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Le due vie del destino - The Railway Man (Blu-Ray Disc) - Recensione 01

Le due vie del destino – The Railway Man – Recensione del Blu-Ray Disc

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Video

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Il versante video de “Le Due Vie del Destino” è di ottima qualità.  Il quadro presenta un buon dettaglio dove a farla da padrone sono i tessuti degli abiti come le divise dei protagonisti. Ottima la gestione dei colori con pregevoli sfumature di colore ottimamente riprodotte a seconda della luminosità delle scene tra interni ed esterni o di giorno e notturna. Il video non è esente da problemi di banding ciò nonostante resta assolutamente apprezzabile.

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Audio

Audio

Anche il comparto audio de “Le Due Vie del Destino” si presenta di tutto rispetto grazie all’inclusione di due tracce in formato 5.1 DTS HD sia per il doppiaggio Italiano che per la lingua originale. Due ottime tracce lossless di pregevole fattura limpide che stupiscono anche per la qualità dei rumori ambientali affidate alla sapiente gestione dei canali e del sub. Ovviamente nonostante le due tracce condividano lo stesso formato, quella originale possiede come sempre una marcia in più..

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Contenuti Extra

Contenuti Extra

Più che discreto il reparto extra che si avvale di oltre 80 minuti di interviste alla troupe e al cast, compresi ovviamente le star Colin Firth e Nicole Kidman, due “B-Roll” con il dietro le quinte sulla realizzazione di alcune scene per circa 16 minuti. Presente l’immancabile Trailer sul film.

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Le due vie del destino – The Railway Man – Il Film

“The railway man” (“Le due vie del destino” in Italia)  è il coraggioso e tormentato racconto di uno dei pochissimi soldati inglesi che durante la seconda guerra mondiale è sopravvissuto agli orrori di coloro che sono stati costretti a costruire, dopo la cattura da parte delle truppe giapponesi a seguito della disfatta inglese di Singapore del 1942, ciò che è stata definita la “Ferrovia della morte” e che collega la Tailandia alla Birmania.

L’esperienza è stata talmente traumatizzante che tutti coloro che sono riusciti a tornare a casa, nella quasi totalità dei casi, non hanno trovato alcun mezzo di espressione di tanto orrore. Anche il nostro protagonista Eric Lomax (Colin Firth)  a seguito della fine della guerra è riuscito miracolosamente a tornare a casa ma per decenni non è stato in grado di affrontare gli incubi che si portava dietro data la consapevolezza, di non poter spiegare in alcun modo gli abissi a cui può giungere l’animo umano. L’incontro con una donna straordinaria gli darà finalmente la forza di andare a fondo nei suoi ricordi più oscuri e di affrontare il viaggio, terribile ed emozionante, che lo riporterà nei luoghi che sono stati testimoni del tormento del suo corpo e della sua anima; là dove risiede l’origine del tuo martirio si trova anche la speranza per la salvezza.

Basato sul best seller autobiografico di Eric Lomax “The railway man” è la testimonianza, splendidamente realizzata, dell’orrore della guerra nelle sue peggiori conseguenze: l’annullamento della dignità umana, l’utilizzo dei prigionieri come schiavi, la tortura, la manipolazione delle coscienze, l’annullamento della speranza. La regia di Jonathan Teplitzky è asciutta, non eccede mai nell’emotività forzata nonostante la tematica e riesce a tratti a mantenere il consueto umor inglese che tanta fortuna ha conferito alla cinematografia britannica.

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