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Malala-2015-03

Malala di Davis Guggenheim – Recensione Film

“Malala” è un interessante documentario del premio Oscar Davis Guggenheim sulla più giovane Premio Nobel per la Pace della storia. La pellicola si ripropone di raccontare l’adolescente in tutte le sue sfaccettature, partendo dalla storia del suo nome, all’attentato, alla sua vita “normale” in Inghilterra, alle continue campagne che porta avanti in tutto il mondo.

E’ un film ben realizzato che non annoia mai, anzi, riesce a destare nel pubblico una curiosità nuova nei confronti della protagonista. Ci fa entrare nella vita di Malala, permettendoci di conoscere più a fondo una figura che sentiamo tutto sommato distante, data la sua importanza. E’ con grande sensibilità che ci avviciniamo al personaggio di una ragazza normale, che, grazie all’educazione fornitela dei genitori, ha trovato il coraggio di parlare. Non solo è la figura della protagonista ad essere approfondita infatti, anche quelle dei familiari sono descritte molto dettagliatamente. Apprendiamo che già il padre portava avanti con coraggio la battaglia sull’istruzione, mentre la madre, con la sua silenziosa forza, è riuscita a dare coraggio alla figlia, rendendo tangibile quello che tante bambine pakistane stavano affrontando. Proprio grazie alla grandezza di entrambi i coniugi, Malala ha imparato l’importanza del proprio pensiero e delle proprie parole.

E’ infatti la “parola” l’elemento chiave di tutto il documentario, il motore che ha azionato una storia che cambierà il mondo. Già da come vengono rappresentate appunto le parole nelle bellissime scene di animazione, ne percepiamo l’importanza. Sono delle lingue di fuoco che escono dalle bocche di chi parla, delle lingue di fuoco che, come dice il padre Ziauddin “infuocano gli animi”. Buona la scelta di raccontare il passato dei protagonisti attraverso disegni animati, il modo migliore per descrivere un mondo tanto ricco e bello, ormai dilaniato dalla violenza.

Le storie raccontate sono ben selezionate e forniscono un quadro completo della vicenda di Malala fino ad oggi. L’opera rende tangibile quello che per noi, come cultura occidentale, è quasi utopico. Non capiamo quanto sia ingiusto essere discriminati in base al genere, o meglio se lo capiamo è comunque in minima parte. Grazie al documentario percepiamo cosa voglia dire essere tagliati fuori da una cosa immensa come l’istruzione. Come ci sentiremmo (maschi e femmine) se ci venisse negato il diritto di andare a scuola? Certo a nessuno piace fare i compiti, ma cosa vorrebbe dire non poter imparare? E’ grazie a questi interrogativi, grazie alla visione del documentario, che riusciamo ad apprezzare maggiormente la battaglia che Malala e le persone accanto a lei stanno portando avanti. 

About Alice De Falco

Innanzitutto è fondamentale dire che prova molto imbarazzo nel descriversi in terza persona, ma cosa non si fa per la gloria. Al mondo da fine 1996, fa le scuole (come tutti) e poi le finisce (come quasi tutti), dicendo addio al liceo scientifico e ciao al magico mondo del cinema. Da grande vuole fare la regista, avere un sacco di soldi e possibilmente sposare Wes Anderson anche se è un po’ brutto.

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