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Once Upon A Time 5×13, ‘Labor Of Love’: la recensione

Se all’inizio credevamo che “Once Upon A Time” potesse dare una svolta consistente alla storia, quest’episodio sembra essere stato creato apposta per affossare le nostre illusioni. La storia si mantiene a galla faticosamente, tra un annaspamento e l’altro, e per quanto Ade renda il tutto più interessante, i produttori hanno dimostrato (ancora una volta) di non riuscire a portare avanti le sottotrame più interessanti relegandola a un semplice ruolo di sfondo per i soliti protagonisti.

Esempio è questo nuovo episodio: Hercules (Jonathan Whitesell), personaggio attesissimo da cui ci aspettavamo di tutto e di più; anche solo per il fatto che per Biancaneve fosse una vecchia conoscenza d’infanzia (addirittura il suo primo amore, mai accennato però nel corso di quattro stagioni), è risultato essere solo uno strumento della durata di una puntata per risvegliare lo spirito da eroina di Mary Margaret. Come non rimanere delusi?

Il conto in sospeso di Hercules sarebbe potuto essere un espediente interessante per dargli la possibilità di unirsi temporaneamente al gruppo ma Cerbero viene sconfitto nel giro di una puntata. Lo stesso Cerbero che aveva ucciso il semidio mandandolo negli Inferi. Il combattimento per di più rasenta il banale. Hercules come personaggio avrebbe potuto rivelarsi interessante ma non gli è stato dato nemmeno il tempo di raccontare la sua storia che subito viene reclamato dall’Olimpo dopo aver concluso la sua ultima fatica. Se poi speravamo in uno scontro tra Hercules e Ade, il finale della puntata ci lascia con una nota amara.

Discorso ancora a parte merita il personaggio di Megara (Kacey Rohl). Non solo Megara non assume alcun ruolo rilevante all’interno della storia, se non quello di portare ad Emma un messaggio da parte di Uncino, ma non ha davvero nulla a che fare con la Megara del cartone disney, molto forte e sicura di sé. Il debole di Hercules nei suoi confronti si palesa solo intorno alla fine e non ci viene dato nemmeno il tempo di esplorare un po’ il rapporto tra i due.

Un po’ di dinamicità invece ce la dà Crudelia (Victoria Smurfit), che esattamente come Peter Pan vuole lasciare quel posto infernale e tornare nel mondo dei vivi. Grazie a lei assistiamo a una piccola svolta che riporta Henry ad un ruolo di importanza non indifferente, esattamente come era successo alla fine della quarta stagione. Henry e Crudelia arrivano a fare un patto, che però potrebbe portare il figlio di Emma a correre dei pericoli…

Questa seconda parte di stagione però è completamente dominata da Ade (Greg Germann), un cattivo come non se ne vedevano dai tempi di Peter Pan nella lontana terza stagione. Il Dio degli Inferi è esattamente come ce lo aspettavamo, sadico e perfido. La sua rabbia è giustificata dal fatto che i nuovi arrivati stanno portando via anime al suo regno, e un re senza sudditi non è più nulla. Per evitare ciò sguinzaglia Cerbero ma con scarsi risultati; ricorre allora ad una strada alternativa: per ogni anima che lascia il suo regno, un’altra anima dovrà rimanere legata a lui.

Ade da solo non riesce però a riportare lo show al suo antico splendore, lasciando ancora una volta parecchi dubbi su come si svolgano gli eventi: nel momento dell’ascesa all’Olimpo ad esempio non è chiaro come Megara possa aver guadagnato il diritto di risiedere tra gli dei. L’unica speranza è che Hercules e Megara ricompaiano più in là nella trama, restituendo un po’ di senso a questa puntata, che, almeno per come si è presentata, è risultata piuttosto fine a se stessa e grossolana. Se Hercules rifiutasse di tornare nell’Olimpo (esattamente come nel cartone della Disney) e tornasse negli Inferi per aiutare il team di salvataggio di Hook, la serie potrebbe tornare sui giusti binari ma è ancora presto per dirlo. Per di più c’è da dubitare in un ritorno del semidio, almeno per ora.

Insomma quest’avventura nell’Oltretomba sta prendendo sempre più la forma di una scampagnata, per fortuna ci pensa Ade a suscitare un po’ di interesse nello spettatore, a partire da una domanda che ci stiamo ponendo da quando Emma ha messo piede negli Inferi: come mai il limbo ha le sembianze di Storybrooke?

About Edoardo Fasano

Edoardo Fasano
Studente di matematica e appassionato di serie tv. Continua a sperare che i suoi personaggi preferiti non muoiano, invano. Ascolta un po' di tutto, vede un po' di tutto.

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