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No escape - Colpo di Stato - 04

No Escape: Colpo di Stato di John Erick Dowdle – Recensione Film

“No Escape – Colpo di stato” è un film d’azione ambientato nel sudest asiatico, durante un fantomatico colpo di stato, che tanto ricorda i tumulti in Thailandia di qualche anno fa e molto richiama alla mente la situazione assai confusa della fu Birmania.

Il plot è ridicolo: una famiglia texana si trasferisce nell’esotica location a causa del nuovo lavoro del babbo. La mamma non è molto contenta e le due bambine sono, fondamentalmente, due enormi rompiscatole capricciose. Il primo giorno conoscono un britannico di mezza età ed il suo amico autista, molto pratici dei luoghi e subito dopo c’è il colpo di stato. Da lì in poi sarà una lotta contro il tempo e contro i rivoltosi per attraversare la frontiera vietnamita in cerca di salvezza. Perchè ad Hanoi dovrebbero essere contenti di salvare la vita a 4 yankees poi è il quarto mistero della fantapolitica, però noi ci fidiamo…..

Trama essenziale, ridotta all’osso e poco approfondita. Nessun riferimento socio politico ai motivi della rivolta, però come al solito il riottoso è una bestia che uccide a sangue freddo, come ti sbagli. Già dopo 10 minuti le figlie risultano insopportabili e ci si trova a fare il tifo per una loro rapida dipartita, se non altro per limitarne le sofferenze, tra piedi che fanno male, mi scappa la pipì ed ho fame vari. La moglie, interpretata da una splendida Lake Bell, da piagnucolosa e fastidiosa zavorra si trasforma in breve tempo in macchina da guerra, non senza qualche lettura tatticamente sbagliata di varie situazioni. In ogni caso merita di andare avanti fino al prossimo livello. Owen Wilson è pazzesco: riesce ad interpretare un film di Wes Anderson, una commedia con Vince Vaughn o un action modello Behind enemy lines  senza cambiare mimica facciale. Anche stavolta non fa eccezione, strepitoso nel suo essere uomo medio alle prese con un cataclisma, da ingegnere a guerriero in 5 secondi netti. Veniamo all’unico, vero, credibile personaggio del film: James Bon….ehm…Pierce Brosnan. Ormai schiavo del ruolo dell’agente segreto, incapace di essere cattivo dai tempi di Quarto Protocollo, viene sgamato già alla prima inquadratura: presentatosi come lascivo turista britannico, risulta credibile in quei panni quanto potrei esserlo io, entusiasta, ad una retrospettiva dell’opera omnia di Ferzan Ozpetek. A metà film avrà salvato la vita dell’allegra famigliola almeno tre volte.

I fratelli Dowdle, John e Drew, regista e sceneggiatore, non mi sembrano pessimi cineasti. Per carità, non siamo di fronte a qualcuno che farà la storia della settima arte, i loro precedenti lavori sono quasi tremendi, però il film è, registicamente, accativante. Buon ritmo, buon tema sonoro, adrenalina sempre a mille, avvenimenti frenetici, soggettive e riprese spetacolari come se piovesse, corsa, pallottole. Tutto quello che manca nella scrittura e nei dialoghi viene recuperato attraverso il ritmo e gli escamotages registici.

La fotografia è quella classica da action movie a 200 all’ora, patinata quanto basta, non sgranata ed utile a mettere a fuoco movimenti molto veloci ed inquadrature che rimangono ferme pochissimi secondi.

Il film è più che sufficiente, frutto della media tra il 3 della scritura e l’8 del ritmo e della realizzazione. Un buon action movie da blockbuster e venerdì sera piovoso, consigliato agli amanti del genere senza aspettative ed alternative ed agli spettatori generalisti.

About Davide Villa

Davide Villa
Più di trenta e meno di quaranta. Ama: Il punk Rock, l'as Roma, Tarantino, Maurizio Merli, Stallone, Schwartzy, Indiana Jones, Spielberg, Lenzi, Leone, John Milius e gli action movie. Odia: la juve, le camicie nere, Servillo, Lynch e Lars Von Trier. Film preferiti: Giù la testa, Bastardi senza gloria, Troppo forte, Compagni di scuola, Milano Calibro nove. Doti innate: la modestia, l'eleganza e la sobrietà. Difetti: pochi e di scarsa importanza.

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