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The Witcher 3, Blood and Wine chiude la trilogia? – Recensione

E così siamo giunti ai saluti. La splendida saga dello Strigo con tutta probabilità si chiuderà con Blood and Wine, l’ultimo DLC di CD Projekt per The Witcher 3: Wild Hunt, capitolo conclusivo della trilogia nata nel 2007 grazie alla passione ed alle idee del team polacco. Degna conclusione di una delle saghe più belle ed appassionanti degli ultimi anni? Scopriamolo insieme.

blood and wine the witcher 3 touissant

Una premessa è doverosa: Blood and Wine è in assoluto il DLC più vasto del panorama videoludico. A memoria non ne ricordo uno con così tante aggiunte ed ore di gioco, e si tratta a conti fatti di un acquisto obbligatorio per tutti coloro che hanno giocato (ed amato) The Witcher 3: Wild Hunt. La storia, così come in Heart of Stone, non aggiunge elementi al plot originale ma si sviluppa in parallelo con esso, in una nuova regione (Touissant) completamente ignara della Caccia Selvaggia e dell’impero Nilfgaardiano. Questo rende possibile giocare Blood and Wine anche se non si è concluso il gioco (come requisito però richiede almeno la conclusione del primo atto) anche se il mio consiglio è di terminare prima la campagna principale e solo successivamente concentrarsi sul DLC che richiede un livello comunque superiore al 30 (con equipaggio adatto, ovviamente). Per i più pigri sarà possibile iniziare direttamente Blood and Wine ottenendo un Geralt con un livello adeguato ed equipaggiamento medio (oltre a numerosi punti abilità da spendere).

Tra le colline di Touissant, una bestia assetata di magia inizierà a commettere omicidi casuali (a prima vista) e starà a Geralt scoprire il collegamento tra essi. Senza spoilerarvi nulla vi dico che serviranno almeno 35/40 ore per completare tutto Blood and Wine. A differenza di Heart of Stone, infatti, il DLC sviluppato da CD Projekt ha una mole di quest secondarie, mini giochi e collezionabili, impressionante.

blood and wine the witcher 3 conclusione

Oltre alla narrativa, come sempre impeccabile, in Blood and Wine anche il gameplay trae beneficio dalla passione del team di sviluppo polacco, grazie all’introduzione di nuove meccaniche. Un’interfaccia migliorata (chiesta a gran voce dalla community) ed un sistema di mutazioni svecchiato renderanno la personalizzazione di Geralt meno frustrante e più profonda. Spendendo talenti e mutageni maggiori avremo la possibilità di ottenere ben dodici nuove mutazioni e relativi bonus passivi inediti oltre a quattro talenti aggiuntivi ai dodici già disponibili (resta immutato il limite del colore). Alla personalizzazione delle mutazioni, Blood and Wine aggiunge una pletora di armi ed equipaggiamenti (tra cui un nuovo completo, quello della Manticora), la possibilità di tinteggiare i vecchi set, un sistema di housing (potrete acquistare e restaurare un’azienda vinicola) oltre ad un nuovo bestiario ed a veri e propri boss.

Dal punto di vista tecnico, Blood and Wine segue la scia di The Witcher 3: Wild Hunt graficamente impeccabile e con un sonoro all’altezza. Esplorare le viti e le colline di Touissant sarà un piacere per gli occhi e per le orecchie (sono stati introdotti tra l’altro brani inediti). Fatelo vostro, non ve ne pentirete.

E così siamo giunti ai saluti. La splendida saga dello Strigo con tutta probabilità si chiuderà con Blood and Wine, l'ultimo DLC di CD Projekt per The Witcher 3: Wild Hunt, capitolo conclusivo della trilogia nata nel 2007 grazie alla passione ed alle idee del team polacco. Degna conclusione di una delle saghe più belle ed appassionanti degli ultimi anni? Scopriamolo insieme. Una premessa è doverosa: Blood and Wine è in assoluto il DLC più vasto del panorama videoludico. A memoria non ne ricordo uno con così tante aggiunte ed ore di gioco, e si tratta a conti fatti di un…
Commento Finale - 90%

90%

Se avete amato The Witcher 3, Blood and Wine deve essere vostro. La mole di contenuti aggiuntivi introdotta nella fiabesca atmosfera di Touissant vi impegnerà per ore ed ore. Una conclusione degna di una saga epica.

User Rating: 3.85 ( 1 votes)

About Ottavio Coscarella

Ha iniziato a videogiocare con Ghosts'n Goblins ed un vecchio Commodore 64 e non ha mai smesso. The Legend of Kyrandia e Monkey Island sono i giochi a cui è legato, World of Warcraft quello su cui ha passato anni interi. Reputa sopravvalutati Assassin's Creed e GTA, mentre combatte da anni per Binary Domain e Deadly Premonition.

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