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Cinquanta sbavature di nero di Michael Tiddes – Recensione Film

Arriva in sala “Cinquanta sbavature di nero” di Michael Tiddes parodia del film tratta dai chiacchieratissimi romanzi di E.L. James, autrice della serie “Cinquanta sfumature”. 

È necessario innanzitutto non soffermarsi sul perché dell’esistenza di questo film, è inutile indagare il suo significato ideologico o la sperare che aggiunga qualcosa di concreto alla nostra esistenza. “Cinquanta sbavature di nero” esiste perché le persone che lo hanno ideato hanno in mente unicamente il denaro. Detto ciò, il film è guardabile, certo non arricchirà la conoscenza di nessuno, ma può risultare vagamente divertente se ci si vuole svagare per novanta minuti.

Il suo problema principale non è tanto la sua bassezza intellettuale, quanto il fatto che gli autori non hanno abbracciato l’etichetta di parodia demenziale, creando una sceneggiatura debole, poco divertente e poco azzardata. La trama è identica a quella del film originale, scena per scena, inquadratura per inquadratura, con l’aggiunta di rare trovate non sempre riuscite. Le gag comiche sono poco frequenti per un prodotto del genere e tutte incredibilmente soft e troppo corrette. Certo, qualche risata spensierata non manca, ci sono momenti di vaga comicità ma da una scimmiottatura è lecito aspettarsi più entusiasmo e trasporto nell’esagerazione demenziale. I riferimenti alla pop colture e a film recenti suscitano un vago sorriso, ma nulla che ricordi le grasse risate dell’indimenticabile “Scary Movie“.

Là dove “Cinquanta sfumature di grigio” si prendeva incredibilmente sul serio, rendendosi ridicolo da solo e suscitando un’inevitabile ilarità nello spettatore, “Cinquanta sbavature di nero” è assolutamente consapevole delle sue debolezze e non fa nulla per rinforzarle. Le parodie sono piacevoli e divertenti quando ricalcano demenzialmente quello che non funzionava nei film originali, quelle pecche che lo spettatore percepisce ma non identifica totalmente, amplificandole e facendosene beffa. In questo caso già l’originale era la presa in giro di se stesso, non occorreva creare un film per ricalcare tutti gli aspetti palesemente ridicoli della sua trama e messa in scena.

About Alice De Falco

Innanzitutto è fondamentale dire che prova molto imbarazzo nel descriversi in terza persona, ma cosa non si fa per la gloria. Al mondo da fine 1996, fa le scuole (come tutti) e poi le finisce (come quasi tutti), dicendo addio al liceo scientifico e ciao al magico mondo del cinema. Da grande vuole fare la regista, avere un sacco di soldi e possibilmente sposare Wes Anderson anche se è un po’ brutto.

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