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Operazione U.N.C.L.E. di Guy Ritchie – Recensione Film

Girato per buona parte in Italia, tra Roma e Pozzuoli, “Operazione U.N.C.L.E.”di Guy Ritchie (Snatch), è l’adattamento cinematografico di una serie di successo, “Organizzazione U.N.C.L.E“, andata in onda negli anni ’60 tra il 1964 e il 1968. Caratterizzato da una sceneggiatura a metà strada tra la commedia e il noir, ormai marchio di fabbrica dell’ex marito di Madonna visto anche il successo della saga di “Sherlock Holmes”, il film è un perfetto mix tra stile fumettistico, molto lontano dalla serie originale, ed un canonico lungometraggio modello James Bond composto da colpi di scena al ritmo di spie e controspioni.

Quando un agente segreto incontra Guy Ritchie la linea di demarcazione della realtà narrativa viene definitivamente spazzata via da una spy story, tanto ironica quanto efficace nel proporre il giusto tasso di azione e adrenalina. “Operazione U.N.C.L.E.” è elegante nella sua estetica e nella disinvoltura con la quale mescola la cultura pop degli anni ’60 alla modernità del ritmo narrativo moderno. Confronto Stati Uniti contro URSS marcato dal senso del ridicolo affidato alle riuscite interpretazioni di Henry Cavill (Napoleon Solo) e Armie Hammer (Illya Kuryakin) abili nel prestare il volto a due perfetti agenti segreti infallibili quanto sbruffoni, parodia di se stessi e delle loro nazioni. Splendida la colonna sonora affidata al compositore Daniel Pemberton e ad una selezione di brani che vede anche la presenza della memorabile “Che Vuole Questa Musica Stasera“ del nostro Peppino Gagliardi.

Pellicola spassosissima che sa essere anche eccitante, oltre ai due belli imbusti protagonisti trovano spazio le bellezze di Alicia Vikander e Elizabeth Debicki, e che grazie al suo fascino visivo seduce lo spettatore nonostante una sceneggiatura attratti confusa. In attesa di un seguito che sarà determinato dal successo al botteghino, la guerra fredda non è mai stata così divertente ed elegante.

About Davide Belardo

Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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