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Dio esiste e vive a Bruxelles di Jaco Van Dormael – Recensione Film

Campione di incassi in Francia, Belgio e Svizzera, Dio esiste e vive a Bruxelles (Le tout nouveau testament) ha conquistato anche il pubblico della Quinzaine des Réalisateurs all’ultima edizione del Festival di Cannes. Alternando momenti comici ad altri più drammatici, Van Dormael porta sul grande schermo un Dio cinico, trasandato e brutto. Come il mondo che ha creato.

Se sapeste quanto tempo vi resta da vivere, continuereste ad agire secondo i preconcetti etici e morali della nostra società o cerchereste di recuperare, scavando in profondità nei meandri della memoria, quel bambino che è in voi, nascosto da qualche parte, portando alta la bandiera del libero arbitrio? Jaco Van Dormael prova ad innescare questa riflessione da sempre radicata in noi, attraverso l’utilizzo di un gruppetto di assoluti perdenti: una donna senza un braccio, un maniaco sessuale, un assassino, una donna abbandonata dal marito, un impiegato e un bambino, e la forza di una bambina di 11 anni, Ea, figlia di Dio e sorella di Gesù, che lei chiama JC, la quale proverà a rendere il mondo migliore trasformando la vita dei suoi sei apostoli (Gesù crede che 12 non siano abbastanza e chiede alla sorella di trovarne altri 6) e facendoli innamorare di alcuni candidati improbabili.

Dio esiste e vive a Bruxelles, è una moderna fiaba del grottesco, una commedia originale che, sin dallo splendido prologo, ci catapulta in un cinema dell’assurdo che incrocia la poesia, la delicatezza e la visionarietà del regista con ironia e cinismo. Le situazioni surreali, i dialoghi pungenti che non conoscono perifrasi, la vincente arma della comicità, la bellezza delle musiche e l’impatto di alcune scene (tra tutte, la danza della mano sul tavolo della cucina di Aurélie, che quasi commuove nella sua delicatezza), sono gli strumenti che permettono al film di arrivare dritto al cuore dello spettatore. Alcune delle ambiziose premesse lanciate all’inizio, però, non vengono mantenute. La pellicola a tratti sembra perdersi sopratutto nella sua parte “terrestre”, ma poco importa.

Dio esiste e vive a Bruxelles non è un prodotto blasfemo, non racconta del rapporto tra uomo e divinità. Il viaggio che Ea compie tra le strade e i parchi di Bruxelles ha uno scopo diverso: quello di infondere il sacro nella vita materiale degli uomini. Il messaggio è forte e chiaro: basta dare la colpa delle nostre disgrazie a tutto ciò che non appartiene a questo mondo. Smettiamo di riporre le nostre speranza in qualcosa o qualcuno altro da noi. Prendiamoci le nostre responsabilità. Dio esiste e vive a Bruxelles è così umano, terribilmente umano ed è l’amore verso la vita, quindi, a fare da sfondo e da motore immobile a questa commedia brillante, ironica ed esilarante, quanto amara.

About Federica Rizzo

Campana doc, si laurea in Scienze delle Comunicazioni all'Università degli Studi di Salerno. Web & Social Media Marketer, appassionata di cinema, serie tv e tv, entra a far parte della famiglia DarumaView l'anno scorso e ancora resiste. Internauta curiosa e disperata, giocatrice di Pallavolo in pensione, spera sempre di fare con passione ciò che ama e di amare follemente ciò che fa.

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