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Piccole Donne (2019) – Piccole femministe crescono nel segno di Greta Gerwig – Recensione

Greta Gerwing coraggiosamente si misura con il classico della letteratura dell’infanzia Piccole Donne (2019), evidenziandone la declinazione femminista come narrazione della difficoltà di essere una giovane donna nella fase della crescita.

La regista californiana Greta Gerwing si è innamorata, come moltissime giovani donne, di Piccole Donne da giovane per poi approfondire la vita dell’autrice Louise May Alcott che è diventata solo in un secondo momento la sua eroina. Piccole Donne infatti rappresenta i diversi aspetti e le diverse declinazioni della vita della stessa autrice che in prima persona ha conosciuto la povertà, la responsabilità del dover mantenere tutta la sua famiglia, i conflitti relativi alle aspettative dovute al suo essere donna, il conflitto con la propria immagine a seguito della perdita dei capelli.

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La pellicola della Gerwing narra le vicende di Piccole Donne e Piccole Donne Crescono attraverso una narrazione avvincente ricca di salti temporali che riesce, nonostante la diffusa conoscenza delle vicende narrate, a tenere lo spettatore incollato alla poltrona. Piccole Donne è probabilmente la pellicola più riuscita della regista che fino ad ora si era misurata alla direzione di pellicole di cinema indipendente, tra cui il fortunato Lady Bird, che ne avevano limitato la capacità di espressione. Piccole Donne rappresenta diversamente una splendida occasione di misurarsi con una storia dal respiro universale capace di essere anche assolutamente contemporanea alla quale la regista si è potuta approcciare forte del successo al botteghino e di critica di Lady Bird.

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Cosa funziona in Piccole donne (2019)

La coppia d’oro della cinematografia attuale, Greta Gerwing e Noah Baumbach, ha offrto contemporaneamente al pubblico due fra le pellicole migliori dell’anno, A marriage story e Piccole Donne, che specularmente affrontano le difficoltà dell’affermarsi dell’individualità femminile da due angolazioni diverse. A marriage story in un’ottica contemporanea e edulta e Piccole Donne in un’ottica ottocentesca e giovanile, evidenziando come nonostante i notevoli progressi economici, sociali e in termini di consapevolezza, la dimensione familiare cozzi ancora dolorosamente con l’autorealizzazione femminile.

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Perché non guardare Piccole Donne (2019)

Come evidenziato dalla stessa regista questo classico della letteratura e della cinematografia è generalmente pensato per un pubblico prettamente femminile che per ovvi motivi trova molte splendide figure femminili attraverso le quali identificarsi. Confidiamo tuttavia nella apertura mentale di mariti e fidanzati che oltre ad una pellicola avvincente splendidamente interpretata dal cast di assoluto livello, in cui ricordiamo solo per citarne alcuni Emma Watson, Meryl Streep e Timothée Chalamet, troveranno un’opera capace di offrire uno spaccato sincero della difficoltà di diventare se stessi.

Piccole Donne è una splendida pellicola di inizio anno da regalare a tutte le giovani donne del futuro, e non solo, che rappresenta incredibilmente bene i conflitti e le gioie dell’essere donna, e di quello che ci fanno passare a noi uomini, oggi come ieri.

Piccole Donne (2019) è al cinema dal 9 gennaio 2020 con Warner Bros. Italia

Regia: Greta Gerwig. Con Saoirse Ronan, Emma Watson, Florence Pugh, Eliza Scanlen, Timothée Chalamet, Laura Dern, Meryl Streep, James Norton, Bob Odenkirk, Chris Cooper, Louis Garrel Anno: 2019 Durata: 135 min. Paese: USA Distribuzione: Warner Bros Italia

About Davide Belardo

Davide Belardo
Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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