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La corrispondenza di Giuseppe Tornatore – Recensione Film

“Possiamo continuare a vedere le stelle morte benché esse non esistano più. Anzi è proprio la loro disastrosa fine a rivelarcele.” Come la lunga corrispondenza che permette a una stella di continuare a vivere grazie allo sguardo dell’osservatore, l’amore di Ed e di Amy, protagonisti della nuova fatica di Giuseppe Tornatore, La corrispondenza, è un legame che sconvolge le leggi del tempo e della presenza e che non conosce ostacoli di nessuna natura.

La pellicola è un’ampia riflessione sui misteri del cosmo, della fisica, dell’amore, della vita, della morte ma soprattutto della comunicazione: utilizzando le nuove tecnologie non per denigrarle ma per evidenziarne le possibilità, Tornatore prova a sciogliere questo dubbi muovendosi inquieto tra i territori del “thriller” (come suspense) con venature soprannaturali. Il reale assume delle sfumatura misteriose ed inquietanti, uno strano senso di attesa sembra aleggiare sulle teste dei protagonisti permettendo così ad una parte iniziale della narrazione di avere un tono sostenuto. Purtroppo però, l’enigma si risolve presto lasciando il posto ad una riflessione più ampia sulle relazioni e sull’Amore, su cosa resta quando tutto finisce. In tal modo si rompe quell’atmosfera suggestiva creata nei primi 20 minuti di film, costringendo lo spettatore ad attendere un ulteriore colpo di scena che, purtroppo, non arriverà.

La corrispondenza, dunque, si evolve su questi binari: tecnologia e sesto senso, vicinanza fisica ed emotiva, assenza e lontananza. Temi interessanti e indagati con la maestria della macchina da presa che Tornatore sa usare da vero maestro. Soli e lontani appaiono anche i due protagonisti, Olga Kurylenko e Jeremy Irons come lo stesso attore ha sottolienato: “L’ho avvertita una certa solitudine, ho dovuto vivere e ricreare con la mia immaginazione quello che era il rapporto con lei. Ed è una cosa che piuttosto spesso avviene quando si lavora ad un film perchè proprio il processo tecnico ti spinge a creare un mondo e ad immeggerti in quella che è la realtà di questo mondo cercando di renderlo più veritiero possibile. Ci sono stati sicuramente dei momenti in cui mi sarebbe piaciuto avere Olga di fronte a me o a fianco a me, invece mi trovavo praticamente quasi sempre davanti un’obiettivo. La comunicazione, che è fatta di compresenza fisica, quindi, non è vera comunicazione se viene realizzata attraverso vari strumenti tecnologici.”

Come e più che in La migliore offerta, Tornatore dà fondo a tutta l’enfasi di cui il suo cinema è capace. Con un intreccio meno denso si concentra sul mondo interiore dei personaggi, le loro considerazioni, l’amore parlato più che quello mostrato o provato, con una pulizia visiva tipica della sua regia. L’impressione è che le trappole della retorica e della melassa siano la base del film che indugia sullo struggimento e sugli alti e bassi del sentimento. Peccato però che, in un continuo gioco di rimandi, la pellicola diventi troppo poco credibile, spezzando quella magia che all’inizio sembrava contraddistinguerla.

Guarda le foto del cast durante il photo call romano.  

About Federica Rizzo

Campana doc, si laurea in Scienze delle Comunicazioni all'Università degli Studi di Salerno. Web & Social Media Marketer, appassionata di cinema, serie tv e tv, entra a far parte della famiglia DarumaView l'anno scorso e ancora resiste. Internauta curiosa e disperata, giocatrice di Pallavolo in pensione, spera sempre di fare con passione ciò che ama e di amare follemente ciò che fa.

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