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Lo chiamavano Jeeg Robot – Gabriele Mainetti e il Cast alla Festa del Cinema di Roma

E’ stata sicuramente la sorpresa della Festa del Cinema di Roma, Lo chiamavano Jeeg Robot, film che racconta la storia di Enzo Ceccotti, un malvivente che entra in contatto con una sostanza radioattiva a causa della quale scopre di avere una forza sovraumana. Ombroso, introverso e chiuso in se stesso, Enzo accoglie il dono dei nuovi poteri come una benedizione per la sua carriera di delinquente. Tutto cambia quando incontra Alessia, convinta che lui sia l’eroe del famoso cartone animato giapponese Jeeg Robot d’acciaio.

Accolto con grande entusiasmo, abbiamo incontrato il regista Gabriele Mainetti e i tre protagonisti del film: Claudio Santamaria, Ilenia Pastorelli e Luca Marinelli.

Ho notato che i personaggi sono denotati da colori e da oggetti che li contraddistinguono…

“Colori, ambientazioni riprendono i caratteri dei personaggi, per cui volevo che Alessia (Ilenia Pastorelli) fosse una sorta di arcobaleno che entra in questa vita buia del protagonista e poi invece lo spazio dello Zingaro interpretato da Luca (Marinelli) è pieno di tutti quei guinzagli, ganci, un ambiente spinoso, un pò ostile dove domina un colore solo che è rosso, che è il colore della follia che lo contraddistingue.”

Qual’è il segreto della libertà creativa che ho respirato in questo film?

“Produrselo da soli. Si, in realtà questo mi ha dato molta libertà. Rai cinema mi ha dato la spinta iniziale per sviluppare il progetto poi io ho cercato di sensibilizzare qualche produttore coraggioso ad intraprendere questo viaggio folle. Rai cinema fortunatamente mi ha dato questo input iniziale e poi nel tempo abbiamo costruito la produzione che è durata quasi 3 anni e questo ti da la libertà, un’incoscienza, non avevamo nemmeno un distributore annesso, però ero guidato dalla folle idea che qualcuno lo avrebbe apprezzato.”

 Luca Marinelli perchè ci si affeziona al personaggio dello zingaro?

“Io mi sono divertito a leggerlo e ad interpretarlo perchè era fantasticamente scritto. Ci si appassiona perchè forse si vede che è uno che prende delle strade sbagliate ma che alla fine ha qualcosa sotto.”

Gabriele Mainetti: “Se posso aggiungere perchè il personaggio ha delle fragilità. Tendenzialmente i cattivi vengono descritti come cattivi punto. Invece lui ha una grande fragilità, ha un’ambizione, un bisogno di essere qualcosa. Ha delle esigenze che hanno quasi tutti. tutti siamo in vetrina con i vari social e lui più di tutti.”

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Claudio Santamaria, credo che il tuo ruolo sia una grande metafora e mi chiedevo se tu hai mai riflettuto sui super poteri e se li avessi cosa faresti in questo momento?

“Sin da piccolo ho guardato e ammirato film di Super eroi e cosa farei….beh entrerei di potenza in Parlamento e poi lì quello che succede non lo so. E’ una figura che mi ha sempre affascinato, il primo che ho amato è stato Spiderman che rappresenta un po il ragazzo qualunque che acquisisce questi poteri. Il supereroe rappresenta la speranza che abbiamo tutti della ricerca di Dio anche, in qualche modo, Dio potrebbe essere un supereroe, un uomo che può tutto sulla terra.”

E’ stata una donna a ricordargli che i super poteri che ha può utilizzarli per far qualcosa di buono, è stata una scelta voluta di far partire tutto questo dalla donna?

“L’immagine femminile è fondamentale, nel senso che il personaggio di Claudio (Santamaria) è uno sfiduciato, una persona che è cresciuto in un ambiente difficile, faticoso, ha scelto, probabilmente perchè ci si trovava, una strada che poi capiamo non gli appartiene perchè non riesce come criminale, non ha ambizioni criminali importanti. Il rapporto con l’altro è fondamentale, un vero rapporto profondo gli apre questa corazza e si accorge del resto del mondo. Paradossalmente in Spiderman non è così perchè lui dice a lei non posso, perchè questo rapporto mi impedisce di aiutare gli altri, invece qui è solo grazie a questo rapporto che lui si accorge di sentire qualcosa e di riportarla agli altri.”

Ilenia (Pastorelli) potrebbe raccontarci qualcosa di Alessia, di come ha costruito questo personaggio. Lei è la prima che si accorge di queste sue potenzialità.

“Alessia crede in questi poteri già prima di conoscere Enzo (Claudio Santamaria), crede che prima o poi arriverà a salvarla qualcuno dall’infanzia difficile che ha subito. Poi conosce Enzo e lo identifica nel ruolo del salvatore. Alessia riesce a tirar fuori da Enzo il buono che già esiste in lui.”

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Solitamente il genere dei supereroi rivolgendosi a ragazzi molto giovani è molto edulcorato da scene di violenza vera. Qui viene mostrato tutto. Come mai avete fatto questa scelta?

“Noi volevamo raccontare una storia, il genere è uno strumento necessario per intrattenere si ma poi di base raccontare una storia. E la storia era questa. Avevamo deciso di contestualizzarla in una zona come quella di Tor Bella Monaca e non potevo in qualche modo chiudere gli occhi. Mi puoi dire che i personaggi sono affrontati in modo molto diretto, non riuscirei ad edulcorarlo, sarebbe venuto fuori qualcosa di più finto.”

Qual’è il tuo target di riferimento. Io credo sia fatto per un pubblico adulto e mi chiedevo se pensavi di interessare anche un pubblico più giovane.

“Io spero che piaccia a più persone possibili. Io pago questa grande libertà che mi sono litigato e che poi ha fatto sì facessi il cinema che mi piace, sempre avendo un occhio di riguardo per il pubblico che non doveva essere ingannato o confuso.”

Come avete fatto a mettere insieme gli elementi tipici della cinematografia supereroistica e mantenere comunque un’identità propria del film che è diverso dal genere solito?

 “Abbiamo creato una storia che avesse nel suo interno elementi come dici tu del genere supereroistico, ma perchè tutto questo fosse credibile era dare una struttura ai personaggi. Sono i personaggi, ricchi di fragilità, di umanità a dare corpo alla storia. Le loro fragilità ce li fanno sentire vicini. Il  soggetto che era scritto benissimo, è stato più volte trasgredito perchè avevamo l’esigenza di seguire i personaggi, di conoscerli bene.”

Claudio Santamaria: “Si, è vero. Con Ilenia e Luca abbiamo fatto un’intenso lavoro di prove perchè i personaggi fossero veri e credibili perchè il pubblico credesse alle loro vicende umane e si appassionasse. Poi alla fine il film si potrebbe definire anche una grande storia d’amore, però c’è di mezzo un supereroe.”

Luca Marinelli: “Stavo pensando in maniera romantica che poi è il super potere più grande di tutti a far scattare il super potere: l’amore.”

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About Federica Rizzo

Campana doc, si laurea in Scienze delle Comunicazioni all'Università degli Studi di Salerno. Web & Social Media Marketer, appassionata di cinema, serie tv e tv, entra a far parte della famiglia DarumaView l'anno scorso e ancora resiste. Internauta curiosa e disperata, giocatrice di Pallavolo in pensione, spera sempre di fare con passione ciò che ama e di amare follemente ciò che fa.

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