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In un posto bellissimo di Giorgia Cecere – Recensione Film

Girato ad Asti quale simbolo della vita tranquilla e ripetitiva della  provincia italiana, In un posto bellissimo, opera seconda della regista Giorgia Cecere, racconta, tracciando un ritratto di donna succube, insicura e succube delle scelte altrui, di come ci si ritrovi a vivere solo in superficie immersi nella routine dimenticando in realtà quello che ci muove e che ci rende vivi e che si trova in uno strato molto più profondo della nostra anima.

Protagonista della pellicola è Lucia, una donna dimessa, semplice, poco femminile, quasi spaventata che ama delegare ad altri le sorti della propria esistenza e che vive per essere moglie di un marito dal quale dipende e che la tradisce, ad un figlio che ama sopra ogni cosa e ad un negozio di fiori di cui è socia. L’incontro imprevisto con un giovane extracomunitario, con il quale instaura un’ embrionale relazione di solidarietà, metterà a nudo la sua autentica interiorità e determinerà una svolta nella sua esistenza.

A dare il volto a Lucia è Isabella Ragonese già diretta dalla Cecere in Il primo incarico che le valse la nomination come miglior attrice protagonista ai Nastri D’argento nel 2011. E’ la stessa attrice ad ammettere che è stato molto difficile interpretare una donna così lontana da sé: “Ho dovuto lavorare per sottrazione e mantenere una tensione per tutto il film. Lucia è una donna sempre fuori luogo, fuori tempo, inadeguata anche se è quella che avendo meno sovrastrutture di tutti riesce ad aprirsi all’altro in modo più naturale”.

Immergersi nella quotidianità di una protagonista fuori da ogni luogo e da ogni tempo diventa un’impresa davvero complicata: ne risulta un film lento, con tanti momenti morti e con un montaggio non sempre adeguato. L’intento di raccontare quello che accade nella quotidianità dei personaggi come se non ci fosse una storia dietro rende un po confuso In un posto bellissimo. Senza spiegazioni psicologiche risulta solo evidente la negazione di Lucia del non voler vedere le crepe di un’esistenza vuota, continuando a reprimere anche quelle verità più evidenti. Gli avvenimenti che dovrebbero spiegare il cambiamento della donna sono quasi assenti lasciando che il film fluisca e arrivi a conclusione quasi senza rendersene conto.

About Federica Rizzo

Campana doc, si laurea in Scienze delle Comunicazioni all'Università degli Studi di Salerno. Web & Social Media Marketer, appassionata di cinema, serie tv e tv, entra a far parte della famiglia DarumaView l'anno scorso e ancora resiste. Internauta curiosa e disperata, giocatrice di Pallavolo in pensione, spera sempre di fare con passione ciò che ama e di amare follemente ciò che fa.

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