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Venezia 76, ultimo giorno: Tutti i voti dei film visti

Indeciso se ripartire il 3 o il 4 mattina, opto per il giorno in più, curioso di vedere cosa hanno combinato Roy Andersson (Leone d’Oro al miglior film nel 2014 con “Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza“) e Atom Egoyan. Se il primo rifà il proprio vittorioso “Piccione” quasi a copia carbone (a onor del vero é uno stile arduo e difficilmente accessibile, per pochissimi. Prendere o lasciare: io lascio), Egoyan mette in luce le tematiche che lo hanno sempre contraddistinto e diversificato ma pasticcia in fase di script e finisce per non convincere nessuno.

Mi consolo scattando un selfie con nientepopodimeno che Stellan Skarsgård, Luca Marinelli e un Shin’ya Tsukamoto in probabile ritardo a un appuntamento (me lo concede correndo), ma Udo Kier mi manda via per ben due volte (un veterano del Festival mi rivela poi che Udo detesta i selfie. Vallo a sapere!).

A seguire, Fulci For Fake, documentario sulla vita del noto regista di “Zombie 2“. Presenti in sala, infatti, oltre agli autori, anche un piccolo gruppo di zombie impeccabilmente truccati.

Un buon film, incentrato sulla vita privata del cineasta e (troppo?) poco sul suo cinema in senso stretto.

Corro all’impazzata per raggiungere Sala Giardino, dove viene proiettato “Happy Birthday“, un corto che affronta l’attuale problema dell’isolsmento causato dai social.

Il design della locandina porta la firma di Terry Gilliam, presente in sala (camicia verde con motivo bislacco e sandali: il personaggio  eccentrico che sappiamo essere) insieme agli autori.

Quando un presente chiede come sia nata la collaborazione tra lui e gli autori italiani, lui pronuncia le sue uniche sei parole spese all’evento: “io ho solo fatto il disegno”.

E dopo una frazione di secondo di esitante e totale silenzio, é scroscio di applausi e Gilliam passa il microfono.

A chiudere l’appuntamento, una doppia performance del cantante Achille Lauro.

Finiscono così la giornata e – per me – questa settantaseiesima edizione, che nel complesso si é rivelata – anche a detta di tantissimi presenti – particolarmente deludente, soprattutto rispetto alle due precedenti.

Ma va bene così, non possono esser sempre fiori.

Ma adesso, è ora di lasciare parlare le stellette.

Estasi     (Gustav Machatý)***
La vérité                     (Hirokazu Kore’eda)*
Pelican Blood                  (Katrin Gebbe)** 1/2
5 é il numero perfetto        (Igort)**
Ad astra                         (James Gray)***
J’accuse                      (Roman Polanski)****
Seberg                             (Benedict Andrews)* 1/2
Ema                                       (Pablo Larraìn)**
Madre                                 (Rodrigo Sorogoyen)**
Joker                                      (Todd Phillips)**** 1/2
The laundromat             (Steven Soderbergh)*** 1/2
Wasp Network                           (Olivier Assayas)*
The King                        (David Michôd)**
American Skin                  (Nate Parker)***1/2
The Painted Bird       (Václav Marhoul)****
About Endlessness          (Roy Andersson)**
Guest of Honour       (Atom Egoyan)**
Fulci for Fake             (Simone Scafidi)***
Happy birthday                     (Lorenzo Giovenga)**

About Raffaele Mussini

Raffaele Mussini
sono nato a Reggio Emilia (RE) il 19 febbraio del 1992 e abito a Campagnola Emilia (RE). Dopo essermi diplomato in un istituto tecnico di ragioneria linguistica e laureato in Marketing e Organizzazione d’Impresa, ho iniziato a scrivere recensioni per il cinema, quindi il mio primo libro “Volontà Rimosse”, seguito da “La perseveranza della pioggia”. Quanto al cinema, ho sviluppato fin da piccolo una fortissima e viscerale passione e già in tenera età sono arrivato a visionare e collezionare ogni tipo di pellicola.

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