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Racconti di Cinema – Sin City: Una donna per cui uccidere di Robert Rodriguez con Mickey Rourke ed Eva Green

Oggi, a distanza di sei anni dalla sua uscita nelle sale italiane, avvenuta il 2 Ottobre del 2014, recensiamo Sin City – Una donna per cui uccidere (Sin City: A Dame to Kill For).

Seguito del fortunato e acclamato Sin City, n’è anche il prequel.  Ovviamente, come il precedente, è diretto da Robert Rodriguez (Dal tramonto all’albaMachete) in concomitanza con Frank Miller, autore del celeberrimo graphic novel omonimo.

Stavolta, la trasposizione cinematografica n’è un adattamento parzialmente originale poiché, constando di quattro episodi, solamente due di essi sono stati ricavati dalla succitata serie fumettistica. Gli altri due, invece, sono stati originalmente creati ex novo.

I personaggi, inoltre, raddoppiano. Se nel primo, infatti, la vicenda verteva principalmente su tre personaggi, qui ne abbiamo esattamente il doppio, cioè sei. Sin City – Una donna per cui uccidere dura un’ora e quarantadue minuti.

Possiamo, brevemente, sintetizzare la trama in questi termini:

l’avvenente e da tutti i gonzi della città del peccato assai bramata spogliarellista di nome Nancy (Jessica Alba) intrattiene, coi suoi balli sensuali, gli avventori di uno squallido night club malfamato, frequentato perlopiù da ubriaconi malfidati.

Nancy, nonostante si esibisca in danze peccaminose e piccanti, mostrandosi conturbante e ammaliando la sporca clientela con le sue provocanti mosse feline molto arrapanti, non riesce a dimenticare il suo defunto amante, Hartigan (Bruce Willis che ricompare, fantasmatico, in un’apparizione lugubre durante una plumbea notte densa del suo vivissimo ectoplasma tenebroso, memore del suo macho duro dal cuore tenero e di lei, perfino dall’oltretomba, infinitamente innamorato).

Nel frattempo, Nancy viene protetta dal gigantesco Marv (Mickey Rourke), un debosciato dal viso sfregiato e deforme che, fra risse, bevute e medicinali inghiottiti per tentare di sanare il suo cervello malandato, si trascina stancamente, eppur sempre combattivo e col fisico prestantemente taurino, in tale cupo e lercio sottobosco di guerci e prostitute di basso bordo. Un covo luciferino di gente arida di sentimenti e priva di nobili intenzioni. Insomma, gente miserabilmente meschina.

Ecco che nel locale giunge anche un azzimato e ambizioso giovincello sbruffone, Johnny (Joseph Gordon-Levitt). Il quale, mosso da una bramosa cupidigia, sfida incoscientemente a carte il perfido e sadico senatore corrotto sino al midollo, l’avido e truffaldino, malavitoso e potentissimo senatore Roark (Powers Boothe). Lo batte, umiliandolo dinanzi ai suoi bravi. Scatenando in Roark una cattivissima ira vendicatrice.

Nel bar di questa nerissima metropoli assai sudaticcia, fa capolino anche il disilluso Dwight (Josh Brolin, che rimpiazza Clive Owen). Il quale viene ancora una volta fatalmente adescato dalla sua odiatissima e al contempo eternamente amata Ava Lord (Eva Green), l’irresistibilmente fascinosa dama letalmente tentatrice e maliziosamente un po’ meretrice che dà il sottotitolo al film.

Come andrà a finire?

Sin City – Una donna per cui uccidere, ai tempi della sua release, fu meno apprezzato del film precedente. Incassando assai meno rispetto, per l’appunto, al capostipite e deludendo buona parte della Critica che accusò il film di essere soporifero e troppo pedante nelle sue prolisse digressioni con le sue esageratamente insistite voci fuori campo. Voci off che furono comunque il marchio di fabbrica vincente del primo capitolo.

Come appena detto, gli incassi delusero le aspettative tanto da indurre i produttori a dover rinunziare a un potenziale, ulteriore seguito.

Peraltro oramai impossibile, anzi, impensabile a meno che i diritti di queste due trasposizioni, detenute dall’ex padrone della Miramax, il disgraziato Harvey Weinstein, non vengano acquistate da qualcun altro, semmai un azzardato benefattore. Ipotesi alquanto remota e poco realistica, a essere sinceri.

Sin City – Una donna per cui uccidere, a nostro avviso, si lascia vedere invece piacevolmente poiché ancora una volta Rodriguez ci stupì con la sua calibrata e morbida mistura di live action e riprese avvolgenti coagulate a un bianco e nero nuovamente sorprendente. Vitreo e struggente.

Non è all’altezza del primo ma Sin City – Una donna per cui uccidere ha comunque i suoi suggestivi, notevoli momenti da ricordare.
Nel cast anche Rosario Dawson e un appesantito Ray Liotta.

Cammeo di Lady Gaga.

About Stefano Falotico

Stefano Falotico
Scrittore di numerosissimi romanzi di narrativa, poesia e saggistica, è un cinefilo che non si fa mancare nulla alla sua fame per il Cinema, scrutatore soprattutto a raggi x delle migliori news provenienti da Hollywood e dintorni.

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