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Doom: brutale, adrenalinico,frenetico – Recensione

Chi scrive è cresciuto con Doom. Ricordo ancora oggi l’adrenalina che provavo giocando a quello che poi sarebbe stata la pietra miliare di un genere (FPS), uccidendo pixel dalla forma demoniaca con le numerose armi letali presenti nel gioco sviluppato da Id Software.  Non avevo interesse nella trama, sapevo solo di essere su Marte e di dover ammazzare tutti i demoni presenti nell’area di gioco prima di passare al livello successivo. Al primo capitolo ne seguì un secondo, un terzo (che suscitò molte critiche anche a causa della scarsa ottimizzazione), un film (mediocre) e poi più nulla. Circa un anno fa l’annuncio di un nuovo capitolo, la speranza di giocare ancora una volta a Doom, di tornare per certi versi bambini. Oggi posso dire con assoluta certezza che Id Software ce l’ha fatta. E’ riuscita a modernizzare un prodotto, oggi distribuito da Bethesdadalle meccaniche ormai obsolete, adattandolo perfettamente all’industria videoludica odierna.  Promossi, ma non a pieni voti. Vediamo il perchè..

Doom recensione darumaview

Appena metterete mani sul vostro alter ego, capirete che in Doom non c’è tempo per riflettere. Bisogna uccidere e farlo velocemente. Vi sveglierete su un letto di pietra, tra candele, sangue e simboli demoniaci con alcuni demoni ad aspettarvi, un comitato di benvenuto alternativo. Avrete con voi solo la pistola, qualche rapido colpo e successivamente metterete le mani sull’armatura Praetor (bellissima), la vostra corazza, ed è a questo punto che sarete veramente pronti. Capirete di essere su Marte, e che qualcosa è andato storto. Toccherà a voi rimettere le cose al proprio posto, eliminare ogni singolo demone presente sul pianeta marziano e nell’inferno stesso, non importa il motivo, avrete sempre una buona ragione per piantare un proiettile in testa ad un Revenant.

Id Software ha riservato molte sorprese, sia per i nuovi giocatori che non conoscono la saga (o non hanno avuto la fortuna di viverla e giocarla venti anni fa) sia per i veterani ed i nostalgici. In questo nuovo capitolo di Doom, tornano vecchie conoscenze del mondo demoniaco (Imp, Revenant e Cyberdemon ad esempio) così come molte armi (una tra tutte: Il BFG). Quindi Doom è un semplice remake? Assolutamente no. Sono state introdotte alcune novità nel gameplay, come ad esempio le “finisher”. Danneggiando sufficientemente un nemico questi inizierà a barcollare illuminandosi ed è in quel momento che la pressione di un singolo tasto vi permetterà di finirlo in modo spettacolare e violento, regalandovi inoltre salute ed a volte munizioni. L’animazione della finisher cambierà in base alla vostra posizione ed alla parte del corpo del nemico a cui mirerete, rendendo il tutto vario ed estremamente gratificante. Proseguendo nel gioco troverete anche una motosega (si lo so, vi sta scendendo una lacrimuccia) che ad ogni kill vi regalerà un’animazione splendida in base al demone che ucciderete e qualche munizione.

Altra novità riguarda le armi. Tutte avranno una modalità di fuoco primaria e due secondarie. Queste saranno sbloccabili trovando all’interno del livello dei droni ed interagendo con i loro schemi. Come se non bastasse sarà possibile migliorarle proseguendo nella storia o completando sfide specifiche, amplificando a dismisura il potenziale  delle vostre portatrici di morte. Ho sinceramente apprezzato inoltre l’integrazione della “ruota”: potrete cambiare arma cliccando un semplice tasto. Questo aprirà una ruota con all’interno tutte le armi in vostro possesso ed inoltre rallenterà il tempo in gioco, molto utile in alcuni momenti quando magari terminerete i proiettili della vostra arma preferita (non è più presente la ricarica). Anche l’armatura Praetor sarà migliorabile, raccogliendo da alcuni cadaveri di soldati all’interno del gioco dei token. Questi vi permetteranno di aggiungere (o migliorare) abilità passive, rendendovi una macchina da guerra inarrestabile (o quasi).

doom recensione medio darumaview

Graficamente Doom è spettacolare. Le varie aree presenti nel gioco sono sviluppate su più livelli oltre ad avere un layout ben fatto, ma poco intuitivo ed a tratti frustrante. La difficoltà è ben calibrata e scala in modo sufficiente in base all’opzione scelta, difficilmente ci saranno punti ostici per il giocatore: se vi state facendo sopraffare, cambiate approccio, arma, studiate bene l’arena e non sottovalutate nessun nemico. Doom è frenetico, violento ed adrenalinico, la musica segue questo dogma accompagnandovi per tutta la durata dell’avventura in modo piacevole, mai invadente. Nessuno appunto quindi, Id Software ha incassato il colpo dopo il deludente lancio di Doom 3 (a causa dell’ottimizzazione del gioco penosa al lancio) facendo tesoro degli errori fatti in passato. La campagna single player ha una durata di circa dieci ore, ma il tutto varia in base a tre fattori: il livello di difficoltà scelto, la voglia o meno di scoprire ogni singolo segreto all’interno delle mappe ed il tempo che impiegherete a completare ogni sfida. Potenzialmente, per scoprire tutto (e fare tutto) ci vorranno almeno una ventina di ore, forse qualcosina in più. E come se non bastasse una volta terminata la campagna, potrete buttarvi nel multiplayer.

Per i nostalgici degli shooter arena anni 90′ (Quake ed Unreal Tournament tra tutti), Doom è il gioco che fa per voi. Seguendo il filone della campagna single player, anche qui la fa da padrone la velocità: nelle numerose modalità presenti (ma già viste in numerosi fps online), non resterete mai fermi. Cercherete in continuazione power up che vi aumenteranno in modo passivo alcune caratteristiche (ad esempio lo scudo di energia) e vi daranno un vantaggio negli scontri ravvicinati delle arene; medikit per ottenere un po’ di salute in più dopo uno scontro (non c’è altro modo, non si ricaricherà da sola) o le rune (vi permetteranno di trasformarvi in demone per circa un minuto, portando morte e distruzione tra le fila nemiche). Se su carta sembra tutto molto divertente, in realtà a conti fatti nella pratica così non è. Il bilanciamento non è perfetto (alcune armi sono decisamente più adatte al pvp rispetto ad altre) ed inoltre molte partite svolte si sono trasformate in una “caccia al power up o alla runa”, più che ad uno shooter arena.

doom recensione multiplayer darumaview

Possiamo dedurre quindi che il multiplayer sia l’unico lato negativo di Doom? No, purtroppo. Vi ho parlato delle finisher, e di come siano esse spettacolari ma devo aggiungere un appunto: semplificano troppo il gameplay. Durante l’animazione, infatti, sarete invincibili per circa due secondi. Spesso ho usato questo “trucco” per scappare da alcune situazioni complicate, cercando comunque di non abusarne (per mia personale scelta, nel gioco potrete usarle a vostro piacimento). Id Software da questo punto di vista avrebbe dovuto mettere delle limitazioni, tenendo conto che la finisher oltre al salvarvi la pelle in più di una occasione vi darà anche medikit e munizioni. Altra nota stonata la possibilità di visionare sulla mappa tutti i segreti ed i power up. Avrei preferito essere all’oscuro della loro posizione, in modo tale da amplificare il roaming all’interno del livello. Sapere già la loro posizione rende vana l’esplorazione, portando chi gioca ad andare dritto al punto. Menzione finale per SnapMap. Se da una parte la possibilità di creare mappe personalizzate rende Doom praticamente infinito, dall’altra ho notato una certa difficoltà nell’utilizzo del pad (rispetto a mouse e tastiera) oltre al sistema stesso poco intuitivo. Magari ci torneremo più avanti, provandolo con più attenzione e perchè no, condividendo una nostra creazione con tutti voi.

DOOM – La verità sulla versione Console (a cura di Davide Belardo):

Abbiamo avuto la possibilità di giocare anche con l’edizione per console(PS4). Inutile dire che messe sotto la lente d’ingrandimento le due versioni sono praticamente imparagonabili: la pulizia dell’immagine, l’incremento del dettaglio, gli effetti particellari e il blur , anche solo su PC di fascia medio-alta, sono oggettivamente un’altra cosa. Sebbene questa considerazione sia ovvia e sacrosanta, la versione PS4 ci ha particolarmente colpito per il bilanciamento e l’ottimizzazione. Id Software ha fatto veramente un ottimo lavoro in sede di conversione, trovando il giusto compromesso tra l’impatto grafico, veramente ottimo, e una fluidità costante dei 60fps, salvo rallentamenti minimi. Un titolo capace di rullare di brutto e di mostrare i muscoli della console di casa Sony.

Grazie all’utilizzo del pixel-count dinamico, la risoluzione di rendering viene regolata durante il gioco in base al carico di lavoro per massimizzare le prestazioni. Con questa accortezza l’output della console Sony è costantemente fisso sui 1080p con solo degli sporadici cali nelle situazioni più caotiche. Il lavoro di ottimizzazione tuttavia non si è limitato solo all’impatto tecnico ma anche al bilanciamento della giocabilità del titolo che, anche senza l’utilizzo di mouse e tastiera, risulta veramente pregevole. Tra i difetti più marcati di questa edizione per PS4, abbiamo riscontrato dei tempi di caricamento che variano tra i 30 e i 40 secondi durante ogni mappa o di 20 secondi per il caricamento di un checkpoint. Tempistiche tutto sommato sopportabili ma che oggettivamente possono infastidire il ritmo di gioco e il giocatore. Comunque parliamo di piccolezze per un titolo veramente spettacolare.

Chi scrive è cresciuto con Doom. Ricordo ancora oggi l'adrenalina che provavo giocando a quello che poi sarebbe stata la pietra miliare di un genere (FPS), uccidendo pixel dalla forma demoniaca con le numerose armi letali presenti nel gioco sviluppato da Id Software.  Non avevo interesse nella trama, sapevo solo di essere su Marte e di dover ammazzare tutti i demoni presenti nell'area di gioco prima di passare al livello successivo. Al primo capitolo ne seguì un secondo, un terzo (che suscitò molte critiche anche a causa della scarsa ottimizzazione), un film (mediocre) e poi più nulla. Circa un anno fa…
Commento Finale - 87%

87%

Consigliato!

A distanza di anni, Doom è tornato e l'ha fatto nell'unico modo che conosce: in modo spettacolare! Id Software è riuscita ad amalgamare bene un concept ormai vecchio al nuovo mercato, dando nuova vita alla propria IP storica. Una semplificazione forse troppo pronunciata ed un multiplayer non proprio all'altezza tolgono qualche punto alla valutazione finale. Peccato, poteva essere un capolavoro ma ve lo raccomandiamo calorosamente.

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About Ottavio Coscarella

Ottavio Coscarella
Ha iniziato a videogiocare con Ghosts'n Goblins ed un vecchio Commodore 64 e non ha mai smesso. The Legend of Kyrandia e Monkey Island sono i giochi a cui è legato, World of Warcraft quello su cui ha passato anni interi. Reputa sopravvalutati Assassin's Creed e GTA, mentre combatte da anni per Binary Domain e Deadly Premonition.

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