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Resta con me – Recensione del film con Shailene Woodley e Sam Clafin

 Resta con me (Adrift): Fine estate bagnato al cinema con l’ultimo film di  Baltasar Kormákur (Everest),tratto dal romanzo biografico di Tami Oldham Ashcraft scritto da Susea McGearhart.

Nel 1983, Tami (Shailene Woodley) non è la tipica ragazza americana: viaggia ovunque la porti il vento perché vuole sentirsi libera, partita 5 anni prima da San Diego e non è ancora tornata a casa. Ama il mare e l’avventura e l’incontro a Tahiti con lo skipper solitario Richard (Sam Clafin) non può non essere parte del suo destino. Da subito i due trovano una grande intesa e si completano a vicenda, lui inglese, molto razionale e calcolatore, amante del mare, lei che va dove la porta il vento, la ragazza più audace che lui abbia mai incontrato. Quando gli viene offerta la possibilità di riportare lo yatch Hazana a San Diego per diecimila dollari e due biglietti aerei in prima classe  per riprendere la loro fuga d’amore, con la barca che si era costruito Richard, i due decidono di partire per la loro grande avventura.

Ventitré giorni dopo la partenza, l’uragano Raymond, che Tami e Richard avevano pensato di non incontrare, dopo aver cambiato direzione varie volte, si abbatte sulla Hazana.

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Cosa funziona in Resta con me

Storia d’amore, avventura, speranza e sopravvivenza, è diretto come un storia dentro la storia. Che Baltasar Kormákur sia un amante delle avventure estreme e della natura non è un segreto e lo dimostra ancora una volta alla regia di Resta con me, riuscendo a raccontare l’incredibile storia di Tami Oldham Ashcraft, sopravvissuta a 41 giorni di deriva nell’Oceano Pacifico, mantenendo un notevole equilibrio emotivo tra storia romantica, dramma e azione. Resta con me riesce a portare sul grande schermo una storia autentica e d’altronde non si può rimanere indifferenti alle onde oceaniche che ti sovrastano.  E’ un film in cui la natura si mostra in tutte le sue sfaccettature, fantastica e allo stesso tempo violenta accompagna le riprese passo passo.

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Perché non vedere Resta con me

Innanzi tutto il titolo: la traduzione in italiano è pressoché fuorviante. Se non si va oltre quelle due tre informazioni sommarie che ci arrivano dal trailer, si potrebbe pensare all’ennesimo polpettone romantico, strapalloso, magari una storia alla Rose e Jack di Titanic. Fortunatamente non lo è: quindi andate oltre il titolo, e pensate che l’originale “Adrift” significa alla deriva. C’è la storia d’amore ma fortunatamente per noi cuori di ghiaccio è smielata ma nemmeno troppo (e comunque la vera Tami dice che realmente è andata così).

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Talassofobia: se avete paura del mare, ecco, lasciate perdere perché il mare c’è, anche vero, e ce n’è veramente tanto. D’altronde parliamo di una barca alla deriva, semidistrutta che continua a navigare anche senza vela.

Siete fan del Sam Clafin in Io prima di te? Bene, lasciate stare. Diciamo che più o meno, anche in questo film, non è il suo personaggio quello che si sforza: Shailene Woodley è la donna contro la natura. E’ lei che lotta per la sopravvivenza, è lei che affronta l’oceano.

In definitiva Resta con me non ha inventato nulla di nuovo, ma riesce a farsi vedere e godere, trasportando lo spettatore avanti e indietro (proprio come in balia delle onde) tra i ricordi della storia d’amore e lo straziante presente della deriva, lasciandolo in sospeso come la speranza che guida la protagonista fino alla fine.

Regia: Baltasar Kormákur Con: Shailene Woodley, Sam Claflin, Jeffrey Thomas, Elizabeth Hawthorne, Grace Palmer, Siale Tunoka, Kael Damlamian Anno: 2018 Durata: 93 min  Paese: USA Distribuzione: 01 Distribution

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