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Calvario di John Michael McDonagh – Recensione Film

Brendan Gleeson torna a lavorare con il regista John Michael McDonagh e lo fa portando in scena un film che è un vero e proprio Calvario, non solo per il protagonista ma anche per lo spettatore a cui vengono presentati 102 minuti di situazioni che lasciano sbigottiti dall’inizio alla fine, lasciando fraintendimenti vari il film è un piccolo capolavoro e Gleeson non ha eguali nel portare personaggi di questo genere. Si rimane atterriti dall’ indifferenza e la stupidità di tutti i personaggi che compongono la storia che sembrano non imparare mai nulla perché privi di udito. Il prologo dell’opera è un colpo allo stomaco e lo è ancor di più l’ epilogo, che eleva il personaggio principale ad una bontà che va al di là del contesto in cui esso vive. Curiose le scene dove Padre James Lavelle chiede consiglio sulla sua situazione a l’ altro esponente religioso vicino a lui, scene apparentemente leggere ma di una violenza non indifferente dove viene alla luce la “burocrazia religiosa”, termine che potrebbe rappresentare in pieno l’ arroganza di chi sorseggia del tè invece di essere una guida. La pellicola è un pugno allo stomaco, niente va nel verso giusto e nessuno impara nessuna lezione, un vero calvario, ma da vedere se non si è indifferenti. Dal 14 Maggio al cinema

About Alberto Lupocattivo

Appassionato di cinema e letteratura. Nerd all'ennesima potenza è sempre attento al repentino mutamento della cinematografia. Per lui non esiste un genere ma il cinema di genere.

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