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Maraviglioso Boccaccio di Paolo e Vittorio Taviani – Recensione Film

Il testo del “Decamerone” scritto da Giovanni Boccaccio nel XIV secolo è una delle pagine di letteratura italiana più celebre e più famosa nel mondo. Studiato tra i banchi di scuola da generazioni di alunni, le sue novelle hanno influenzato schiere di artisti, entrando nell’immaginario collettivo e nel gergo comune. Sarebbe superfluo dilungarsi sull’importanza di una tale opera, tuttavia cosa assai più utile è valutare cosa ancora si può raccontare su questo testo, quale punto di vista si può assumere per rileggere il capolavoro di Boccaccio e adattarlo ad altri linguaggi, come ad esempio il cinema. L’opera boccaccesca contiene in sé un’infinità di spunti, riflessioni, novelle, linguaggi, tematiche che forse ancora non sono stati trattati e analizzati a dovere. Pasolini a suo tempo tentò di dare uno sguardo nuovo, forse non condivisibile, ma tuttavia personale.

Nel 2015 i fratelli Taviani alla soglia degli ottantacinque anni, reduci dal successo a Berlino di “Cesare deve morire”, decidono di prendere la suddetta opera e non fare altro che tradurla così com’è  sullo schermo raccontando  5 delle 100 novelle, corredate da una banale e bucolica cornice. Tuttavia sono troppe le domande che sorgono spontanee dopo la vista de “Maraviglioso Boccaccio”, sono troppi gli interrogativi per un film che non ha alcuna carta da giocarsi, che trasuda fiction e, persino, amatorialità da tutte le inquadrature. Qual è il punto di vista dei Taviani sull’opera boccaccesca? Che bisogno c’era di raccontare ancora una volta il Decamerone? Qual è il senso di un’operazione tanto sterile, vuota e terribilmente priva di spessore? Perché continuare a fare film se iniziano a mancare le idee?

“Maraviglioso Boccaccio” è il peggior cinema italiano: non quello brutto e sporco che conserva in sé una propria dignità, non quello comico e trash che ha in ogni modo intenti da botteghino, ma quello kitsch che si ammanta di sterile autorialità, ma che alla fine non è altro che fiction targata Rai (che compare tra i produttori). I limiti del film risiedono prima di tutto nella scelta del progetto stesso, come abbiamo già detto, per poi proseguire nella regia scialba, nella fotografia da soap opera, nelle scenografie povere, nell’uso degli attori e dell’attorialità, nella sensazione di incompiutezza e di vuoto che si prova dopo la proiezione.

Nonostante i Taviani cercano di strizzare l’occhio allo spettatore attraverso l’uso di attori di richiamo come Riccardo Scamarcio, Vittoria Puccini, Carolina Crescentini, Paola Cortellesi (il suo è l’unico episodio degno di nota) e Lello Arena “Maraviglioso Boccaccio” è qualcosa che ancora peggio di un film brutto. E’ un film inutile.

Evitatelo come la peste.

About Lorenzo Giovenga

Lorenzo Giovenga è un giovane regista italiano. Esordisce nel 2009, insieme al collega e amico Giuliano Giacomelli, col lungometraggio horror “La Progenie del Diavolo“. Insieme, sempre nel 2009, firmano anche i cortometraggi “Pianto Rosso” e “Voce dall’Inferno“. Nel 2011 fonda insieme a Giuliano Giacomelli e Lucio Zannella la Rec-Volution Lab.

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