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Game Of Thrones 6×10, ‘The Winds Of Winter’: recensione

Season Finale di Game Of Thrones: Cersei sul Trono di Spade

La puntata finale di Game Of Thrones, andata in onda domenica 26 giugno 2016 in America, alza ancora di più il livello di una sesta stagione che sembrava non troppo convincente. Credevamo che dopo la memorabile battaglia tra i Bolton e gli Stark avremmo avuto un po’ di tempo per riprenderci, ma questa puntata lascia invece senza fiato, sia per la spettacolarità che per l’importanza dei contenuti.

Come già avevamo intuito Approdo del Re è al centro degli eventi. Con uno spettacolare e inaspettato capovolgimento delle parti Cersei si trova con il coltello dalla parte del manico; la sua vendetta è implacabile, perfettamente in linea con il personaggio. Non vengono risparmiati neppure Margaery Tyrell e il fratello Loras, vittime anch’esse dell’esplosione che distrugge completamente il tempio dove si era riunito il consiglio dell’alto Septon, capeggiato dall’Alto Passero. Con la morte dell’Alto Passero si chiude anche il Regno di Tommen. Il giovane Re infatti di fronte all’impotenza trova come unica via di fuga il suicidio e si getta dalla sua stanza. Jaime torna da Delta delle Acque ad Approdo del Re giusto in tempo per assistere alla cerimonia in cui Cersei (Lena Headey) viene nominata reggente dei Sette Regni. La scena si chiude con la donna che siede sul Trono di Spade (e sembra parecchio intenzionata a rimanerci).

Nel Nord la situazione rimane piuttosto stabile: Jon viene proclamato, non senza difficoltà, Re del Nord. Melisandre viene allontanata per aver incoraggiato il sacrificio della piccola Shireen, mentre Sansa declina la proposta di matrimonio di Lord Baelish. Tempo di grandi rivelazioni a proposito dell’albero genealogico degli Stark: Bran decide di esplorare più a fondo il passato del padre, e attraverso una visione assiste al parto di Lyanna, la sorella di Ned. La donna in fin di vita chiede al fratello di custodire il figlio, nascondendolo al marito Robert Baratheon. Non ci sono dubbi sul fatto che quel neonato altri non è che Jon Snow (Kit Harington), che quindi risulta essere discendente diretto degli Stark. Arya torna a Westeros e la sua prima azione è vendicare la memoria dei suoi cari uccisi durante il Red Wedding. Frey subisce quindi una crudele (ma giusta) sorte e viene sgozzato.

Non si poteva non chiudere con un evento destinato a rimescolare tutte le carte in tavola. Dopo la bellezza di sei stagioni finalmente assistiamo ai preparativi per la partenza di Daenerys (Emilia Clarke) per raggiungere il Continente Occidentale. Servendosi dell’alleanza degli uomini di Ferro esiliati e della flotta ottenuta dagli schiavisti, la giovane Targaryen è finalmente pronta per il lungo viaggio per mare. Per una questione puramente diplomatica impedisce a Daario di venire con lei (avere un’amante potrebbe allontanare infatti preziosi pretendenti, utili per consolidare un’alleanza), e nomina Tyrion suo Primo Cavaliere. La stagione si chiude quindi con la partenza della flotta, mentre si librano in cielo i tre draghi.

Le forze in gioco di Game Of Thrones ormai sono delineate: il Nord è nelle mani di Jon Snow, il Sud in quelle di Cersei. Ma è un equilibrio destinato a durare ben poco. Verso la Barriera infatti si dirige l’esercito degli Estranei, mentre dal mare giunge l’immenso esercito di Daenerys, frutto delle sue conquiste. I giochi di potere sono ormai finiti, una guerra senza fine si delinea all’orizzonte. Fino ad ora sono tre i candidati in grado di aspirare a sedere sul simbolo dell’intero continente di Westeros: il Trono di Spade.

About Edoardo Fasano

Edoardo Fasano
Studente di matematica e appassionato di serie tv. Continua a sperare che i suoi personaggi preferiti non muoiano, invano. Ascolta un po' di tutto, vede un po' di tutto.

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