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The Battleship Island – Recensione del film selezionato al Florence Korea Film Fest

In The Battleship Island si narra una parte della storia della Seconda Guerra mondiale probabilmente sconosciuta a buona parte dell’Occidente: l’esistenza di un campo di lavoro su di un’isola poco lontana da Nagasaki, in cui venivano portati soprattutto prigionieri coreani, quasi tutti civili.

The Battleship Island ha una trama molto complessa che segue diversi personaggi costretti in uno stesso contesto: Gang-ok è un musicista che viene deportato, ingannato da un finto amico, nell’isola di Hashima. Qui viene costretto a lavorare come minatore e viene separato dalla giovane figlia Soo-hee (Su-An Kim, vista anche in Train to Busan), che viene inviata in una Comfort House insieme a altre donne coreane deportate.

Nella stessa isola si trovano un attivista politico che una spia infiltrata cercherà di far evadere, un gangster e una ex prostituta, oltre che migliaia di altri deportati senza nome.

Cosa funziona in The Battleship Island

Nelle circa due ore e trenta di film si imparano molti fatti probabilmente sconosciuti ai più che vivono da questa parte del mondo. Dal punto di vista della Corea (e se si guarda Ip-Man, anche dal punto di vista della Cina) il Giappone si comportò in Asia come la Germania in Europa durante la Seconda Guerra Mondiale: invadendo territori, massacrando innocenti e cercando poi di nascondere le malefatte eliminando i testimoni.

The Battleship Island è un film preciso e estensivo, che ha una buona resa in termini di spiegazione della storia e delle diverse caratteristiche dei personaggi e dei rapporti con i giapponesi. Da notare è la regia delle scene di massa, ottima anche nelle scene d’azione, soprattutto nel pirotecnico finale.

Perché non guardare The Battleship Island

Il film, per ovvie ragioni, è molto polarizzato contro il Giappone. Siamo effettivamente nel terreno di Schindler’s List. Forse la pecca più grande, però, è quella di identificare tutti i personaggi giapponesi come cattivi a una dimensione, ma allo stesso tempo è molto efficace la descrizione, che appunto vediamo spesso nei film sul nazismo, di quanto la cieca osservazione dei comandi e la sete di prevaricare il prossimo generino mostri.

Il film ha fatto parte della rassegna del Florence Korea Film Fest che si è svolto a Firenze dal 23 al 30 Settembre.

Regia: Ryoo Seung-wan Con: Hwang Jung-Min, Kim Su-An , Song Joong-Ki Anno: Durata: 150 minuti Paese: Corea del Sud

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