media nel coadiuvare le tendenze ossessive dei soggetti in questione, la dipendenza dal guardare ed essere guardati tipico delle società occidentali odierne nelle quali nessuno riesce a trovare il proprio posto.
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Perché non guardare You 

La prima stagione di You è caratterizzata da un buona caratterizzazione dei personaggi ma è piuttosto banale nella costruzione narrativa; si opta per soluzioni per nulla innovative che si risolvono in una dinamica tutto sommato poco avvincente anche se confezionata abbastanza bene. Uno sforzo in più in fase di scrittura avrebbe fatto sì che il prodotto fosse veramente interessante da tutti i punti di vista, il cliffhanger finale prelude ad una possibile seconda serie che potrebbe correggere i diretti della prima. Staremo a vedere se papà Netflix investirà adeguatamente in You, così come non è stato per Gypsy che si è fermata alla prima stagione nonostante promettesse decisamente qualcosa di più.

About Davide Belardo

Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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