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L’ufficiale e la spia – Recensione del film di Roman Polański

30 Agosto 2019: la 76.a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dopo il suo claudicante inizio pieno zeppo di film irrisolti, come si suol dire dal passo incerto, dopo il suo incedere, appunto, en souplesse, ha visto passare in Concorso quella che noi, attualmente, possiamo senz’ombra di dubbio considerare l’opera migliore vista sinora in Concorso, ovvero J’accuse (sui nostri schermi uscirà col titolo L’ufficiale e la spia) dell’immarcescibile Roman Polański.

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Ecco, se le ultime pellicole del grandissimo Roman non poco lasciarono insoddisfatti persino i suoi più irriducibili aficionado, se forse noi stessi ammettiamo d’aver ravvisato in esse segni di preoccupante senilità cavalcante da parte del suo comunque incontestabile, monumentale autore, con questo fastoso, affascinantissimo, cupo, gelido e plumbeo L’Ufficiale e la Spia, Polański pare aver ritrovato lo splendido, suadente smalto e il corrosivo, ambiguo, freddo cinismo romantico d’un tempo suo potente, vividamente livido e torvo, gagliardo, soavemente misterico e tenebrosamente ipnotico.

Si racconta la vera storia del contorto, scabroso caso Alfred Dreyfus (Louis Garrel), capitano ebreo al soldo dell’esercito francese, accusato ingiustamente d’alto tradimento e di sovversivo spionaggio, difatti incriminato e pubblicamente disonorato poiché reputato colpevole d’aver passato di nascosto informazioni top secret all’impero tedesco.

Cosicché, Dreyfus viene violentemente deportato in esilio e confinato in stato d’isolamento nell’Isola del Diavolo.

L’ufficiale Georges Picquart (un carismatico Jean Dujardin), dopo un’interminabile e assai rischiosa indagine, battagliando stoicamente con le omertose istituzioni, a costo d’incorrere lui stesso in punitive ammende e lapidarie, diciamo, scomuniche compromettenti la sua prestigiosa carriera, riuscirà a far emergere la verità. Smascherando un complotto di proporzioni smisurate che coinvolse, in tale raccapricciante, metaforica notte infinita d’imbrogli e sottterfugi, di torbide, celate macchinazioni e oscuri, diabolici segreti inconfessati, addirittura personalità di spicco apparentemente intoccabili come lo scrittore Émile Zola.

L’Ufficiale e la Spia, un film della durata di due ore e dodici minuti, tratto dall’omonimo libro scandalo del 2013 di Robert Harris, sceneggiato dallo stesso Harris assieme a Polański .

Un film che inizia con una magistrale, armonica carrellata in un mattino tetro e uggioso. Quindi, in puro stile polanskiano, procede d’andamento, a prima vista, perfino soporifero. Al che pian piano questa spettrale storia d’angosciosa, funerea e catartica detection inquietante e macabra s’impenna.

L’Ufficiale e la Spia, da biopic storico puntigliosamente curato nei dettagli, si trasforma dunque in un thriller a combustione lenta dall’irresistibile malia.

Nel cast Mathieu Amalric, Emmanuelle Seigner e Luca Barbareschi qui in veste anche di principale co-produttore.

L’Ufficiale e la Spia (J’accuse) sarà al cinema dal 21 novembre 2019 con 01 Distribution.

Regia: Roman Polanski Con: Emmanuelle Seigner, Jean Dujardin, Louis Garrel, Mathieu Amalric, Melvil Poupaud Anno: 2019 Paese: USA Distribuito da 01 Distribution.

About Stefano Falotico

Stefano Falotico
Scrittore di numerosissimi romanzi di narrativa, poesia e saggistica, è un cinefilo che non si fa mancare nulla alla sua fame per il Cinema, scrutatore soprattutto a raggi x delle migliori news provenienti da Hollywood e dintorni.

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