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Battleborn, Gearbox si mette in discussione: la nostra recensione

Recensire un gioco particolare, per certi versi unico, non è mai semplice. Gearbox, dopo Borderlands, è riuscita con Battleborn a creare un ibrido fps-moba ben fatto, caratteristico e piacevole. Si differenzia totalmente da Overwatch, in uscita il 24 Maggio, anche se erroneamente i due giochi vengono messi in concorrenza. Basta lo stile grafico “cartoon” e la presenza di eroi a rendere due prodotti simili? Assolutamente no, ed ora capirete il perché.

battleborn incursione sentinella darumaview

Battleborn ha una trama ed una campagna. Molti lo dimenticano e comprendiamo che in questo tipo di gioco sia solo un accessorio, ma è presente e giocabile sia in single player, sia in gruppo (massimo cinque giocatori). Composta da otto missioni della durata totale di circa otto ore, la campagna di Battleborn permette al giocatore di prendere confidenza con il sistema di gioco, con gli eroi e con le meccaniche fondamentali successivamente nei match player vs player in multiplayer. Ogni missione sarà caratterizzata da varie fasi: dallo sconfiggere orde di nemici, al raggiungimento di determinati obiettivi fino alle boss fight, una buona varietà che comunque tenderà alla noia se giocata in single player (già a metà gioco) e con una difficoltà non proprio lineare (le ultime missioni sono toste, molto, forse troppo). Dal nostro punto di vista giocatela prima di buttarvi nella mischia, vi darà modo di provare eroi oltre a sbloccare alcuni potenziamenti (oggetti) che vi saranno molti utili nelle partite pvp. Inoltre Gearbox permette di approfondire l’universo di Battleborn con dei fumetti reperibili nel sito ufficiale del gioco, ben fatti e piacevoli.

Dal punto di vista tecnico, il gioco è ben prodotto. Graficamente Battleborn è piacevole alla vista ed anche il doppiaggio in italiano è ben fatto. Su PC abbiamo riscontrato un buon frame, anche nelle occasioni più concitate, trovando qualche problema esclusivamente in una mappa multiplayer (Scaglione, in modalità Incursione). Gli eroi avversari sono ben distinguibili dal background a differenza delle orde di mob (spesso ci siamo chiesti chi ci colpiva, perdendo due/tre secondi fondamentali in alcuni frangenti). Le mappe nella campagna sono varie, così come nel pvp anche se il loro layout troppo spesso è solamente orizzontale (Gearbox avrebbe potuto osare di più in questo caso).

battleborn incursione pvp darumaview

Arriviamo al punto cruciale del gioco: eroi e pvp. Battleborn vi porta in una battaglia tra cinque fazioni (Consorzio, Eldrid, Impero Jennerit, Repubbliche Unite della Pace e Rinnegati) per la conquista della stella Solus. Ogni eroe è ben caratterizzato ed è dotato di tre abilità attive: due disponibili da subito, la terza sbloccabile salendo di livello nel match. Oltre alle abilità, il vostro alter ego avrà anche un ruolo ben specifico (Supporto, Difesa ed Attacco), e comprenderlo vi eviterà prestazioni disastrose nelle partite multiplayer. Spesso, infatti, abbiamo notato come l’utenza scegliesse un eroe “a caso” senza preoccuparsi minimamente del ruolo. Un errore che di norma portava il proprio team ad una sconfitta schiacciante. Partirete con 7 eroi disponibili, man mano sbloccherete gli altri salendo di livello o completando alcune missioni, per un totale di 25. Non abbiamo trovato gravi pecche nell’equilibrio dei Battleborn: ognuno di essi ha i suoi pro ed i suoi contro, magari dando il meglio di se in alcune modalità rispetto ad altre, così come nelle mappe. Non siamo stati “obbligati” a scegliere quei due/tre eroi perchè decisamente più utili e/o forti rispetto ad altri. Provarli tutti aumenta a dismisura la longevità del titolo, rispetto alla campagna, ed è una cosa che consigliamo fortemente.

Nel match dovrete tenere conto di altri due fattori: Helix ed Oggetti. I primi sono dei veri e propri talenti che andranno a modificare le vostre abilità, aggiungendo effetti o potenziando i modificatori del danno. Partirete con una scelta di due Helix per livello, ma giocando assiduamente con il vostro eroe sbloccherete una terza scelta per ogni livello. Gli oggetti invece verranno scoperti all’interno dei bauli (acquistabili con la moneta in game) e proseguendo con la campagna principale.  Ogni eroe ha la possibilità di equipaggiarne tre e per l’attivazione dovrete utilizzare le “schegge” recuperabili all’interno del match. Questa meccaniche sono stranote ai giocatori di MOBA, mentre oscure a chi si è avvicinato a questo universo per la prima volta. Dopo alcune partite, comunque, comprenderete bene il sistema anche se per padroneggiarlo avrete bisogno di tempo.

Le modalità presenti al momento (altre arriveranno in futuro, come promesso da Gearbox) sono: Cattura, Incursione e Fusione. Cattura è la classica modalità ad obiettivi, senza sentinelle ed orde di mob da abbattere (per fare un esempio, Battleborn si tramuterà magicamente in un cod-like). Incursione cambia completamente le modalità di approccio, oltre alle meccaniche di gioco. Qui avrete minion da abbattere e difendere, campi mercenari da conquistare e sentinelle da abbattere per vincere la partita. E’ la modalità che più ricorda i MOBA e dove inoltre la composizione del team è assolutamente fondamentale. Inoltre, ogni base avrà dei potenziamenti da attivare in cambio di schegge, per rafforzare le proprie difese e/o ottenere buff alla velocità,salute e scudo. Fusione è forse la modalità più interessante e nuova. Dovrete scortare dei minion verso l’inceneritore nemico (che man mano si sposterà sempre più verso la base nemica, rendendo il tutto più difficile) proteggendoli dagli eroi nemici. I minion spawneranno ogni minuto, ed anche qui come in Incursione, un team ben strutturato avrà maggiori possibilità di vittoria rispetto ad uno fatto completamente a caso.

battleborn matchmaking fail darumaview

Parliamo ora dei difetti di Battleborn. Se dal punto di vista tecnico e della varietà, Gearbox ha fatto un buon lavoro, non si può dire altrettanto del sistema Matchmaking del Pvp. Oltre ad essere decisamente lento (sia su pc, sia su playstation 4), troppo spesso il sistema non creerà squadre equilibrate. Nelle numerose partite fatte ci siamo trovati di fronte un team di livello medio 40, con noi che arrivavamo a fatica al 15. Se da un lato questo non significa sconfitta certa per vari fattori (il livello sale anche facendo esclusivamente co-op pve), chi ha un livello maggiore avrà sicuramente più oggetti (e di maggior pregio) partendo sicuramente con un vantaggio.

Recensire un gioco particolare, per certi versi unico, non è mai semplice. Gearbox, dopo Borderlands, è riuscita con Battleborn a creare un ibrido fps-moba ben fatto, caratteristico e piacevole. Si differenzia totalmente da Overwatch, in uscita il 24 Maggio, anche se erroneamente i due giochi vengono messi in concorrenza. Basta lo stile grafico "cartoon" e la presenza di eroi a rendere due prodotti simili? Assolutamente no, ed ora capirete il perché. Battleborn ha una trama ed una campagna. Molti lo dimenticano e comprendiamo che in questo tipo di gioco sia solo un accessorio, ma è presente e giocabile sia in…
Commento Finale - 75%

75%

Divertente!

Battleborn è un buon prodotto e lo consigliamo. Diverso da Overwatch, molto simile ad un MOBA, il supporto futuro di Gearbox deciderà il destino del gioco. Nelle ore passate in compagnia di eroi e sentinelle, ci siamo divertiti, nonostante il matchmaking ogni tanto abbia creato frustrazione. Per chi ha passato ore ed ore su League of Legends e Dota, Battleborn sarà qualcosa di già visto ma con una meccanica shooter in più. I nuovi giocatori, invece, incontreranno alcune difficoltà, superabili comunque dopo qualche ora di gioco.

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About Ottavio Coscarella

Ha iniziato a videogiocare con Ghosts'n Goblins ed un vecchio Commodore 64 e non ha mai smesso. The Legend of Kyrandia e Monkey Island sono i giochi a cui è legato, World of Warcraft quello su cui ha passato anni interi. Reputa sopravvalutati Assassin's Creed e GTA, mentre combatte da anni per Binary Domain e Deadly Premonition.

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