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Venezia 76: Leone d’oro a Joker di Todd Phillips con Joaquin Phoenix e tutti gli altri premi

Sì, Joker di Todd Phillips con Joaquin Phoenix ha trionfato meritatissimamente, aggiungiamo noi, all’appena conclusasi celeberrima kermesse festivaliera del lido veneziano.

Vincendo l’ambitissimo Leone d’oro.

Signore e signori, no, non è uno scherzo. Ciò che sino a due settimane fa apparve a tutti come altamente improbabile e fantascientifico s’è magicamente invece avverato stasera alla 76.a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Ha stravinto, sbaragliando totalmente la concorrenza, incenerendo tutte le altre pellicole antagoniste e in gara per vincere il massimo riconoscimento di tale prestigiosissima manifestazione, il film oggettivamente più bello. Osiamo dire anche più importante.

No, non c’eravamo sbagliati a fine proiezione stampa quando noi di Daruma View immediatamente celebrammo Joker, definendolo un istantaneo capolavoro della storia del Cinema. No, non fu un’esagerazione figlia della smaniosa nostra euforia estemporanea di quella giornata straordinaria.

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No, non fu il facile entusiasmo scatenato dall’ovazione calorosa ricevuta da Joker in Sala Grande al divampante scoccare del tonitruante, incendiario, scorrere dei suoi titoli di coda.

Joker è davvero un grandissimo film.

Che non fosse un cinecomic d’ordinanza, un cinefumetto qualsiasi ci fu chiaro sin dall’inizio delle sue riprese avvenute alla fine dello scorso anno.

Le stesse dichiarazioni del suo regista, Todd Phillips, durante i ciak della sua pellicola, il quale fin dapprincipio, anche attraverso il suo ufficiale profilo Instagram, con cui in questi mesi distillò preziose news, lasciarono immantinente presagire che ci saremmo trovati dinanzi a un’opera che avrebbe trasceso il significato puro della semplice, banale, abusata trasposizione cinematografica perfino della graphic novel di Alan Moore, disegnata da Brian Bolland, ovvero Batman: The Killing Joke. Infatti, in un primo momento non furono in pochi a pensare che Joker sarebbe stato un fedele adattamento piuttosto convenzionale e mainstream dell’appena succitata storia a fumetti.

Anche i più ostinati detrattori della DC Comics compresero bene che davvero Joker poteva incredibilmente ed eccezionalmente essere una rielaborazione sui generis e una geniale variazione sul tema delle atmosfere, delle suggestioni e delle istanze socio-culturali di Taxi Driver e Re per una notte di Scorsese, così come infatti fu riportato nella prima sua sinossi pubblica.

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Eppure, nonostante il dipanarsi via via sempre più esplicativo della sua trama, malgrado l’accavallarsi delle notizie e il loro eloquente diramarsi, in tanti ostinatamente continuarono a credere che Joker sarebbe stato, ripetiamolo, l’ennesimo e superfluo potpourri infarcito con tutti gli indigesti ingredienti commerciali mesciuti in salsa tipicamente hollywoodiana.

Joker, invero, rappresenta l’incarnazione semmai della New Hollywood aggiornata ai macabri, angosciosi tempi odierni asfittici e cupi. Dunque, se nell’oramai lontano 1976, Taxi Driver vinse la Palma d’oro al Festival di Cannes, Joker di Todd Phillips, con un superlativo e ineguagliabile Joaquin Phoenix, aggiudicandosi il Leone d’oro, n’è la sua continuazione ideale, sì, altri non è che l’ammodernamento del capolavoro scorsesiano per antonomasia ove il protagonista Arthur Fleck/Joaquin Phoenix incarna a sua volta Travis Bickle/De Niro.

Per meglio dire, dostoevskijanamente, si trasfonde nella sua anima da emarginato e perennemente tormentato uomo schizofrenicamente malato e disadattato, assorbendo addirittura i tratti ribellistici e caricaturali del Rupert Pupkin di Re per una notte, revisionando quindi questi due iconici, inquietanti personaggi borderline nella magnificente, impetuosa rinascenza da araba fenice e da cigno nero trasfiguratosi nell’ossuto, magnetico volto sardonico del clown cattivo più famoso di Gotham City, simbolizzandosi in maniera archetipica nella mitologia del villain nemico di Batman, emigrando empaticamente nel cuore d’un esistenzialismo possibilmente ancora più cinereo e funereo di Travis Bickle, estremizzandone la sua rabbia vendicativa ed esplosiva.

Joker non è un cinecomic. Sebbene, la Warner Bros, il suo sceneggiatore Scott Silver e forse Phillips stesso abbiano volutamente inserirvi all’interno degli emblematici riferimenti tanto furbi, ponendo perciò le basi concettuali per un eventuale sequel, quanto originali e soprattutto assolutamente raffinati, componendo un puzzle meta-cinematografico d’immane potenza ipnotica.

Chiunque, me compreso, sino a 5 minuti dall’inizio della proiezione di Joker fummo certi che avremmo assistito a un ottimo film ma nessuno mai e poi mai avrebbe immaginato che ci saremmo trovati di fronte a un film di tale portata travolgente e sensazionale.

Un film durissimo, senza un briciolo di retorica, sostenuto per tutte le sue due ore di durata dalla regia pazzesca di Phillips e prodigiosamente illuminato dalla terrificante bravura di un Joaquin Phoenix che avrebbe meritato la Coppa Volpi.

Andata invece a Luca Marinelli di Martin Eden diretto da Pietro Marcello.

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Sì, probabilmente, la presidentessa di giuria Lucrecia Martel non ha voluto omaggiare a dismisura Joker. Ripartendo i premi. Dando dunque al nostro Marinelli la Coppa Volpi.

Assegnando invece il contentino, si fa per dire, a L’ufficiale e la spia di Roman Polanski.

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Questa, comunque, la lista completa di tutti i premi:

  • Leone d’Oro per il Miglior FilmJoker di Todd Phillips 
  • Leone d’Argento Gran Premio della Giuria: J’Accuse di Roman Polanski
  • Leone d’Argento per la Migliore RegiaRoy Andersson per About Endlessness
  • Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione MaschileLuca Marinelli per Martin Eden di Pietro Marcello
  • Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione FemminileAriane Ascaride per Gloria Mundi di Robert Guédiguian
  • Miglior SceneggiaturaYonfan per No.7 Cherry Lane
  • Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergenteToby Wallace per Babyteeth di Shannon Murphy
  • Premio Speciale della GiuriaLa Mafia Non È Più Quella Di Una Volta di Franco Maresco

About Stefano Falotico

Stefano Falotico
Scrittore di numerosissimi romanzi di narrativa, poesia e saggistica, è un cinefilo che non si fa mancare nulla alla sua fame per il Cinema, scrutatore soprattutto a raggi x delle migliori news provenienti da Hollywood e dintorni.

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