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Mafia III – Recensione del terzo capitolo di 2K dedicato a Cosa Nostra

Mafia III: A sei anni di distanza dal secondo capitolo, 2K Games e Hangar 13, ci immergono ancora una volta negli abissi della criminalità per un seguito che compiace sotto il livello narrativo, ma lascia qualche dubbio per quanto riguarda la realizzazione tecnica.

Ambientato nella New Bordeaux del 1968, chiaramente ispirata a New Orleans, il gioco racconta la storia di Lincoln Clay, un ragazzo afro-americano cresciuto in orfanotrofio che entra a far parte di un organizzazione mafiosa capitanata da Sammy Robison. Per una serie di sfortunati eventi Lincoln sarà costretto a bramare vendetta. Questa in sintesi la trama di “Mafia III“, terzo capitolo di una trilogia iniziata magnificamente con il capostipite e proseguita poi con un secondo episodio che ha per buona parte deluso le aspettative. Raccontata come una sorta di film-documentario, con sequenze di gameplay intervallate con interventi di agenti dell’FBI, superstiti e testimoni, la narrazione e la sceneggiatura sono sicuramente tra gli aspetti più riusciti di questo nuovo episodio.

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Strutturato come un discreto sparatutto in terza persona, nel quale è anche possibile affrontare gli scontri in modalità stealth, il game play di “Mafia III” non si segnala come il canonico open world criminale alla GTA, non sarà neanche possibile personalizzare il nostro protagonista, e contrariamente alla concorrenza impone al giocatore la risoluzione di tutte le quest secondarie per avanzare nella narrazione, vero punto focale del gioco. Fortunatamente “Mafia III” permette di decidere come affrontare le missioni nel modo più congeniale possibile. Scelta felice che regala un minimo di varietà ad una serie di missioni spesso molto simili tra loro.

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La ripetitività in effetti è uno dei talloni d’Achille di una produzione tutto sommato abbastanza divertente e parzialmente riuscita. A causa di un IA non particolarmente impegnativa inoltre non sarà poi troppo complicato finire il gioco, anche se si può morire spesso per un errata collocazione rispetto agli avversari, considerata la scarsa reattività dei nemici e la loro bassa reazione agli attacchi. Intelligente ma controproducente infine, l’idea di dotare Lincoln della modalità Visione di Intelligence, una risorsa utile per vedere i nemici attraverso i muri e affrontare l’avventura in versione stealth, ma che rende ancora più semplice gli scontri a fuoco. Completamente assente la modalità online e Multiplayer locale.

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Sul versante tecnico come già accennato in precedenza, “Mafia III“, si segnala come un prodotto altalenante che alla soglia del 2017, e l’avvento della risoluzione a 4K anche su console, è ricco di difetti e non pochi bug grafici. Se da una parte i volti dei protagonisti e le animazioni degli scontri corpo a corpo convincono, dall’altra lasciano completamente interdetti, la realizzazione di New Bordeaux, molto spoglia, un utilizzo di texture poco definite spesso con effetti pop-up, e sopratutto una gestione di ombre e illuminazione troppo innaturali. Fortunatamente a salvare la realizzazione tecnica, e il gioco, arrivano in soccorso la già annunciata ottima narrazione, che si avvale almeno per quanto riguarda i protagonisti di un ottimo doppiaggio in italiano, e una splendida colonna sonora veramente ricercata.

Mafia III: A sei anni di distanza dal secondo capitolo, 2K Games e Hangar 13, ci immergono ancora una volta negli abissi della criminalità per un seguito che compiace sotto il livello narrativo, ma lascia qualche dubbio per quanto riguarda la realizzazione tecnica. Ambientato nella New Bordeaux del 1968, chiaramente ispirata a New Orleans, il gioco racconta la storia di Lincoln Clay, un ragazzo afro-americano cresciuto in orfanotrofio che entra a far parte di un organizzazione mafiosa capitanata da Sammy Robison. Per una serie di sfortunati eventi Lincoln sarà costretto a bramare vendetta. Questa in sintesi la trama di "Mafia III",…
Commento Finale - 72%

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2K Games e Hangar 13 presentano il terzo capitolo di Mafia III, gioco che malgrado una realizzazione tecnica altalenante e una ripetitività nella struttura delle missioni marcata, conquista grazie all'ottimo utilizzo della narrazione, scontri a fuoco efficaci e una possibile modalità stealth intrigante. Un gioco pensato come un film che pecca nel bilanciamento tra i due media. Speriamo in qualche patch correttiva almeno per quanto riguarda l'aspetto tecnico. Un piccolo passo falso ma comunque molto divertente. Consigliato ai criminali videoludici incalliti.

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About Davide Belardo

Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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