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Willem Dafoe – In attesa dell’uscita in home video di Lighthouse, parliamo del più grande attore del mondo

Ebbene, la scorsa settimana fu data notizia che The Lighthouse, la nuova, acclamatissima pellicola di Robert Eggers (The Witch), con protagonisti Wllem Dafoe e Robert Pattinson, sarebbe stata presto distribuita da Amazon Prime ad Aprile, quindi nei prossimi giorni.

Di poche ore fa, invece, la smentita. Anzi, rettifichiamo. The Lighthouse sarà disponibile su tale piattaforma di streaming ma sarà visionabile soltanto per il mercato americano.

Al contempo, però, The Lighthouse avrà finalmente la sua distribuzione in home video nel mese di maggio.

Quale occasione migliore, dunque, per tornare a parlarvi di Willem Dafoe. Da intestazione del titolo del nostro articolo, l’abbiamo definito il più grande attore del mondo.

Credete forse che, in maniera sensazionalistica, per accaparrare visualizzazioni, stiamo volutamente esagerando, magnificando più del dovuto la grandezza attoriale di Dafoe? No, affatto.

Oppure pensate che stiamo bestemmiando da invasati e fanatici come il suo Gesù blasfemo de L’ultima tentazione di Cristo? Invece, siamo assolutamente seri.

Ci sono attori magnifici, attualmente in vita, sì, leggende viventi… che, soltanto con una manciata di ruoli, durante la New Hollywood, assursero a divinità scese in terra.

Basti pensare a Robert De Niro e ad Al Pacino.

I quali, con due tre interpretazioni intoccabili e antologiche, a metà anni settanta, ascesero già nell’olimpo. E, da allora in poi, incrociando altri grandi autori che li valorizzarono enormemente, cementarono la loro inviolata monumentalità. Malgrado, soprattutto il De Niro delle ultime due decadi, JokerThe Irishman e le collaborazioni con David O. Russell a parte, si siano buttati spesso via per cosiddette ragioni alimentari.

Espressione che mi fa ridere poiché sia De Niro che Pacino, certamente, non avrebbero bisogno di partecipare a film insulsi e assai mediocri per pagarsi le bollette di casa.

Detto ciò, secondo i puristi scespiriani, non è Kenneth Branagh il migliore interprete del Bardo. Bensì Ian McKellen.

Da molti considerato addirittura l’attore più grande di tutti i tempi. No, non sto scherzando. Difatti, tantissimi raffinati cultori lo venerano e lo idolatrano più di Marlon Brando. Nonostante Ian non abbia mai, di certo, spiccato per sex appeal e non possiamo reputarlo, diciamo, giovanissimo.

In Italia lo conosciamo, invero, assai poco. E la sua nomea, comunque piccola, la si deve al suo ruolo di Gandalf nella trilogia Il signore degli anelli di Peter Jackson e agli Hobbit affini…

Anzi, lo conosciamo anche per Magneto degli XMen. Soprattutto nel capostipite di tale franchise oramai spezzettatosi in tanti epigoni e reboot, inaugurato da Bryan Singer. Colui che lo diresse ne L’allievo, peraltro.

Ma delle sue prove teatrali si sa ben poco. Almeno qua da noi.

Fatto sta che spesso si è pigri.

E si preferisce, per convenienza, optare per i cosiddetti attori “monstre” che vanno per la maggiore, si predilige puntare puntualmente sui nomi per i quali nessuno si sentirebbe di discutere riguardo il loro comprovato talento consacrato, soventemente oscarizzato.

A proposito di Oscar e di attori che mai lo vinsero sebbene ampiamente lo meritassero e lo meriterebbero in maniera inopinabile, in questa categoria di scandalosi assenti, come si suol dire, all’appello manca Willem Dafoe.

Snobbato anche quest’anno, vergognosamente, per la sua prova nel succitato The Lighthouse. Una prova reputata, infatti, da molti critici come una delle sue migliori performance di sempre.

Sì, il più grande attore del mondo è, senz’ombra di dubbio, annesso Shadow of the Vampire, Willem Dafoe.

Un attore strepitoso. Il più grande amico di Paul Schrader. Dafoe, signore e signori. Stupendo in Motherless Brooklyn, pupillo inoltre di Abel Ferrara, un attore spesso sciaguratamente trascurato dal grande pubblico, un attore impressionante che invece ha lavorato con Kathryn Bigelow, il sopraccitato Scorsese, William Friedkin, Walter Hill, David Cronenberg, Wim Wenders, David Lynch, Sam Raimi. Willem, che è stato van Gogh per Julian Schnabel.

Marcus di John Wick, amico intimo di Lars von Trier.

Ci stancheremmo, sinceramente, ad elencare per filo e per segno gli innumerevoli, altisonanti cineasti per cui ha prestato il suo volto e a menzionarvi tutti i grandi film a cui ha preso parte, da protagonista e non. Chi più ne ha più ne metta, come si suol dire.

Willem Dafoe è il più grande attore del mondo.

Nonostante non sia, secondo canoni classici ed ellenici, un bello.

Willem, dal viso smunto, spesso villain, stupendo Pasolini.

About Stefano Falotico

Stefano Falotico
Scrittore di numerosissimi romanzi di narrativa, poesia e saggistica, è un cinefilo che non si fa mancare nulla alla sua fame per il Cinema, scrutatore soprattutto a raggi x delle migliori news provenienti da Hollywood e dintorni.

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