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Gretel e Hansel – Il male è donna? – Recensione

Gretel e Hansel: Il regista di “February – L’innocenza del male”, torna nella scuderia di Midnight Factory con l’adattamento cinematografico dark di una fiaba tedesca resa internazionale dai fratelli Grimm. Protagonista la giovanissima e bravissima Sophia Lillis, conosciuta per il ruolo di Beverly nell’ultimo IT.

In una terra lontana e nefasta sfigurata dalla guerra, due giovani fratelli, Gretel (Sophia Lillis) e Hansel (Samuel Leakey), sono obbligati dalla loro madre a fuggire alla ricerca di cibo e futuro. L’incontro con un nobile cacciatore, l’indirizza verso il villaggio dei taglialegna, ma i due fratelli smarriscono il sentiero e finiscono per perdersi in un bosco fitto e oscuro.

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Gretel e Hansel trovano una casa isolata e misteriosa, in cui vive una vecchietta a prima vista gentile, confidano così di aver trovato un rifugio sicuro. Inspiegabili banchetti senza fine, nonostante l’assenza di animali, e le inquietanti stranezze, come gli incubi premonitori, fanno sorgere in Gretel il dubbio che la gentile vecchietta nasconde in realtà inconfessabili e raccapriccianti segreti.

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Cosa funziona in Gretel e Hansel

Dopo “February – L’innocenza del male” e il film NetflixSono la bella creatura che vive in questa casa“, il regista Oz Perkins sbarca per la prima volta nei cinema italiani con l’adattamento oscuro di una delle fiabe tedesche più conosciute al mondo.

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Questa nuova versione della storia di Hansel e Gretel, fin dal titolo rivisto e corretto, impone come protagonista principale la figura femminile di Gretel, al tempo della fiaba originale la sorellina minore ma oggi la maggiore del duo protagonista. Gretel e la Strega sono il fulcro portante di una narrazione composta da dialoghi intriganti con i quali le due donne si studiano e si raccontano. Chiacchierate in cui spesso il genere maschile viene etichettato come la zavorra capace di tarpare le ali alle ambizioni delle donne.

Ambientato principalmente in interni lugubri e misteriosi, il film di Perkins, si avvale di una caratterizzazione e ricerca estetica di grande fascino, dove nessun dettaglio e lasciato al caso.

La cura posta nella realizzazione, nella ricerca delle inquadrature e nell’ottimo utilizzo dell’illuminazione, ci racconta una storia oltre le situazioni che si sviluppano sullo schermo.

Gretel e Hansel è continuamente disteso tra l’iniziazione al male, della scoperta dei propri desideri e del potere, e i legami affettivi con la volontà di non vivere necessariamente nell’oscurità delle proprie ambizioni.

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Perché non guardare Gretel e Hansel

Presentato allo spettatore come film del terrore, Gretel e Hansel, non è un film dell’horror nel senso più classico del termine. Completa assenza di jumpscare, presenza di sangue limitata e veri momenti di paura, lasceranno spiazzati gli amanti del genere che reputano un horror valido solo dal possibile quantitativo di feci sviluppate nelle mutande. Il ritmo lento e cadenzato non aiuterà infine lo spettatore da popcorn alla ricerca di una visione spensierata.

Gretel e Hansel è una fiaba cupa, viscerale e ammaliante capace di conquistare il pubblico con la sua rappresentazione del male, ma anche di deludere chi si aspetta di restare terrorizzato sulla poltrona.

Gretel e Hansel al cinema dal 19 Agosto con Midnight Factory.

Regia: Oz Perkins Con: Sophia Lillis, Alice Krige, Jessica De Gouw, Ian Kenny, Charles Babalola, Samuel Leakey, Abdul Alshareef Anno: 2020 Durata: 87 min. Paese: USA Distribuzione: Midnight Factory

About Davide Belardo

Davide Belardo
Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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