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Sto Pensando di Finirla Qui – Il testamento filosofico di Kaufman sul senso ultimo dell’esistenza – Recensione

Sto Pensando di Finirla Qui. Charley Kaufman propone, per la prima volta direttamente su Netflix, una opera complessa e profonda, ricca di spunti filosofici e riflessioni sociali, sulle meraviglie e gli orrori della psiche umana, sulle caratteristiche della cultura contemporanea e in ultima analisi sul senso stesso della vita.

Tratto dall’omonima opera letteraria di Iain Reid, edita in Italia da Rizzoli editore, Sto Pensando di Finirla Qui narra di Lucy (Jessie Buckley) e Jake (Jesse Plemons) coppia giovane che si frequenta da poco tempo. Nonostante la relazione proceda piuttosto bene Lucy non vuole proseguire per ragioni di cui non è completamente consapevole. Nonostante ciò la ragazza accetta di accompagnare Jake in un viaggio a conoscere i suoi genitori che vivono in sperduta casetta di campagna.

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Una gita che dovrebbe durare poche ore si trasforma in un viaggio incredibile nell’interiorità umana e nella cultura contemporanea nelle vesti di un thriller on the road.

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Cosa funziona in Sto Pensando di Finirla Qui

La mente geniale del Premio Oscar Charley Kaufman, noto in particolare per i sodalizi artistici con Spike Jonze e Micheal Gondry che hanno prodotto capolavori come Se mi lasci ti cancello, Essere John Malkovich e Il ladro di orchidee, propone in questa sua ultima opera una incredibile riflessione cinematografica sulle complesse sfaccettature di una mente meravigliosamente profonda, caratterizzata da tratti depressivi e da un probabile disturbo mentale, attratta dalla conoscenza e dalla bellezza, la cui ipersensibilità potrebbe condurre a una vita di dolore e solitudine o una vita costellata di ricchezze interiori ed esteriori.

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Costruito come un thriller psicologico la pellicola vi avvale di un montaggio non lineare che allude al concetto del tempo come mera illusione umana e ad una ingente quantità di immagini simboliche, a tratti oniriche, attraverso le quali rappresenta il rapporto del protagonista con le immagini archetipiche della sua psiche, ma anche con i ricordi della sua infanzia.

Particolarmente significative sono le immagini genitoriali, gli incubi adolescenziali, come anche il difficile rapporto con la propria anima e con il femminile che è a tratti vivificante ma che potrebbe fatalmente trasformarsi anche in un incubo.

Struggente a tal proposito è l’immagine dell’inconscio del protagonista, rappresentato dallo scantinato della casa paterna, nel quale è presente fra le diverse immagini anche l’ombra del protagonista, nel senso psicologico del termine, di ciò che poteva essere e non è stato: tutti i talenti e le poetiche immagini che non hanno avuto la luce perché soffocate da un contesto sociale e da un vissuto familiare nel quale vengono svalutate e derise.

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Le chiavi di lettura di questa opera vanno anche cercate anche attraverso le numerosissime citazioni letterarie, artistiche e cinematografiche che la affollano.

William Wordsworth con l’opera Ode intuizioni di immortalità nei ricordi dell’infanzia e Ossi di cane di Eva H. D., la struggente poesia citata a più momenti, alludono alle immagini dell’infanzia che influenzeranno la visione del mondo per tutta la nostra esistenza, alla solitudine, alla disumanizzazione della contemporaneità come all’orrore del ritorno alla casa paterna.

Tornare a casa è terribile

Che i cani ti lecchino la faccia o no,

che tu abbia una moglie

o una solitudine travestita da moglie che ti aspetta.

Tornare a casa è terribilmente desolante

……..

Ossa di cane di Eva H. D.

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Altre opere significative citate sono Ghiaccio di Anna Kavan, la pellicola del 1974 Una moglie di John Cassavetes disponibile su Amazon Prime Video, il capolavoro della pittura romantica ottocentesca Il Viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich, visibile all’inizio della pellicola che offre un primo indizio sul significato complessivo dell’opera, come lo splendido dipinto Il mondo di Christina di Wyeth.

La pellicola si spinge anche nell’ambito delle considerazioni sul sociale riflettendo sui ruoli maschili e femminili nella contemporaneità, come anche specchio della relazione tra il femminile e il maschile nella psiche umana. Ruoli che tutt’oggi non trovano un equilibrio risentendo ancora di retaggi culturali nei quali la coercizione la fa da padrone come anche la cultura della condiscendenza imposta ancora oggi alle giovani donne.

Significativa da questo punto di vista la scena nella quale i protagonisti commentano una canzone negli anni 30 la quale secondo Lucy si parla di uno stupro mentre secondo Jake si narra semplicemente un appuntamento tipico di quei tempi.

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Sulla stessa linea di pensiero anche la scena di un finto film di Robert Zemeckis, volutamente ambigua ma perfettamente rappresentativa di tanta cinematografia che ha costruito il nostro immaginario, che potrebbe essere interpretata come incredibilmente romantica da alcuni ma che può anche essere intesa semplicemente come le azioni di uno stalker.  

Sto Pensando di Finirla Qui propone anche una critica al ruolo della cultura contemporanea e del nostro recente passato, che attraverso i mass media hanno costruito pazientemente una disumanizzante realtà nella quale chiunque è inadeguato e diventa inevitabilmente una solitudine ambulante nella macchina produttiva degli automi.

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A tal proposito Guy Debord viene citato con La società dello spettacolo e David Foster Wallace con Una cosa divertente che non farà mai più che offrono la chiave di lettura di una riflessione sulle tare della contemporaneità affollata dai mass media di immagini attraverso le quali costruire insicurezze e disumanizzazione tramite impossibili immagini stereotipate.

In ultimo i rimandi filosofici della pellicola riportano a considerare la vita di ciascuno di noi nella sua completezza accentandone tutti gli aspetti, strazianti e splendidi , come mezzo attraverso la quale costruire una vita feconda e di ringraziare in ultimo tutte le esperienze della stessa le quali sono la inevitabile strada attraverso le quali siamo diventati quello che siamo.

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Perché non guardare Sto Pensando di Finirla Qui

La pellicola di Charley Kaufman nel suo simbolismo e nella sua cripticità troverà fra i suoi detrattori sicuramente coloro che non sono avvezzi alle pellicole non lineari. Essa richiede necessariamente attitudine alla riflessione e amore per le opere non immediatamente fruibili e che lo rendono adatto agli amanti delle opere esistenziali.

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Regalatevi la visione di Sto Pensando di Finirla Qui se non altro per la bellezza delle immagini, curatissime nella loro ricerca estetica e cromatica, che offrono tra l’altro il ritratto di una America di provincia poco presente nella produzione contemporanea, ricca di elementi poetici lontani dalla standardizzazione quotidiana.

Ringraziamo con tutto il cuore Netflix che attraverso la sua lungimiranza consente, nella sua grande offerta, di proporre pellicole di questo tipo che difficilmente avrebbero visto la luce altrove.

Un testamento filosofico che è una perla di poesia.

Sto Pensando di Finirla Qui è disponibile in esclusiva su Netflix dal 4 settembre.

Regia: Charlie Kaufman. Con: Toni Collette, Jessie Buckley, Jesse Plemons, Jason Ralph, David Thewlis, Abby Quinn, Colby Minifie, Hadley Robinson, Guy Boyd, Ashlyn Alessi Anno: 2020 Durata: 134 min. Paese: USA Distruzione: Netflix

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Eleonora Freso

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