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Ben Affleck e Tornare a vincere: la rinascita del peggiore Batman di sempre?

Ebbene, si torna a parlare di Ben Affleck. Attore assai contestato, bistrattato spesso e volentieri dai cosiddetti cinefili puri che, indefessi, malgrado Ben negli ultimi dieci anni abbia dato ampia dimostrazione della sua caratura attoriale, cimentandosi peraltro alla regia in maniera sempre più proficua e qualitativamente corposa, continuano ostinatamente e ottusamente a identificarlo solamente come un imbambolato sex symbol un po’ robotico e inespressivo. Perseverando a sottostimarlo con estrema acrimonia ed elargendogli, potremmo dire ironicamente, soltanto strafottente disprezzo oppure, ancora peggio, trascurandolo cinematograficamente con enorme, sadica ferocia, con ingrata, lapidaria indifferenza impietosa.

L’ultimo film con Ben Affleck, Tornare a vincere (The Way Back), è stato favorevolmente accolto dalla Critica ed è attualmente disponibile nelle maggiori piattaforme digitali a pagamento per noleggio e acquisto come Apple TV, Chili, Rakuten TV e Infinity.

Per l’occasione, Affleck è tornato a lavorare con Gavin O’Connor che robustamente già lo aveva diretto in The Accountant.

Nonostante le critiche lusinghiere, tributate anche alla sua recitazione, apparsa ai critici come decisamente matura, Affleck non è, come già sopra scrittovi, riuscito ancora oggi ad emanciparsi dalla crudele patente affibbiatagli, molti anni or sono, della sensuale icona virile leggermente patetica.

Nel 2017, la sua incarnazione dell’uomo pipistrello Bruce Wayne, in Batman v Superman: Dawn of Justice di Zack Snyder, è stata difatti sonoramente stroncata e ridicolizzata pressoché da chiunque.

Tanto da indurre Matt Reeves a optare per Robert Pattinson per il suo prossimo The Batman.

Per non parlare, ovviamente, del “suo” disastroso Daredevil per la regia di Mark Steven Johnson.

Insomma, il bel Affleck non riesce, a dispetto del sempre maggiore, crescente suo impegno profuso anche in veste di sceneggiatore, assolutamente a convincere quasi nessuno di essere, invero, molto cresciuto sotto ogni punto di vista.

Ma è così, alla fin fine, così indecente, inguardabile e brutto il suo Batman ed è altresì vero che Affleck sia poco dotato a livello recitativo e artistico?

In questo scritto, attraverso un veloce promemoria, analizzando brevemente il suo excursus filmografico, soffermandoci sui titoli salienti della sua carriera, tenteremo di sfatare quest’ingiusta etichetta per cui, a nostro avviso, Affleck è stato eternamente marchiato in maniera troppo frettolosa e superficiale.

Questo ragazzone, classe ‘72, nato il 15 Agosto a Berkeley in California, il cui vero, completo nome all’anagrafe è l’irricordabile e impronunciabile Benjamin Géza Affleck-Boldt, diplomatosi lodevolmente alla Cambridge Rindge and Latin High School, dopo molte particine e comparse in pellicole più o meno importanti, si fa notare con Generazione X del suo amico Kevin Smith.

Vincendo l’Oscar per la migliore sceneggiatura originale assieme al suo inseparabile Matt Damon, con Will Hunting – Genio ribelle.

Ecco però che, dopo il trionfo per il film di Gus Van Sant, Ben non ne azzecca, come si suol dire, quasi nessuna.

Arriva Shakespeare in Love, Affleck si fidanza con la sua protagonista, Gwyneth Paltrow, ma poi sprofonda nella mediocrità e s’impantana alla faccia d’ogni seria dignità.

Affogando fra polpettoni tragicomici come il teutonico, pacchiano e tristemente roboante Armageddon di Michael Bay, interpretando il buon Trappola criminale di John Frankenheimer, flop però a livello commerciale, perdendosi fra un’altra sua celeberrima ex, la formosa, caliente Jennifer Lopez, la quale non poco lo ha distratto artisticamente e fuorviato. Sì, J. Lo con cui girerà gli scialbi Amore estremo e Jersey Girl, perdendone la testa e giocandosi pure la credibilità. Sposando quindi, da bravo family man, Jennifer Garner, recitando senza successo in Paycheck di John Woo, districandosi alla bell’è meglio in State of Play e vincendo addirittura sorprendentemente la Coppa Volpi per Hollywoodland. Film però, ancora una volta, visto da pochissimi.

Al che, fra il tremendo Runner, Runner, l’incompreso To the Wonder di Terrence Malick e invece il magnifico Gone Girl di David Fincher, Ben Affleck si riassesta e tanti bei colpi, registici soprattutto (Gone Baby Gone, The Town, Argo e La legge della notte), sfodera con classe e, con indubbia classe encomiabile, bellamente e grintosamente, indomitamente, recentemente ha assestato.

Sofisticandosi inaspettatamente.

Gigioneggiando con stile in Triple Frontier di J. C. Chandor.

Ben Affleck è, nel frattempo, parecchio ingrassato.

E nel 2018 è stato di nuovo ricoverato per disintossicarsi dall’alcol.

Però, indubbiamente, come uomo di Cinema, in forma direttamente proporzionale, non poco s’è irrobustito.

E adesso, a essere sinceri, la sua immagine è meno scalfibile da parte degli invidiosi e dei maligni.

Il prossimo anno, lo vedremo inoltre nell’attesissimo The Last Duel di Ridley Scott. Col quale, come saprete, tornerà a duettare col suo amico fidato per eccellenza, Matt Damon.

Sì, probabilmente Ben Affleck non è affatto un attore insulso e forse perfino il suo Batman, a conti fatti, non è assolutamente malvagio…

È assai gagliardo, fotogenico, leggermente legnoso ma pur sempre figo e, a suo modo, terribilmente carismatico.

Eh eh.

About Stefano Falotico

Stefano Falotico
Scrittore di numerosissimi romanzi di narrativa, poesia e saggistica, è un cinefilo che non si fa mancare nulla alla sua fame per il Cinema, scrutatore soprattutto a raggi x delle migliori news provenienti da Hollywood e dintorni.

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