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il settimo figlio 04

Il Settimo Figlio di Sergej v. Bodrov – Recensione Film

De Il Settimo Figlio se ne parla da mesi, più per lo tsnunami di sfiga e “rumors” non esattamente gentili che si porta appresso. La Warner Bros storce il naso e passa il testimone alla Universal, la società Rhythm and Hues Studios fallisce, si sfora il budget di pochi dollari (Cinque, dico cinque milioni) e l’uscita del film nelle sale viene posticipata di oltre un anno.

Insomma, un casino.

Ma, pettegolezzi a parte, ci è piaciuto? Si.

Il libro da cui è tratto il lavoro (L’apprendista del mago – Joseph Delaney, 2004) non lo abbiamo letto, ma della leggenda del “settimo figlio di un settimo figlio” se ne dicono di cotte e di crude in tutta la buona letteratura Fantasy.
Pure gli Iron Maiden, mi fanno notare gli esperti, hanno dedicato un pezzo al protagonista del Mito. Per cui, partiamo da questo primo-grande-punto: Il settimo figlio nasce, o almeno così sembra, per essere un prodotto classico per nostalgici.

Non ci sono Ragazzini Nerd tormentati che scoprono di avere il potere di friggere le uova col gomito grazie all’aiuto di una fata madrina, non ci sono adolescenti-femmina che sbavano per vampiri e licantropi amanti del fitness, non ci sono cunicoli spazio-temporali che riportano ai nostri tempi, non ci sono scene di supersesso realista tra dame, principesse, cavalieri, barbari e gente ammucchiatasi di passaggio, non ci sono uccisioni cruente condite da fontane di sangue. Non piacerà molto, quindi (probabilmente) agli amanti dei famosi Urban Fantasy ed ai feticisti delle Serie tv griffate a tema.

Ci sono i draghi.
E i maghi, gli oggetti magici e la Super Strega. Che goduria.

La cosa più bella del film è Jeff Bridges (Master Gregory) mago non più giovanissimo con una certa propensione all’acool. Velocissimo, forte e coattissimo (Dai, un mago guerriero che combatte con un bastone direttamente uscito dai manuali di D&d…).

Nella versione originale, la voce da anzianotto astuto e arzillo è divertentissima. Non me ne voglia Julianne Moore. Seconda cosa degna di nota: Il design e l’animazione delle belve e dei nemici è accattivante e ben fatta. Punto a sfavore: Colonna sonora un tantino anonima e di poco sostegno. Ritmo veloce, dialoghi semplici ma godibili.

Fluido ed essenziale. Per una volta questo “non osare oltre” ci sembra un gran lato positivo

About Giovanna Trantino

Sicula & terrona doc, da piccola le piaceva disegnare, scrivere e cantare. Adesso canticchia, disegnicchia e scribacchia prima, durante e dopo la visione di Film e Serie Tv. Ogni tanto si aliena con pellicole dalle imponenti colonne sonore, libri di fantascienza e graphic novels. Siccome i soldi le fanno schifo, recentemente si é anche iscritta ad un corso d'Inglese per pippe. Sogna di indossare le vesti di una supereroina dei manga giapponesi e di rubare un vestito color cipria a Scarlett Johansson. Talvolta entra dentro i centri scommesse e si trasforma in una Logopedista. Scrive da pochissimo per Daruma, fondamentalmente perché le piace sindacare, polemizzare e chiacchierare di Cinema e dintorni.

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