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Gravity Rush 2 – Recensione del gioco di Project Siren per PS4 che permette di manipolare la gravità

Gravity Rush 2, Keiichiro Toyama e il team di sviluppo Project Siren tornano a manipolare la gravità su PS4

Seguito di uno dei giochi più interessanti per  l’ormai defunta PS Vita, ma disponibile anche in versione remaster per PS4, Gravity Rush 2, si promette di trasportare tutto il divertimento del suo predecessore sull’ammiraglia Sony.

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Dopo gli avvenimenti del primo capitolo Kat, Syd, Raven e il gatto Dusty, sono stati inghiottiti da una alterazione spazio-temporale. Finiti nel villaggio fluttuante di Banga, Kat e Syd, devono lavorare come minatori per ripagare gli abitanti del villaggio che li hanno accolti tra loro. Un piglio leggero e una narrazione tipica ai manga giapponesi, ci immerge in questa nuova avventura in cui dopo un massiccio prologo, che serve per illustrare la storia ma soprattutto per familiarizzare con i nostri poteri, arriveremo con Kat nella città di Jirga Para Lhao e saremo finalmente pronti per la nostra nuova avventura.

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Come per il suo predecessore, il gameplay di Gravity Rush 2 viene caratterizzato dai poteri gravitazionali di Kat, più o meno gli stessi della vecchia avventura ma notevolmente migliorati, anche se ancora imprecisi soprattutto negli scontri, utili per far lievitare la protagonista, cambiare stato gravitazionale per camminare sui muri o volare dall’altra parte dello schermo. Ovviamente i potevi non mancheranno di evolvere, e Kat acquisterà anche nuove forme: Lunare, capace di farci effettuare salti senza bisogno di modificare la gravità, e Gioviana che aumenterà la nostra potenza a discapito di una maggiore lentezza nei movimenti. Le missioni da svolgere sono molto variegate, strutturate più o meno come in passato, ricerca di un obbiettivo e combattimenti con i nemici. Fortunatamente le missioni sono molto diverse tra loro e capaci di mutare il loro obbiettivo durante lo svolgimento. Una scelta che abbiamo trovato veramente azzeccata, contrariamente alla poca interazione con i personaggi che popolano il mondo di Gravity Rush 2 e gli scarsi segreti da scoprire. Da migliorare infine anche l’AI avversaria, gli scontri non sono mai veramente difficile da affrontare, e la telecamera non propriamente precisa.

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Tecnicamente parlando Gravity Rush 2 si mostra con un ottimo impatto visivo, nonostante tutti i limiti di una telecamera imprecisa e collisioni non sempre precise. Considerata la velocità di gioco, che risulta spesso caotica e dispersiva, è quasi un bene che gli sviluppatori abbiano deciso di bloccare la fluidità a 30fps anche se, questa scelta si rivela spesso un male quando il gioco subisce dei cali di frame rate dovuti molto probabilmente ad una scarsa ottimizzazione. Di buona qualità il comparto audio sia come effetti sonori che come melodie affidate al talento di Kohei Tanaka.

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Per quanto riguarda la longevità invece, oltre alla campagna principale, troviamo una semplice modalità multiplayer in cui bisogna sconfiggere i record dei nostri amici durante delle missioni a tempo, sfruttando le abilità di talismani collezionabili e combinabili tra loro.

Gravity Rush 2, Keiichiro Toyama e il team di sviluppo Project Siren tornano a manipolare la gravità su PS4 Seguito di uno dei giochi più interessanti per  l'ormai defunta PS Vita, ma disponibile anche in versione remaster per PS4, Gravity Rush 2, si promette di trasportare tutto il divertimento del suo predecessore sull'ammiraglia Sony. Dopo gli avvenimenti del primo capitolo Kat, Syd, Raven e il gatto Dusty, sono stati inghiottiti da una alterazione spazio-temporale. Finiti nel villaggio fluttuante di Banga, Kat e Syd, devono lavorare come minatori per ripagare gli abitanti del villaggio che li hanno accolti tra loro. Un piglio leggero e una narrazione tipica…
Commento Finale - 70%

70%

Gravity Rush 2, si segnala come una versione riveduta e corretta del suo predecessore del quale purtroppo, mostra pregi e difetti. Il sistema di controllo è stato migliorato, così come l’aspetto grafico tuttavia una telecamera ballerina, e l’impossibilità di lockare il nostro obbiettivo, rendono il titolo spesso caotico e non oggettivamente per tutti. Inspiegabili i cali di frame rate, considerata la decisione di bloccare il titolo a 30fps si poteva fare di più in termini di ottimizzazione. In definitiva ci troviamo al cospetto di un gioco e protagonista carismatici ma purtroppo lontano dall’idea di Killer Application della console Sony.

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About Davide Belardo

Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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