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Tesnota: Il cinema impegnat(iv)o applaudito a Cannes sbarca in sala

Tesnota: Kantemir Balagov (premiato a Cannes con il premio FIREPRESCI), allievo di Sokurov, gira un claustrofobico e silenzioso dramma solo apparentemente politico, ispirato a un vero fatto di cronaca.

1998, Nalchik, Caucaso. Una famiglia ebrea viene sconvolta dal rapimento del figlio minore e della sua futura moglie. I famigliari scelgono di evitare la polizia e rivolgersi alla comunità di appartenenza, ma ciò porterà all’emersione di conflitti latenti e Ilana, la sorella, si ritroverà a lottare contro tutti.

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Cosa funziona in Tesnota

In Tesnota funziona in primis il lavoro sui personaggi, che gridano la loro autenticità più per merito di un acting in sottrazione che non per qualità di scrittura. Una scrittura quintessenziale, che pare sempre affacciarsi sulla soglia, salvo poi lasciare agli attori la libertà di seguirla, interpretarla o tradirla.

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Perché non guardare Tesnota

Tesnota è cinema gessato, congelato e claustrofobico (l’aspect ratio 1.33 è lì per questo), che nel filmare un susseguirsi di sentimenti soppressi e ingabbiati rischia proprio si sopprimere e ingabbiare l’emozione di chi guarda. Corteggia il discorso politico, lo abbraccia sprofondandoci dentro (la lunga sequenza delle uccisioni in TV) ma poi pare abbandonarlo, tornare alle dinamiche familiari, sacrificando il pubblico a favore dell’intimo. Forte di una sincera e palpabile impronta realistica che aderisce al vero nudo e crudo, scivola – senza compromettersi – in qualche sporadico stereotipo (l’isteria di Ilana in discoteca).

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Da un film così freddo e – volutamente – inerte sorprende il fatto di scoprirsi coinvolti dall’inizio alla fine (un quarto d’ora di meno però avrebbe giovato). Grandi prove attoriali (Darya Zhovnar regala una performance da applausi), per un racconto che mira a rivendicare l’attualità di una (dimenticata?) parentesi storico-geografica sfruttandone le pieghe per scavare negli anfratti dell’anima di coloro che questo momento lo hanno vissuto, subito. Il cinema emerge dirompente in alcuni memorabili passaggi: i capelli asciugati dal phon che coprono il volto di Ilana quando la madre le comunica la sconcertante notizia, o la sequenza finale così meravigliosamente ambigua, furente e sorda.

Tesnota è al cinema dal 1 Agosto per la distribuzione di Movies Inspired

Regia: Kantemir Balagov Con: Atrem Cipin, Olga Dragunova, Veniamin Kac, Darya Zhovnar, Nazir Zhukov Anno: 2017 Durata: 118 min. Paese: Francia Distribuzione: Movies Inspired.

About Raffaele Mussini

Raffaele Mussini
sono nato a Reggio Emilia (RE) il 19 febbraio del 1992 e abito a Campagnola Emilia (RE). Dopo essermi diplomato in un istituto tecnico di ragioneria linguistica e laureato in Marketing e Organizzazione d’Impresa, ho iniziato a scrivere recensioni per il cinema, quindi il mio primo libro “Volontà Rimosse”, seguito da “La perseveranza della pioggia”. Quanto al cinema, ho sviluppato fin da piccolo una fortissima e viscerale passione e già in tenera età sono arrivato a visionare e collezionare ogni tipo di pellicola.

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